Calcio, Barletta-Casertana 0-2
Calcio, Barletta-Casertana 0-2
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Barletta Calcio, a Ischia fine del cammino: e ora?

Inizia l'altro campionato, quello per la sopravvivenza nei professionisti

Barletta praticamente non pervenuto, Ischia determinato a garantirsi la quartultima piazza in chiave-playout (raggiunta grazie al pari tra Aversa Normanna e Matera): il finale al "Mazzella" non appariva difficile da pronosticare, e l'esito del campo ha rispettato le attese. Sabato pomeriggio, nell'ultimo atto della regular season di Lega Pro, a decidere il match sono stati una doppietta messa a segno da Saveriano Infantino e un gran gol di Tony Schetter, due ex biancorossi: per il Barletta è calato così il sipario sul campionato, laddove la salvezza era stata raggiunta con largo anticipo nonostante le penalità incassate a suon di pagamenti in ritardo. Ora tocca rispondere presenti alla sfida più importante, quella dell'iscrizione alla prossima stagione.

Motivazioni zero, resa scritta
E' andato tutto secondo pronostico. Sabato pomeriggio il Barletta ha detto addio a un campionato estenuante, passato lungo due partite, sul campo e fuori, con una secca sconfitta a Ischia: troppo evidente la disparità di motivazioni e di forze, con gli isolani schierati con la migliore formazione e alla ricerca del quartultimo posto e i biancorossi infarciti di riserve e ormai salvi, per pensare a un risultato differente. A marcare il tabellino due ex come Schetter e Infantino, con il Barletta vivo solo nei legni colti da Giannarelli e Ingretolli, in una sfida connotata dagli esordi di Core, Buiatti, Sette e Velocci. Inutile valutare una partita di questo tenore: contano i 47 punti totalizzati sul campo da Liverani e compagni, di cui 6 depennati dalla Disciplinare. Meno inutile stigmatizzare l'assenza di medico sociale e fisioterapisti in Campania, situazione raramente verificabile nel calcio professionistico e chiaro sintomo di una società nella quale il ponte di comando non è più saldo da un pezzo.

Un anno di addii, l'estate...chissà
Nei fatti, il Barletta nato in agosto non esiste più: sono andati via o sono stati esonerati segretari, dg, allenatore, ds, dt, calciatori e parte dello staff, con il presidente e amministratore unico Perpignano al timone tra i pochi "superstiti". L'unico obiettivo adesso è quello di salvare il calcio professionistico nella Città della Disfida. Il cammino di qui al 30 giugno appare arduo e denso di ostacoli, e le voci circa cordate e singoli interessati al pacchetto azionario della società biancorossa, ma meno ai debiti in calce ai conti di via Vittorio Veneto, si susseguono giorno dopo giorno. La testa dei tifosi è al futuro ormai da tempo, e i primi simbolici passi sono stati compiuti. Barletta vuole dimenticare i recenti tagli di acqua e gas al "Puttilli", la giornata pro-Barletta indetta per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti e tante altre vicissitudini. Oltre a snellire l'attuale massa debitoria prospettica, pesante e prossima al milione di euro, è urgente l'innesto di nuove forze imprenditoriali. Il tifo biancorosso si ferma sul campo, ma raddoppia le forze fuori: il vero campionato, forse, ha inizio solo ora.

Settimana di contatti
«La prossima sarà una settimana decisiva per il futuro del club. Io ho ancora un anno di contratto ma ovviamente tutto dipenderà da quanto accadrà a livello societario». Parole di mister Ninni Corda, emesse nella sala stampa del "Mazzella" di Ischia dopo il ko contro gli isolani: nei fatti, a partire dalla giornata di domani, sono in programma diversi incontri, per definire il futuro di alcuni calciatori oggi in rosa e cercare di ridurre il monte-ingaggi. Qualcuno ha già salutato la piazza sui social networks (Cortellini, Turchetta, Rizzitelli), altri si preparano a farlo per fine contratto o fine prestito (Legras, Radi, Meola) o perché vicini ad altri club (vedi Fall, a un passo dalla Salernitana), altri ancora hanno mercato (Liverani e De Rose su tutti). Il rischio smobilitazione appare elevato, così come un anno fa. Parallelamente, sono destinati a proseguire i contatti su scala societaria, laddove l'entourage barlettano vicino al club prosegue il dialogo con papabili stakeholder biancorossi. Troppo presto però, per definirli più che semplici sondaggi.

Le prossime scadenze
L'obiettivo primario di qui al prossimo mese sarà quello di cercare la sopravvivenza: al momento siamo fermi all'iniziativa coordinata di Cucs, G.E. 1987 e Barletta Club "I Biancorossi" con firma del contratto preliminare che ha portato alla cessione alla simbolica cifra di 3 euro del 29% delle quote a Mimmo Zingrillo e Alessandro Ferrigni, più il 2% a Beppe Iannone, traghettatori della piazza barlettana con oneri e onori da rispettare bi-partisan (il presidente Perpignano dovrà saldare stipendi e rate fino al 30 giugno e garantire l'iscrizione al prossimo campionato entro il 4 giugno, come da contratto). Dalla prossima settimana, con l'attivazione del consorzio "S.O.S. Barletta Calcio", sarà anche possibile contribuire attivamente alla causa biancorossa acquistando pacchetti azionari dal valore di 5mila euro o multipli di tale cifra. Ischia non vuole essere il capolinea del calcio professionistico, Barletta ora vuole dimostrare di meritarlo. Ma a che prezzo?
(Twitter: @GuerraLuca88)
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