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«Siate gelosi custodi della memoria»: il presidente Ventola esorta i giovani

Nel ricordo della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Spesso si tende a ricordare solo nella contingenza delle occasioni specifiche, spesso si necessitano grandi celebrazioni e sontuose manifestazioni affinchè il dolore non passi inosservato con lo scorrere degli anni, più spesso e volentieri invece si tende a dimenticare. A questo proposito è stata istituita in occasione del 10 febbraio, la Giornata del Ricordo, per la commemorazione delle vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Oggi infatti, grazie al Protocollo d'intesa del 22 aprile dello scorso anno, si è potuta istituire una giornata interamente dedita al ricordo, con una fitta successione di eventi (di cui si riporta il programma completo nella nostra agenda eventi), a partire dal mattino, con la conferenza per gli studenti presso l'istituto Michele Cassandro, la messa commemorativa della sera, a finire con il corteo celebrativo in via Manfredi.

Il Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ha espresso un personale pensiero, sulla tragedia delle foibe e dell'esodo istriano - "«Un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una "pulizia etnica"». Con queste parole, il 10 febbraio del 2007, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano volle confermare un dovere che le istituzioni della Repubblica per troppo tempo hanno mancato di riconoscere. Dopo decenni di assoluto silenzio, solo nel marzo del 2004 è stata istituita la Giornata del Ricordo, solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Faccio mie le parole del Nostro Presidente, rappresentante di tutti gli Italiani che hanno sofferto per troppi anni nell'oblio".

"Ricordare la tragedia di migliaia e migliaia di famiglie italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia -ha proseguito Ventola- i cui cari furono imprigionati, uccisi, gettati nelle foibe a ridosso della fine della Seconda guerra Mondiale - significa non dimenticare. A lungo siamo stati colpevolmente in silenzio non riconoscendo al popolo istriano lo status di martiri della libertà. Uguaglianza, Libertà e fratellanza furono infoibati nei grandi inghiottitoi dell'indifferenza. Calpestati, bistrattati, ignorati i princìpi fondamentali di ogni Stato democratico".

Fondamentale infine l'esortazione del Presidente alle giovani generazioni, "Siate promotori di pace, di fratellanza e uguaglianza nei confronti di qualsiasi altro cittadino del mondo. Siate gelosi custodi della memoria affinché simili atrocità non si ripetano. Se riusciremo a mantener viva la fiamma della memoria, il 10 febbraio (Giorno del Ricordo) così come il 27 gennaio (Giornata della Memoria) non resteranno due semplici date da cerchiare in rosso nel calendario dei ricordi".
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