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Calcio
Dopo Crotone-Barletta 2-2 bilancio positivo, e forse qualche rimpianto
Biancorossi con cinque punti in classifica dopo un trittico di partite che si annunciava micidiale
Barletta - domenica 6 settembre 2026
Prima di entrare nel vivo dell'analisi di Crotone-Barletta 2-2 è necessaria una premessa, partendo da un punto fermo: alzi la mano chi alla pubblicazione del calendario del girone C di Serie C immaginava un Barletta con cinque punti e sette gol all'attivo nelle prime tre partite (di cui due in trasferta) dopo aver incontrato Casertana, Bari e Crotone.
Dopo il primo tempo di Caserta poi, più di qualcuno forse ci avrebbe firmato col sangue, per un Barletta non con cinque punti in tre gare, ma persino con più di qualche rimpianto, perché dopo il match di Crotone, con un poʻ più di fortuna i punti del Barletta potevano benissimo essere sette.
Così però non è stato, ed essendo il calcio uno sport che sa essere bastardo, non solo un gol del tutto casuale ed evitabile come quello di Veltri ha di fatto rimesso in partita un Crotone che sembrava ormai inerme e rassegnato, ma nel finale solo la traversa ha evitato al Barletta una sconfitta che sarebbe stata del tutto immeritata.
Ne è così venuto fuori un 2-2 vivace e divertente, e che paradossalmente al momento è più utile al Barletta per mettere fieno nella cascina della salvezza, che per il Crotone, sulla cui stagione grava come un macigno il -6 per le note vicende societarie.
Già, ma cosa è andato bene e cosa c'è da migliorare in questo Barletta alla luce della prestazione di Crotone?
Di evidentemente positivo ci sono di sicuro l'eccezionale stato di forma in zona gol di Mateus Da Silva, implacabile quest'ultimo nell'infilare la rocciosa ma tutt'altro che impenetrabile difesa centrale crotonese.
E poi vi è da rimarcare la mostruosa prestazione difensiva di Nicola Bizzotto, capace di rendere quasi del tutto inoffensivi i vari Zunno, Musso e Capristo.
Ci sono poi da sottolineare la solita grande affidabilità di elementi come Coccia e Franco, un Anthony Partipilo in chiara ed evidente crescita al di là del gol, un Savio Piarulli tornato ad ottimi livelli dopo le incertezze di Caserta, e un Rossoni anch'egli molto cresciuto rispetto alle prime uscite.
Cosa invece non è andato? In realtà sarebbe sin troppo facile puntare l'indice sulle responsabilità di Matosevic sul gol del 1-2 di Veltri, ma sarebbe francamente ingiusto addossare al portiere sloveno tutte le responsabilità della mancata vittoria: preferiamo parlare di episodio negativo.
È vero, da quel momento Crotone-Barletta è stata tutt'altra partita, ma spegnere i bollenti spiriti del Crotone dopo il gol del 1-2 è compito di tutta la squadra, prima ancora che del portiere.
Certo, brucia e non poco lasciarsi sfuggire una vittoria che dopo il 2-0 di Partipilo sembrava ormai quasi in cassaforte, ma in fondo non è un poʻ quello che forse ha provato la Casertana alla prima giornata proprio contro il Barletta?
It's Football baby. E va accettato così com'è, e per come si sta comportando il Barletta in questo avvio di campionato c'è da essere abbastanza soddisfatti.
E se proprio si vuol essere pignoli, l'unico appunto squisitamente di natura tattica che ci sentiamo di muovere al Barletta che ha pareggiato a Crotone, è forse l'aver giocato poco, soprattutto nel primo tempo, dalla parte di Laringe, con quest'ultimo impegnato più nel contenere le sgroppate di Veltri, che nell'allargare il fronte offensivo barlettano.
Tutto questo, ripetiamo, nell'attuale scenario di un Barletta che ha portato a casa cinque punti tra Casertana, Bari e Crotone, e che ci permette di guardare addirittura con un pizzico di rammarico al 2-2 di Crotone.
Ah, quasi dimenticavamo il presunto fallo da rigore su Djankpata.
Ogni anno, prima dell'inizio della stagione calcistica, gli arbitri ricevono precise disposizioni, e probabilmente può darsi che su contatti come quello su Djankpata le indicazioni in linea generale siano quelle di lasciar correre.
Se così fosse ne prendiamo atto e accettiamo di buon grado questa decisione.
