Castello di Barletta
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Cara Barletta ti scrivo

Polo museale di Barletta, «bello e impossibile dopo il lockdown»

Un approfondimento a firma del giornalista Nino Vinella

«Barletta, Polo museale: bello e impossibile anche dopo il "lockdown". I tre luoghi che lo compongono (Castello multi-contenitore, Cantina della Sfida, Chiesa dei Greci) restano ancora in fermo immagine oggi alla riapertura-simbolo dei luoghi di cultura. Vediamo nei dettagli.

Il rivelino del Castello resta sempre chiuso ma da stamattina i vigilantes possono consentire l'accesso solo a chi esibisce la conferma della prenotazione per andare in Biblioteca comunale, nel rispetto delle regole diffuse proprio ieri alla vigilia.

E tutto quanto il resto? Ci vorrà tempo, pazienza e impegno a tutto campo della macchina comunale: è la stessa conformazione architettonica del Castello ad imporre una severa ricognizione dei vari percorsi di visitabilità, prenotazioni a distanza per numero chiuso fra mascherine obbligatorie per tutti (turisti e personale) e igienizzazione personale nonché sanificazione ambientale degli interni.

Mettiamoci nei panni di chi, durante l'emergenza Coronavirus, ne voleva sapere di più sui nostri beni culturali. Oppure di chi adesso, verso la completa riapertura anche per affiancare l'indotto turistico delle attività connesse all'accoglienza, immagina una passeggiatina dalle nostre parti e si vuole informare a distanza. Vai su internet se vuoi sapere sui beni culturali di Barletta. Semplice. E allora cliccando http://www.barlettamusei.it/ dalla homepage del sito web istituzionale del Comune arrivi dritto sul bersaglio. Cominci a cliccare e solo allora, superando qualche iniziale dubbio, scopri la composizione del (cosiddetto) "Polo museale" cittadino assortito fra Museo, Cantina della Sfida e Chiesa dei Greci. Come risulta dalle icone di riferimento e come viene più dettagliatamente indicato sotto la dicitura "Collezioni" per l'esposizione del Museo civico posta al primo piano del Castello, suddivisa in Galleria Antica, Galleria dell'Ottocento e Galleria Cafiero. Da notare tra le debolezze internet di questa pagina, l'assenza dei riferimenti al lapidarium (piano terra, accessibile dopo il bookshop) ed all'allestimento per il busto di Federico II.

Avvertenza: le notizie qui di seguito riportate sono desunte dai testi pubblicati in rete sul sito web già citato. La Galleria antica comprende più di 30 opere databili tra la fine del 1400 e la seconda metà del 1700 principalmente provenienti dal lascito di Giuseppe Gabbiani, tra cui si annoverano opere di De Mura, Solimena, Luca Giordano, Cesare Fracanzano, Gianbattista Tiepolo, Mattia Preti.

La Galleria dell'Ottocento comprende: La Collezione Giuseppe Gabbiani, comprensiva di oltre 300 opere tra disegni e dipinti di artisti databili dal XIV al XIX secolo; donata dall'artista al comune nel 1928, frutto della sensibilità del collezionista, raccoglie opere di Ribera Mattia Preti, Luca Giordano, Solimena, Tiepolo, dipinti del '300 e del '400 senese. Il corpus più organico della collezione è formato dalle produzioni pittoriche ottocentesche della scuola napoletana con 78 dipinti fra Morelli, Mosè Bianchi, Michetti, Toma, Dalbono, Gemito, Palizzi, Celentano e 72 opere autografe del Gabbiani, oltre 13 sculture del XIX sec.

Le Collezioni - De Stefano costituita da 131 opere pittoriche del XIX e del XX sec. Di cui 72 dipinti, 43 disegni, 15 acquerelli. Girondi formata da 156 dipinti e 67 disegni, connotano la ricchezza del fenomeno sia delle donazioni sia del ruolo "patriottico" assunto dagli artisti barlettani nel costruire un grande patrimonio d'arte da offrire alla fruizione pubblica per la città.

Nella Galleria Cafiero sono presenti vari pezzi della "collezione Cafiero", donata al Comune nel 1936 da Ferdinando Cafiero composta da circa 8.000 pezzi tra mobili, armi, bronzetti, oreficerie, tessuti, ceramiche, suppellettili d'arredo; di cui centocinquanta pezzi di argenteria da casa, altrettanti di ferro battuto (ferri chirurgici, candelieri, chiavi, cintura di castità, ecc.) armi e armature, pizzi e ricami di produzione toscana e napoletana, mobili di raffinata fattura databili dal XVII al XIX secolo, trasferita da Firenze a Barletta, a cui si addice la definizione di Wunderkammer, realizzata con il criterio di period-rooms nella seconda metà dell'800.

Sezione "Cenni Storici": in aggiornamento…

Lo "zuccherino" - già presente e rilevante in attesa di miglioramenti ai fini delle nuovissime prescrizioni sulla visitabilità mediante prenotazioni - sono le info rilasciate nell'apposita sezione Vivaticket della biglietteria elettronica (Cooperativa Sette Rue) con arco temporale di copertura da oggi 17 maggio fino a tutto il prossimo 31 luglio».

Nino Vinella
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