Chef Michele Nanula
Chef Michele Nanula
Speciale

Ristorante 95, dove i sogni fanno rima con la buona cucina: la storia dello chef Michele Nanula

Un progetto che guarda al futuro senza smettere di credere nella propria terra

Nel cuore del centro storico di Barletta, in via Mariano Sante, l'8 febbraio 2012 non ha solo aperto i battenti un'attività di ristorazione, ma ha preso forma un sogno. Il nome è essenziale: Ristorante 95, come il civico che lo ospita. Dietro questo nome così semplice c'è una storia che parla di famiglia, radici e un legame genuino con Barletta.

Lo chef è Michele Nanula, nato a Trani nel 1990. In cucina entra a soli quattordici anni, iniziando come commis e imparando il mestiere dal basso, tra sacrifici e gavetta. La sua carriera avrebbe potuto portarlo lontano, ma un evento improvviso cambia tutto: la tragica scomparsa del fratello maggiore Giuseppe, in un incidente in mare. Da quel momento la famiglia diventa il cuore pulsante del progetto di vita e di lavoro dello chef. Michele decide di restare nella sua amata Barletta, accanto ai genitori, trasformando il dolore in energia per la sua nuova attività.

Accanto a lui, fin dall'inizio, la compagna di sempre, Valentina, oggi moglie e madre dei loro due figli, Alessandro e Andrea. È anche grazie a questo nucleo saldo che nel 2012 nasce il Ristorante 95: non solo un'attività commerciale, ma un luogo in cui ricostruire e crescere, nel segno della buona cucina. Avendo aperto a soli 21 anni, Michele è il ristoratore più giovane della città.

In questi anni Michele ha provato a far sentire la sua voce nella ristorazione barlettana, proponendo un'idea unica nel suo genere: la "Macelleria di Mare". Un progetto portato avanti da quasi tre anni, che ribalta il modo di presentare e lavorare il pesce, trattandolo come si farebbe con le migliori carni. Tagli, frollature, attenzione maniacale alla materia prima. Un'idea che punta su freschezza e qualità, e che ha reso il locale un punto di riferimento per chi cerca qualcosa di diverso e ama il sapore del mare nel piatto.

Nel 2014 arriva la sede estiva, proprio di fronte a Palazzo della Marra. Cenare all'aperto, con il palazzo storico illuminato e l'affaccio su via Cialdini che si riempie di voci e lingue diverse, con turisti da ogni parte del mondo, diventa un nuovo punto di riferimento.
10 fotoRistorante 95 e chef Michele Nanula
Ristorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele NanulaRistorante 95 e chef Michele Nanula
Nel dicembre 2019, poco prima che il mondo si fermasse per l'arrivo della pandemia, apre una seconda sede a pochi metri da quella storica, per rispondere a una domanda sempre crescente. Poi arriva il Covid, e con esso uno dei periodi più duri per la ristorazione.

È proprio nella fase più incerta che Michele, insieme all'amico fraterno Pasquale, decide di sperimentare. Nasce così il panettone artigianale del Ristorante 95. Nel 2025 il panettone — con una versione all'olio extravergine d'oliva studiata nei minimi dettagli — approda a Artigiano in Fiera 2025, a Milano, con uno stand interamente firmato Ristorante 95.

Chi conosce Michele sa quanto sia forte il legame con la campagna. Le estati trascorse da bambino ad aiutare il padre Ruggiero nei terreni di famiglia hanno lasciato un segno profondo. Da quell'infanzia tra gli ulivi nasce, nell'estate 2025, il progetto "Contrada": cene tra gli alberi, musica dal vivo e la possibilità di ballare sotto il cielo di campagna.

Michele racconta con umiltà i traguardi raggiunti, ma non nasconde le difficoltà. Oggi la città è piena di attività ricettive e ristorative, ma — osserva — l'innovazione e la professionalità non sempre crescono allo stesso ritmo. E poi c'è il problema del personale qualificato, sempre più difficile da trovare.

Per questo continua a formarsi, a frequentare corsi, a investire tempo e risorse. «Non si finisce mai di imparare» è il suo mantra. Nella cucina del Ristorante 95 molte lavorazioni avvengono ancora internamente: dai dessert ai taralli, dalle decorazioni alle preparazioni di base.

Nel progetto di chef Michele traspare il puro amore per la cucina, per la famiglia, per Barletta, e diventa esempio virtuoso di chi – con coraggio e forza d'animo – ha scelto di restare e credere nella sua terra.
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