Se poi, come troppo spesso succede in Italia, dovesse trattarsi ancora una volta di quello che a Barletta chiamiamo "fruscio di scopa nuova" , con contatti simili a quello su Djankpata oggi ignorati, e poi un domani magari sanzionati in una fase decisiva della stagione, allora il discorso cambia.
Dopo il primo tempo di Caserta poi, più di qualcuno forse ci avrebbe firmato col sangue, per un Barletta non con cinque punti in tre gare, ma persino con più di qualche rimpianto, perché dopo il match di Crotone, con un poʻ più di fortuna i punti del Barletta potevano benissimo essere sette.
Così però non è stato, ed essendo il calcio uno sport che sa essere bastardo, non solo un gol del tutto casuale ed evitabile come quello di Veltri ha di fatto rimesso in partita un Crotone che sembrava ormai inerme e rassegnato, ma nel finale solo la traversa ha evitato al Barletta una sconfitta che sarebbe stata del tutto immeritata.
Ne è così venuto fuori un 2-2 vivace e divertente, e che paradossalmente al momento è più utile al Barletta per mettere fieno nella cascina della salvezza, che per il Crotone, sulla cui stagione grava come un macigno il -6 per le note vicende societarie.
Già, ma cosa è andato bene e cosa c'è da migliorare in questo Barletta alla luce della prestazione di Crotone?
Di evidentemente positivo ci sono di sicuro l'eccezionale stato di forma in zona gol di Mateus Da Silva, implacabile quest'ultimo nell'infilare la rocciosa ma tutt'altro che impenetrabile difesa centrale crotonese.
E poi vi è da rimarcare la mostruosa prestazione difensiva di Nicola Bizzotto, capace di rendere quasi del tutto inoffensivi i vari Zunno, Musso e Capristo.
Ci sono poi da sottolineare la solita grande affidabilità di elementi come Coccia e Franco, un Anthony Partipilo in chiara ed evidente crescita al di là del gol, un Savio Piarulli tornato ad ottimi livelli dopo le incertezze di Caserta, e un Rossoni anch'egli molto cresciuto rispetto alle prime uscite.
Cosa invece non è andato? In realtà sarebbe sin troppo facile puntare l'indice sulle responsabilità di Matosevic sul gol del 1-2 di Veltri, ma sarebbe francamente ingiusto addossare al portiere sloveno tutte le responsabilità della mancata vittoria: preferiamo parlare di episodio negativo.
È vero, da quel momento Crotone-Barletta è stata tutt'altra partita, ma spegnere i bollenti spiriti del Crotone dopo il gol del 1-2 è compito di tutta la squadra, prima ancora che del portiere.
Certo, brucia e non poco lasciarsi sfuggire una vittoria che dopo il 2-0 di Partipilo sembrava ormai quasi in cassaforte, ma in fondo non è un poʻ quello che forse ha provato la Casertana alla prima giornata proprio contro il Barletta?
It's Football baby. E va accettato così com'è, e per come si sta comportando il Barletta in questo avvio di campionato c'è da essere abbastanza soddisfatti.
E se proprio si vuol essere pignoli, l'unico appunto squisitamente di natura tattica che ci sentiamo di muovere al Barletta che ha pareggiato a Crotone, è forse l'aver giocato poco, soprattutto nel primo tempo, dalla parte di Laringe, con quest'ultimo impegnato più nel contenere le sgroppate di Veltri, che nell'allargare il fronte offensivo barlettano.
Tutto questo, ripetiamo, nell'attuale scenario di un Barletta che ha portato a casa cinque punti tra Casertana, Bari e Crotone, e che ci permette di guardare addirittura con un pizzico di rammarico al 2-2 di Crotone.
Ah, quasi dimenticavamo il presunto fallo da rigore su Djankpata.
Ogni anno, prima dell'inizio della stagione calcistica, gli arbitri ricevono precise disposizioni, e probabilmente può darsi che su contatti come quello su Djankpata le indicazioni in linea generale siano quelle di lasciar correre.
Se così fosse ne prendiamo atto e accettiamo di buon grado questa decisione.
Se poi, come troppo spesso succede in Italia, dovesse trattarsi ancora una volta di quello che a Barletta chiamiamo "fruscio di scopa nuova" , con contatti simili a quello su Djankpata oggi ignorati, e poi un domani magari sanzionati in una fase decisiva della stagione, allora il discorso cambia.
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