Defibrillatore semiautomatico
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Quei cinque minuti che salvano la vita

Consegnato defibrillatore a Barletta, ma il senso civico non basta

Un defibrillatore può salvare la vita. Per promuovere le pratiche di primo soccorso e addestrare all'uso dei defibrillatori semiautomatici esterni è stato consegnato ieri sera alla sala rossa del castello svevo di Barletta un totem defibrillatore per il Tribunale di Trani. Con la collaborazione della locale sezione dell'Unione degli Avvocati d'Italia e il patrocinio di Città di Barletta, Regione Puglia, Provincia Barletta - Andria – Trani, ASL BAT e IRC, la manifestazione intitolata Magistrati e Avvocati uniti contro l'arresto cardiaco ha ottenuto un gran successo di spettatori, assiepati all'interno della sala rossa e davanti al maxischermo all'ingresso.

Promossa dall'Associazione di volontariato "Amici del Cuore – BAT cuore", la partecipata iniziativa ha sottolineato l'importanza delle pratiche di rianimazione e di soccorso nei fatidici cinque minuti che solitamente anticipano l'arrivo dell'ambulanza. Interviene l'avvocato Cioce: «Ciò che deve caratterizzare il nostro mestiere non è la tutela delle nostre individualità, ma la capacità di rendersi solidali l'uno con l'altro […] Bisogna quindi cominciare a rendersi promotori di questo grande messaggio con coscienza e capacità». Il Tribunale di Trani diventa così il primo tribunale d'Italia ad essere dotato dell'installazione di uno strumento medico professionale come il defibrillatore. «Un defibrillatore può essere pericolo se utilizzato male», ma intervenire con tempestività in quei cinque minuti di attesa «può eliminare il 90% della tragedia».

Lo spiega bene anche il dottor Cannito, responsabile istituzionale del 118: «Vi è una forte importanza etica in questa iniziativa. Prestare soccorso non è solo un dovere morale ed etico, ma è obbligatorio per legge». Così cita l'articolo 32 della Costituzione repubblicana italiana:

•La repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell'individuo.


Essenziale e poi il ruolo del 118: «Il telefono è il cuore del 118, il primo passo per la salvezza». Numero unico nazionale, attivo 24 ore su 24 e sette giorni su sette, gratuito su tutto il territorio, sia da telefoni fissi che mobili, esso fu istituito con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 467600 del 27 marzo 1992. La chiamata viene smistata automaticamente alla centrale operativa 118 più vicina al chiamante. Al momento la provincia BAT non ha ancora una propria sede centralizzata, ma rimane sotto la responsabilità delle due province di Foggia e Bari. «Ogni richiesta è trattata secondo uno schema di codici di priorità, con la tecnica del triage» che distingue fra codice verde, codice giallo e codice rosso, il più pericoloso di tutti e che per questo ha priorità di intervento. Le telefonate ricevute dal servizio sono registrate, e nella maggior parte delle Centrali Operative 118 è attiva la visualizzazione del numero telefonico del chiamante. L'abuso del servizio è sanzionato secondo l'articolo 658 del Codice Penale, per il reato di procurato allarme presso l'Autorità: chi disturba l'operato del servizio può incorrere in una pesante sanzione amministrativa, oppure fino a sei mesi di reclusione. Spiega ancora Cannito: «Le chiamate registrate possono essere infatti riascoltate dal magistrato in caso di mancato intervento».

La consegna del defibrillatore rientra in un più ampio progetto che ha già visto l'adesione del Liceo Classico Casardi di Barletta: grazie al supporto del presidente della provincia BAT Francesco Ventola, responsabile nella gestione scuole, l'iniziativa che ha coinvolto gli studenti del quarto anno ha avuto come scopo l'insegnamento dei principali meccanismi del mantenimento in vita.

«Il volontariato è fondamentale in questi momenti» ribadisce l'avvocato Cioce, e ci fa ben sperare l'annuncio del dottor Canosa, direttore generale della ASL BAT: «Da lunedì saranno stanziati 500 mila euro per l'acquisto di circa 50 defibrillatori per l'intero territorio della BAT». Qualcosa si sta muovendo ed è importante che le istituzioni si rendano promotrici di campagne sensibilizzatrici nell'ambito della salute e della salvaguardia del benessere umano. Perché senza dubbio la solidarietà è il primo passo per imparare ad essere veri cittadini.
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