Sotto Diversa Luce

Settimo sguardo

Il sopito fremere dell’assedio

Cresce alta l'erba incolta nel fossato del castello, immemore di scontri, urla, assedi. I bastioni, maestosi guardiani di quel mantello spontaneo di natura, sono antichi veggenti dalla memoria offuscata, che assopiti ora scrutano il cielo, nell'instancabile susseguirsi di nuvole. Solo loro ricordano le ferite, le vendette, le armature, qualche bel viso di fanciulla, un tenace e indomito guerriero.

Sembra che siano lì, fantasmi delle scure feritoie, che con sguardi stanchi osservano compiaciuti quella nuova vita intorno, a loro sconosciuta. E il cielo è sempre lo stesso, le pietre del castello identiche ad allora. Il sapore del tempo è l'unica cosa che cambia.
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