Secondo monitoraggio ambientale, presentazione dati
Secondo monitoraggio ambientale, presentazione dati
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Secondo monitoraggio ambientale, presentati i dati

Esaminate le possibili soluzioni per ridurre l'inquinamento della falda

«Barletta non sta messa benissimo, ma nemmeno malissimo. I problemi della contaminazione della falda, in particolar modo quella della zona industriale, sono noti, e abbiamo ricevuto le indicazioni su come intervenire per risolvere la situazione. Le sostanze inquinanti che abbiamo rinvenuto potrebbero provenire da attività degli anni passati, dobbiamo comprendere se le contaminazioni sono ancora in atto». Il check up sullo sullo stato di salute del sottosuolo di Barletta è stato effettuato, ora bisogna procedere con i rimedi. Quanto emerge dalle parole della presidente della commissione ambiente Patrizia Mele fotografa al meglio quello che è l'esito del secondo monitoraggio ambientale della falda e dei suoli ricadenti nella zona industriale di Barletta. La seconda campagna di monitoraggio, che ha previsto mediante l'utilizzo di piezometri una rigorosa indagine con analisi chimico – fisiche e microbiologiche, integra quella già eseguita nell'ambito del Protocollo d'Intesa tra Provincia di Barletta Andria Trani e Regione Puglia, Comune di Barletta, Arpa Puglia, Asl Bat e CNR – IRSA".

«Con la Regione - spiega il direttore di Arpa Puglia, Vito Bruno - abbiamo voluto potenziare il monitoraggio con questa seconda campagna che ha confermato l'inquinamento della zona industriale in alcune aree critiche in direzione Trani. Toccherà al Cnr sviluppare quelli che possono essere i rimedi, in modo tale da rendere utile il monitoraggio. Comune e Regione, con il nostro supporto, potranno poi trovare le modalità per intervenire sia sull'area vasta che su eventuali singoli soggetti che hanno causato l'inquinamento».

«Dal canto nostro - sottolinea il dirigente del Cnr, Vito Uricchio - abbiamo testato delle tecnologie di biorisanamento, ovvero la possibilità di effettuare bonifiche sostenibili, senza la produzione di rifiuti. Ad intervenire sul punto inquinato sono dei batteri sostenuti dagli ammendanti, si tratta di tecnologie che davvero costano molto poco e si rivelano utilissime per contrastare i contaminanti organici o i metalli pesanti come il cromo esavalente, che viene detossifficato. Ora, dopo il monitoraggio e le sperimentazioni, si spera che, grazie alla sinergia tra le istituzioni, si possa passare all'effettiva bonifica».
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