Pavone e Tatò
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Barletta Calcio, è passata la "notte delle streghe"?

Dopo l'avvicendamento Novelli-Stringara, la posizione del ds Pavone appare meno solida

Non si può certo dire che a Barletta la vigilia del derby del "Cosimo Puttilli" contro l'Andria, in programma domenica 4 novembre per la 9^ giornata del campionato di Prima Divisione Lega Pro, girone B, sia trascorsa entro le direttrici della tranquillità e della routine. Quattro giorni fa l'esonero- ma non la risoluzione del contratto- di mister Raffaele Novelli, arrivato in estate su indicazione del direttore sportivo Peppino Pavone, per avviare un progetto "zemaniano" nel gioco e improntato al risparmio sul profilo economico, e all'incasso dei contributi della Lega derivanti dall'ingente utilizzo dei giovani. Ne era nata una rosa molto giovane, che aveva sempre giocato bene ma aveva raccolto appena 3 punti in 8 partite, e le eliminazioni da Tim Cup e Coppa Italia Lega Pro. Risultati che avevano spinto il presidente Tatò a cambiare guida tecnica, ma non lo staff, in una decisione presa da Peppino Pavone, come spiegato dal direttore sportivo biancorosso durante la conferenza di presentazione del nuovo allenatore Paolo Stringara, già a Foggia e Cava de' Tirreni con Pavone. Proprio la posizione del ds biancorosso appare meno solida dopo queste "notti delle streghe" vissute in via Vittorio Veneto.

Un calciomercato in parte "smentito" dal cambio di allenatore
Se si imposta un'azione di mercato, tanto in entrata quanto in uscita, sul 4-3-3 di stampo "zemaniano", ne conseguirà, come avvenuto nella rosa del Barletta Calcio, un "pieno" di esterni offensivi e centrocampisti abili nel possesso palla. Calciatori che invece nel 3-5-2 voluto da Stringara non sembrano perfettamente funzionali all'idea di gioco del tecnico di Orbetello: diventano un "rebus" così i vari Simoncelli, Carretta, Dezi, per dirne alcuni. Un cambio di allenatore e filosofia che è costato al direttore sportivo biancorosso tante critiche nei forum gravitanti intorno al Barletta Calcio. Una scelta, quella di prendere Stringara, confermata anche dall'"assetto" visto in conferenza stampa martedì scorso: Pavone accanto all'allenatore toscano, il presidente Tatò assente. Quasi una ulteriore "responsabilizzazione" della scelta...;

Ok al bilancio, ma le promesse di esperienza...?
E' stata una lettera aperta alla stampa dell'allenatore salernitano a rivelare alcuni retroscena dell'avventura di Novelli in sella alla panchina biancorossa. Parole scritte di proprio pugno dall'ex tecnico biancorosso, che hanno rivelato un rapporto non proprio idilliaco con le scelte societarie e del ds Peppino Pavone, e soprattutto hanno spiegato come nell'atteso "progetto-giovani" portato avanti dal club di via Veneto fosse inizialmente previsto l'arrivo (o la conferma) di alcuni elementi esperti, idee non suffragate però dai fatti: un fattore che probabilmente aveva portato alle dimissioni dell'allenatore a pochi giorni dalla chiusura del mercato, respinte dalla società e mai venute alla luce sin qui. Gli interventi in itinere sono stati nuovamente negati in conferenza dal direttore sportivo biancorosso, che ha confermato la bontà- a suo dire- del "progetto-giovani". Niente svincolati, dunque, e uomini di esperienza, almeno fino a gennaio;

Staff confermato: scelta economico-"politica" o terreno pronto per eventuali cavalli di ritorno?
Ha colpito il fatto che con Novelli non sia stato sollevato dall'incarico anche il suo staff. E' rimasto al suo posto Elio Di Toro, vice dell'allenatore salernitano, e con lui il preparatore Angelo Fabbiano e il preparatore dei portieri Nicola Di Leo, quest'ultimo già a Cosenza nel passato con Stringara. Una scelta vincolata anche da termini economici, volti a non aggiungere altre figure al libro paga del club di via Veneto, ma che potrebbe essere letta anche in altri due modi: dapprima, tanto Di Toro quanto Fabbiano hanno già lavorato con Pavone, quindi il loro futuro era maggiormente legato a quello del ds che a quello di Novelli. Inoltre, a pensar male- e a volte ci si prende- nel caso in cui, facendo i debiti scongiuri, con Stringara in sella la situazione non migliori, nulla vieta di pensare- restando nell'ottica di "spendng review"- a un ipotetico ritorno dell'allenatore salernitano, che ritroverebbe così il suo staff, o addirittura a una panchina consegnata a Di Leo. Ma sono solo ipotesi che speriamo non si realizzino, visto che sarebbero vincolate a un cattivo andamento della squadra...;

Pavone: futuro legato a un "filo doppio" con Stringara...?
Esonerato Novelli, il presidente biancorosso Tatò ha deciso di affidarsi a un altro uomo dell'"entourage" del diesse biancorosso, come Paolo Stringara, alla terza esperienza in panchina con Pavone come direttore sportivo. Vien da pensare che il patron del Barletta Calcio abbia voluto dare un'ulteriore attestato di fiducia a Pavone, rinnovandogli la stima professionale e affidandosi ancora a una sua scelta: come ogni opzione, anche questa presenta però il rovescio della medaglia, ossia la sensazione che, dopo la "mezza sconfitta" con Novelli, se la situazione non dovesse migliorare con Stringara, allora a fare le valigie potrebbero essere ds e allenatore. Non resta che affidarsi al campo e a quel confortante precedente, la salvezza raggiunta da Stringara a Cava nel 2009/2010, con una squadra rilevata nei bassifondi e portata al decimo posto a fine campionato;
(Twitter: @GuerraLuca88)
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