Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio
Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio
Calcio

Perpignano: «Non ci sono problemi economici, il progetto va avanti»

Il numero 1 biancorosso e le sue verità sulla situazione del club

Il momento è arrivato, il presidente Perpignano prende la parola. Dopo tante voci, tante ipotesi le certezze di stipendi pagati in ritardo e della cessione di Roberto Floriano al Pisa, è arrivato il momento della verità. Il n. 1 della società di via Vittorio Veneto si presenta davanti ai microfoni per spiegare quanto sta veramente accadendo e per far comprendere a tutti quelle che sono le prospettive del Barletta calcio, con un calciomercato da affrontare, con un campionato da terminare salvandosi e soprattutto con un futuro che in questo momento appare avvolto da nubi nere, nerissime.

La conferenza comincia con un'introduzione del presidente: «Ho una cravatta rossa a dimostrazione che resto qui, vita natural durante. Questa conferenza non è stata indotta da nessuno, è stata una mia scelta. Ho lasciato partire il nostro calciatore più forte, ora non partirà più nessuno e arriveranno altri calciatori».

Presidente noi sappiamo quello che accade, a febbraio deve tirar fuori 700-800 mila euro, sarà in grado di farlo?
«Io ho pagato interamente gli stipendi, saranno pagati i contributi, e pagherò anche a febbraio. Ho venduto Floriano a 100 mila euro più 40 mila di premio se il Pisa sarà promosso. Con questi soldi pagherò gli stipendi di novembre. Stiamo parlando di un classe 1986 che voleva andare a guadagnare di più e provare a vincere. Le condizioni accontentavano lui e noi, e vi ricordo che all'inizio parlavate di un calciatore che poteva giocare solo nei dilettanti. Vi ripeto che non partirà più nessuno».

Presidente lei parla di situazioni poco chiare rispetto alle entrate della società rispetto alla stagione sportiva scorsa del quale ha informato gli organi competenti, ci spiega cosa significa?
«Io vengo dai dilettanti e lo dico umilmente, ho forse qualche pecca a livello di professionismo. Quando ho preso il Barletta, determinate situazioni anche per colpa mia non sono state verificate in pieno. Ricordate ad esempio la questione stadio, la fidejussione e tutto quel che serviva per l'iscrizione fatta in soli tre giorni. Lo scorso 10 dicembre sono andato in Lega, al Barletta spettavano 230 mila, 240 mila euro ma ne ho ricevuti solo 40 mila. Questa mancanza ha portato a ciò che è successo, non voglio dare colpa a nessuno, magari è colpa mia, ma quella mancanza di denaro ha portato al mancato pagamento e ai problemi sulla scadenza».

Presidente lei parlava di assurdità quando si parlava di eventuali stipendi non pagati al 16 dicembre, come possiamo crederle quando dice che il 16 febbraio pagherà?
«Ho già risposto, il 16 febbraio non ci saranno problemi improvvisi. I ragazzi sapevano che il 30 dicembre avrei saldato tutto e prima di Foggia gli avevo anche promesso un premio in denaro anche in caso di vittoria. Vi dico che ho preferito prendere la penalizzazione al fine di chiarire la situazione e garantirci gli incassi che ci spettano. Aggiungo che l'importante è salvarci, a 40 meno 2 punti o a 40 effettivi l'importante è il risultato».

Presidente in 90 anni di storia il Barletta non ha mai subito una penalizzazione come fa ad affermare con leggerezza che potremo salvarci lo stesso? Come fa a parlare di premi prima di Foggia? Ma lo sa che i giocatori sono scesi in campo per amore della maglia prima di una sfida come quella di Foggia?
«Io ho pagato gli stipendi, io ho compreso le esigenze di ognuno e ho adempiuto ai miei doveri. Ribadisco che ho preso i due punti volontariamente per trarre benefici, benefici per il Barletta. Spero che voi lo capiate, e secondo me saranno gli unici punti di qui alla fine dell'anno. Capisco che è una brutta figura, ma può valerne la pena ci sono in ballo diverse migliaia di euro».

Presidente, lei sta perdendo la fiducia della gente, non pensa di poter fare un passo indietro?
«Non ci penso nemmeno, assolutamente. Se viene qualche persona seria a dare un contributo, a dare un aiuto per crescere allora va bene sono aperto a tutto. Vi ricordo che ho tirato fuori subito 850mila euro per iscrivere il Barletta quindi non ho problemi. Io ho speso 250 mila euro per rilevare il Barletta dal signor Tatò».

Presidente lei parlava di costo zero per l'acquisizione della società, ora parla di 250 mila euro come è possibile?
«Io ho versato 250 mila euro, ho gli atti e posso dimostrarlo».

Presidente lei ha parlato di progetto triennale, poi si è lamentato dei pochi abbonamenti, poi ci siamo ritrovati a parlare di stipendi non pagati in tempo e della cessione del miglior calciatore in rosa che ci ha portato più della metà dei punti, quindi a rischio è sia il futuro fuori che dentro dal campo. Si sente ancora di garantire il progetto triennale? Non pensa che sia meglio un'amara verità che una dolce bugia? Presidente la piazza ha bisogno di certezze
«Vengo dal mondo dei dilettanti e queste situazioni sono per me da insegnamento. Se potessi ricominciare da giugno ad oggi, avrei il tempo di imparare. Io garantisco che il Barletta è sano, Floriano sarà rimpiazzato da un calciatore altrettanto bravo. Probabilmente ho commesso degli errori, sono il responsabile, ho preso la penalizzazione e me la tengo. Se siamo tutti del Barletta, datemi tregua fino al 16 febbraio. Se dovesse fallire il Barletta fallirò io, io ho dato via il Bogliasco per rimanere a Barletta. Io martedì sarò in tribuna a sperare di vincere, ho interessi rispetto a soldi importanti che dovevano entrare in queste casse e non posso stare tranquillo».

Presidente, lei capirà che non è bello sentir parlare di penalizzazione presa per necessità, come non è bello sentirsi dire di aver ceduto il calciatore migliore per necessità, come si può aver fiducia per il 16 febbraio?
«Non ho ceduto Floriano per necessità, è stata un'operazione vantaggiosa per tutti visto che il calciatore voleva partire. Gli stipendi non sono stati corrisposti solo per quella questione di cui ho parlato prima e per febbraio possiamo stare tranquilli».

Quando sarà chiarita la questione dei contributi della Lega di cui parla e che sarebbero la causa di tutto?
«Spero presto, io non vado via e potete stare tranquilli. Sanerò tutto entro il 16 febbraio».
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