
Calcio
Barletta-Vado 2-1 e finale poule scudetto all'orizzonte
Contro i forti liguri di mister Sesia i biancorossi si candidano per un posto in finale operando una rimonta di voglia e di carattere
Barletta - martedì 26 maggio 2026
Sarà anche arrivata per mezzo di un clamoroso e sfortunato autogol di Abonckelet allo scoccare del novantesimo minuto di gioco, ma la vittoria per 2-1 del Barletta sul Vado ci è parsa del tutto limpida e meritata, soprattutto per quanto fatto vedere in un secondo tempo fatto di determinazione e voglia spasmodica di portare a casa il risultato pieno, dopo un primo tempo tutto sommato bello e abbastanza equilibrato.
Del resto solo un Barletta pienamente all'altezza di sé stesso poteva far sua con pieno merito l'intera posta in palio contro un avversario forte e concreto come il Vado di mister Marco Sesia, un tecnico che da queste parti non ha certo bisogno di presentazioni.
Dei liguri, oltre naturalmente al forte e ben assortito reparto offensivo, soprattutto nella prima frazione di gioco è piaciuta la pulizia nell'impostazione da dietro, operata in primis dall'ottimo centrale difensivo Mirko Saltarelli, e poi, clamorosa autorete a parte, dal già citato centrocampista Abonckelet, elemento abile sia in fase di impostazione che di inserimento, vedi clamoroso palo colpito pochi minuti prima del suo stesso autogol.
Dove il Vado ci è parso un po' meno efficace è stato sugli esterni bassi, messi ripetutamente in ambasce, soprattutto nella ripresa, dalle giocate di Malagnino e Laringe prima, e di Alma e Michelino Dicuonzo poi.
Sottotono, inoltre, la prova del temuto De Rinaldis, autore tra l'altro dell'errore dal quale è poi scaturito il gol del pari di Riccardo Lattanzio.
Del Barletta, oltre naturalmente alla brillante prestazione soprattutto nel secondo tempo, ha ben impressionato la condizione fisica, nonostante le pesanti assenze nel reparto arretrato e l'inevitabile incidere dei primi caldi sui ritmi della partita.
Tutto questo costituisce un preciso segnale di voler provare a non accontentarsi della sola promozione in C, e di ambire ad arrivare fino in fondo anche a questa competizione, come tra l'altro più volte rimarcato dallo stesso presidente Marco Arturo Romano in primis, e poi dal gruppo squadra, come ampiamente testimoniato in queste settimane.
Tra il Barletta e la finale del 6 giugno a Teramo, c'è ora la gara di ritorno di sabato prossimo a Vado Ligure, laddove la squadra di Paci è attesa da un'altro importante capitolo (si spera non l'ultimo…) di quello splendido romanzo che è la stagione biancorossa 2025/26.
In caso di risultato positivo in Liguria, ad attendere il Barletta nella finale scudetto vi sarà una tra Scafatese e Desenzano, che domenica prossima a Scafati partono del 1-1 del match di andata disputato in riva al Lago di Garda.
Del resto solo un Barletta pienamente all'altezza di sé stesso poteva far sua con pieno merito l'intera posta in palio contro un avversario forte e concreto come il Vado di mister Marco Sesia, un tecnico che da queste parti non ha certo bisogno di presentazioni.
Dei liguri, oltre naturalmente al forte e ben assortito reparto offensivo, soprattutto nella prima frazione di gioco è piaciuta la pulizia nell'impostazione da dietro, operata in primis dall'ottimo centrale difensivo Mirko Saltarelli, e poi, clamorosa autorete a parte, dal già citato centrocampista Abonckelet, elemento abile sia in fase di impostazione che di inserimento, vedi clamoroso palo colpito pochi minuti prima del suo stesso autogol.
Dove il Vado ci è parso un po' meno efficace è stato sugli esterni bassi, messi ripetutamente in ambasce, soprattutto nella ripresa, dalle giocate di Malagnino e Laringe prima, e di Alma e Michelino Dicuonzo poi.
Sottotono, inoltre, la prova del temuto De Rinaldis, autore tra l'altro dell'errore dal quale è poi scaturito il gol del pari di Riccardo Lattanzio.
Del Barletta, oltre naturalmente alla brillante prestazione soprattutto nel secondo tempo, ha ben impressionato la condizione fisica, nonostante le pesanti assenze nel reparto arretrato e l'inevitabile incidere dei primi caldi sui ritmi della partita.
Tutto questo costituisce un preciso segnale di voler provare a non accontentarsi della sola promozione in C, e di ambire ad arrivare fino in fondo anche a questa competizione, come tra l'altro più volte rimarcato dallo stesso presidente Marco Arturo Romano in primis, e poi dal gruppo squadra, come ampiamente testimoniato in queste settimane.
Tra il Barletta e la finale del 6 giugno a Teramo, c'è ora la gara di ritorno di sabato prossimo a Vado Ligure, laddove la squadra di Paci è attesa da un'altro importante capitolo (si spera non l'ultimo…) di quello splendido romanzo che è la stagione biancorossa 2025/26.
In caso di risultato positivo in Liguria, ad attendere il Barletta nella finale scudetto vi sarà una tra Scafatese e Desenzano, che domenica prossima a Scafati partono del 1-1 del match di andata disputato in riva al Lago di Garda.






















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