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Milo Manara ospite a Bari: «Il nudo è una rappresentazione dell'eternità»

Il maestro dell'eros racconta la sua carriera, da Miele a Caravaggio

Più che fumettista, più che illustratore, emerge forte in Milo Manara la personalità dell'artista. Da qui il titolo indubbiamente riconosciuto di "maestro", non solo dell'eros. Classe 1945, nato a Luson (Bolzano), Manara è stato l'ospite d'onore dell'edizione 2015 del BGeek, la fiera del fumetto, videogame, cosplay e passioni di ogni genere, che si è svolto sabato 27 e domenica 28 giugno a Bari. Il percorso artistico di Manara racconta l'evoluzione di un genere, il fumetto, la nona arte. Dagli esordi, dagli anni della contestazione giovanile, alle illustri collaborazioni degli ultimi anni: in mezzo la storia, Hugo Pratt, Fellini, i Borgia, Caravaggio. Una sintesi di questo sentiero d'arte firmato Manara è esposta alla sala Murat, sempre a Bari, per la mostra intitolata "Le stanze del desiderio", visitabile fino al 4 luglio.

Tutto iniziò a soli 12 anni, realizzando pannelli decorativi su commissione. Poi il diploma in un liceo artistico privato, l'iscrizione alla facoltà di architettura di Venezia, per divenire in seguito assistente dello scultore spagnolo Berrocal. Qui un colpo di fulmine: il fumetto, un'arte che non conosceva ma di cui, con gli anni, è diventato tra i più noti e apprezzati artisti italiani, divenendo punto di riferimento del fumetto erotico d'autore. Le sue figure femminili, dalla seducente Miele alle supereroine Marvel, travalicano i pregiudizi del genere erotico divenendo quadri meravigliosi e sfaccettati. «Il nudo – ha dichiarato Manara - poiché spogliato di tutte le forme di identificazione di una particolare epoca storica, spogliato dalla cronaca, si proietta nella storia, diventa un elemento di eternità, fuori dal tempo. E' una rappresentazione dell'eternità in sé».

In occasione del BGeek, durante la conferenza dal titolo "Io, Milo" tutta dedicata al maestro, ho avuto il piacere e l'onore di conversare con lui, per porgli domande sulla sua arte e sulla sua lunga carriera.

Dalle sue opere emerge in trasparenza un'aspirazione ad essere conosciuto e ricordato come artista, piuttosto che come semplice fumettista.
«Anzi, io sono orgoglioso di essere un fumettaro, non ho alcuna ambizione di uscire da questa categoria. Se il fumetto può essere considerato o no una forma d'arte, dipende dal fumettaro».

Quindi che grado di dignità ha il fumetto come forma artistica?
«Sicuramente si tratta di una forma d'arte che non è pittura, non è letteratura, non è cinema, è però una sintesi di tutte queste cose. Ci tengo moltissimo a questa definizione, credo che pochissimi autori di fumetti abbiano questi complessi di inferiorità nei confronti di altre discipline artistiche. Il fumetto ha delle caratteristiche peculiari rispetto alle altre: è un'arte sequenziale oppure, per usare una bellissima definizione di Pasolini, è un'arte affabulatoria, in cui ogni singolo quadretto non ha valore in sé ma ha valore perché intimamente collegato a quello che precede e quello che segue».

"Le stanze del desiderio", la mostra di Manara esposta alla sala Murat di Bari.
La sua carriera è lunga e ricca di opere importanti, ma un elemento rimane sempre fisso, riconoscibile come una costante chiave di volta: la bellezza femminile. Come sono cambiate le donne di Manara, dai primi racconti erotici alla recentissima serie dello Zodiaco?

«L'intenzione con cui sono disegnate è sempre la stessa, ma sicuramente sono cambiate le donne nella moda, nell'acconciatura, nella proposta del proprio fisico, sono diventate più androgine, la figura femminile adesso è più atletica rispetto a come era prima».

Come sta cambiando l'immaginario artistico del fumetto in Italia, soprattutto alla luce della sempre maggiore influenza del manga giapponese e del fumetto supereroistico statunitense? Esiste una identità del fumetto italiano?
«Il fumetto italiano esiste: è erede di una scuola molto nobile che parte da grandissimi disegnatori come Caprioli, Battaglia e Hugo Pratt. Se parliamo di tempi recenti, basta pensare a Zerocalcare, che è un autore che non troviamo in nessun altra parte del mondo, anche Andrea Pazienza era un fenomeno che non c'era mai stato in nessun altra scuola di fumetto. Il fumetto italiano esiste ed è rappresentato proprio da questi giovani grandi autori, come Gipi e Zerocalcare, ma ce ne sono tanti di nomi molto interessanti e di grande spessore culturale. Non è un caso che proprio Zerocalcare e Gipi prima di lui siano stati nominati per il premio Strega: è la dimostrazione di come il fumetto stia cominciando a ritagliarsi un ruolo molto preciso nel panorama culturale».

Come immagina il futuro del fumetto in Italia da qui a 10 anni?
«Intanto spero di esserci e di poterlo vedere, ormai sono maestro da troppi anni. Se mai è possibile prevedere il trend del futuro da quello del passato, posso solo immaginare un futuro bellissimo. L'unico aspetto su cui non riesco ad avere una previsione soddisfacente è il supporto, se sarà principalmente cartaceo o digitale».

Nel corso della conferenza sono intervenuti anche tre ospiti: Antonello Vigliaroli, responsabile di Splash! Archivio Andrea Pazienza, uno spazio permanente totalmente dedicato al noto fumettista, presso il MAT Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo (Foggia), che è intervenuto illustrando il contesto culturale e artistico degli anni '80 e il rapporto che legò Manara e Pazienza; Raffaella Greco, titolare del negozio più importante di stamping e scrapbooking del sud Italia, laureata diversi anni fa all'Accademia di Belle Arti con una tesi legata al fumetto di Milo Manara, una delle prime tesi sul fumetto su questo autore, qui in Puglia, e per la cui occasione ha conosciuto personalmente il Maestro, rievocando nella conferenza il ricordo di quell'incontro; infine Rosanna Pucciarelli, responsabile dell'Istituto di Anatomia dell'Accademia di Belle Arti di Bari, che ha esaltato le capacità di conoscenza anatomica che Manara traspone nelle sue opere, conversando con lui su questo aspetto molto spesso controverso ma fondamentale nelle illustrazioni di Manara.
6 foto"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015
"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015"Io, Milo", conferenza col maestro Manara al BGeek 2015
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