Bagno per disabili diventa club ricreativo
Bagno per disabili diventa club ricreativo
La città

Penale di 500€ per l'occupazione dei bagni per disabili del castello

Scuse dell'amministrazione a tutta la città e ai disabili. Interviene anche il consigliere Dario Damiani

Patiranno una riduzione pecuniaria di 500 euro gli inadempienti che si sono sollazzati nel bagno per disabili del castello, come leggiamo dal comunicato stampa del comune che segue a questa considerazione. Come se fosse sufficiente un detersivo o un disifettante di poche monete a sanare una grave inadempienza non solo contrattuale ma incidente su un servizio delicato destinato a disabili, evidentemente ancora una volta sottovalutati e ignorati. Quanto avvenuto apparentemente assomiglia ad una vergognosa goliardia, invece sintetizza un più serio superficiale malessere sociale che le istituzioni hanno il dovere di vagliare con la massima cura fino al più severi provvedimenti nei confronti dei responsabili. Il plotone degli amministratori che ha accertato l'inaudita " trasformazione" con il sopralluogo, offrano alla esigente domanda di civilltà della comunità, un segnale forte e non politicamente retorico.

Di seguito il testo completo del comunicato stampa dell'Amministrazione Comunale:

«Si comunica che martedì, a seguito di sopralluogo effettuato congiuntamente dall'Assessore al Traffico ed Ambiente (nonché vice Sindaco) dott. Antonio Carpagnano, dal Comandante della Polizia Municipale col. Savino Filannino, dai Dirigenti comunali del Settore Manutenzioni, ing. Sebastiano Longano, ed Ambiente, ing. Salvatore Mastrorillo, è stato accertato che, senza alcuna autorizzazione da parte dell'Amministrazione comunale, uno dei due bagni destinati ai disabili presso i giardini del Castello era stato adibito ad ufficio e deposito (l'altro, invece, perfettamente funzionante).

Al sopralluogo sono intervenuti anche rappresentanti e dipendenti della Cooperativa Mobicoop, incaricata del servizio di custodia e pulizia giardini del Castello.

L'Ente municipale ha pertanto invitato la Mobicoop a sgrombrare detto bagno da ogni suppellettile e materiali vari ivi depositati ed a ripristinarne, immediatamente e non oltre le ventiquattr'ore, la funzionalità, dando comunicazione dell'avvenuto adempimento.

Ai sensi del contratto d'appalto stipulato tra le parti per il già citato servizio di custodia e pulizia giardini, per tale contestata inadempienza agli obblighi contrattuali si applicherà una penale forfettaria pari a €500, che sarà decurtata dal prossimo pagamento.

Il Sindaco Nicola Maffei ed il vice Sindaco Antonio Carpagnano, unitamente alle scuse indirizzate a tutta la città ed in particolar modo ai diversamente abili per l'accaduto, esprimono compiacimento per l'immediata soluzione della vicenda e l'auspicio che situazioni analoghe non si ripetano mai più».

Sulla questione si è espresso anche il consigliere comunale Dario Damiani, che dichiara:

«Dopo quanto scoperto nei giorni scorsi, l'utilizzo di un bagno per portatori d'handicap come sala ricreativa, si rende necessario da parte dell'Amministrazione comunale di Barletta la revoca del contratto.

Sin dall'apertura dei rinnovati giardini del Castello, la Cooperativa Mobicoop srl ha ricevuto in affidamento diretto e con ripetute proroghe trimestrali l'affidamento del servizio, solo nel 2009 e dopo ripetute interrogazioni consiliari, la stessa cooperativa si è aggiudicata il servizio di custodia e pulizia dei servizi igienici dei giardini pubblici per circa 1 milione di euro per tre anni.

Per quanto scoperto non basta intimare alla stessa cooperativa da parte dell'Amministrazione comunale lo sgombero dei locali e sanzionarli con una ammenda di euro 500 (cinquecento/00), la responsabilità di quanto accadeva ormai già da tempo, vista la sistemazione del bagno ad ufficio con tutti i comfort (tv, ventilatore), è di diretta responsabilità della cooperativa che ha autorizzato i propri addetti all'utilizzo di quel luogo come sala ricreativa, negando così l'accesso al bagno ai diretti fruitori commettendo in questo modo una grave negligenza o malafede nell'esecuzione di una prestazione affidata dal Comune di Barletta come riscontrato anche da un sopralluogo effettuato in queste ore da personale politico e amministrativo del Comune».


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