Territorio

Riforma Iacp, botta e risposta tra Forza Italia e l'assessore Barbanente

«Siamo sicuri che un'agenzia unica garantisca efficenza?»

Un'agenzia unica regionale articolata in sei unità operative territoriali (una per ogni Provincia) in alternativa alle cinque Arca (Agenzie regionali per la casa e per l'abitare) previste dal Governo regionale nel disegno di legge riguardante la riforma degli Iacp (Istituti autonomi case popolari). Questa la contro-proposta del gruppo consiliare PdL/FI, presentata lunedì nella sede del Consiglio regionale della Puglia, dal capogruppo Ignazio Zullo insieme al vice-presidente vicario Saverio Congedo, ai consiglieri Nino Marmo, Antonio Scianaro, Antonio Barba, e al vice coordinatore regionale PdL, Antonio Distaso.

"Obiettivo del provvedimento - ha spiegato Zullo - è tagliare i costi relativi alle "poltrone" derivanti dalla nascita delle 5 agenzie, consentendo un risparmio netto per la Puglia di 1 milione e 166mila euro annui: prevedendo un'agenzia unica si eviterebbero le spese per ulteriori 4 amministratori unici, 4 direttori generali e altrettanti collegi dei sindaci (per un totale di 1 milione e 180mila euro) a cui va sottratto il costo dell'Organismo indipendente di valutazione (circa 14mila euro). Inoltre, le sei unità territoriali (una anche per la Bat) consentirebbero non solo una migliore distribuzione delle risorse, ma non comporterebbero costi aggiuntivi in quanto sarebbero amministrate da un dirigente già in servizio". Un beneficio non solo economico, ma soprattutto in termini di efficienza e di efficacia dell'azione amministrativa: "la previsione di un'agenzia unica consentirebbe - secondo il capogruppo PdL/FI - maggiore omogeneità di interventi sul territorio e le risorse risparmiate potrebbero essere destinate alle politiche abitative, ambito che in questo particolare momento di crisi economica e sociale, necessita del maggior impegno possibile". A sottolineare l'approccio costruttivo dell'attività politica del gruppo consiliare, il vice-presidente vicario Saverio Congedo che ha rimarcato l'importanza della riforma "nella misura in cui il riordino degli enti è funzionale all'esigenza di dare risposte concrete alle emergenze sociali, tra cui quella abitativa". "Se da un lato infatti - ha puntualizzato Congedo - è necessario affrontare con rigore il problema della morosità degli inquilini degli Iacp, dall'altra la Regione dovrebbe sostenere coloro che sono vittime incolpevoli della crisi, intervenendo sul Fondo di garanzia per le emergenze".

"Tutto possiamo accettare dal PdL/FI, fuorché lezioni sulle poltrone Iacp e i relativi costi - ha ribattuto la vicepresidente Barbanente - Quando ci siamo insediati abbiamo ereditato dal centro-destra una situazione di indebitamento che gravava su tutti i cinque Iacp, due dei quali erano in dissesto finanziario con un deficit di bilancio di 80 e 50 milioni di euro rispettivamente, frutto anche di pratiche opache e di centinaia di incarichi di progettazione e consulenze. (Altro che 1,4 milioni!) Dal 2005, nominando come commissari dei funzionari prefettizi, abbiamo dimostrato di non essere interessati alle poltrone e di operare solo per il risanamento degli enti e il ripristino della loro missione sociale, che non è quella di elargire incarichi, ma di garantire il diritto alla casa alle fasce più disagiate della popolazione. E questo abbiamo fatto in questi anni, recuperando capacità gestionale, efficacia, trasparenza ed efficienza con l'approvazione della carta dei servizi, l'eliminazione delle spese superflue, la riduzione del debito, la soluzione di situazioni di morosità e contenzioso incancrenite da decine di anni, il completamento di programmi, cantieri bloccati e opere incompiute, la chiusura dei quadri tecnici economici individuando così risorse da investire in nuovi interventi".

"Nell'atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale sulla riforma degli enti, noi stessi avevamo avanzato tre ipotesi: ente unico, accorpamenti parziali e cinque enti, comunque sostituendo l'amministratore unico ai consigli di amministrazione previsti dall'attuale normativa, quindi riducendo all'osso le cd "poltrone". Quest'ultima è ipotesi per la quale alla fine abbiamo optato, condividendola con l'Anci e le organizzazioni sindacali, e prevedendo un centro servizi unificato per abbattere alcune spese comuni. La ragione è semplice: gli Iacp gestiscono nel complesso quasi 50.000 alloggi. Siamo sicuri che l'agenzia unica garantisca quella efficacia ed efficienza della quale tutti parlano ma che è così difficile mettere in pratica? Non si rischia di approvare una riforma che porti a trascurare le aree più periferiche di una regione particolare dal punto di vista geografico, lunga oltre 400 km, con la sola provincia di Lecce caratterizzata da una fitta rete di 99 Comuni e la provincia di Foggia da grandi distanze fra centri urbani. La sfida è avere enti riformati correttamente gestiti e capaci di garantire il diritto alla casa a quanti più cittadini disagiati è possibile. Mi auguro che questi criteri guidino il dibattito in Commissione, tutto ancora da sviluppare, piuttosto che infondate accuse o poco credibili lezioni di rigore amministrativo.
  • Case popolari
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