
Servizi sociali
Osservatorio Giulia e Rossella, già 65 accessi ai centri antiviolenza da inizio 2026
La referente, Maria Cristina Capurso: «Sempre più giovani chiedono aiuto, cresce la consapevolezza»
Barletta - domenica 8 marzo 2026
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Nel 2025 sono state 158 le nuove donne accolte nei centri antiviolenza gestiti tra Barletta, San Ferdinando, Margherita di Savoia e Trinitapoli. Dall'inizio del 2026, invece, gli accessi sono già 65. A tracciare il quadro è Maria Cristina Capurso, referente dell'osservatorio Giulia e Rossella, che sottolinea come stia crescendo la consapevolezza.
I dati emergono in occasione della Giornata internazionale della donna e offrono uno spaccato significativo anche dal punto di vista anagrafico. Tra le 158 donne accolte nel 2025, una aveva meno di 18 anni; 30 avevano tra i 19 e i 29 anni; 35 tra i 30 e i 39; 44 tra i 40 e i 49; 37 tra i 50 e i 59; 8 tra i 60 e i 69 e 3 avevano più di 70 anni.
«Rispetto a quando abbiamo iniziato – spiega Capurso – si è abbassata l'età di chi chiede aiuto. Oggi la fascia con più richieste è quella tra i 30 e i 49 anni, mentre in passato era soprattutto tra i 55 e i 70 anni. Questo indica una maggiore consapevolezza da parte delle generazioni più giovani e fa sperare in un'uscita più precoce dal ciclo della violenza».
Secondo la referente dell'osservatorio, alla crescita delle richieste di aiuto contribuisce anche una maggiore informazione: «Media, social e chi promuove le nostre attività aiutano a far conoscere i servizi disponibili». L'attività dei centri parte dall'accoglienza delle donne che trovano il coraggio di chiedere aiuto, spesso sostenute da familiari o persone vicine. Dopo i primi colloqui con educatrice e assistente sociale, viene avviato un percorso che può includere sostegno psicologico, informativo e legale, oltre a supporto educativo per la tutela dei figli.
A Barletta il servizio è attivo in due sedi: la sede storica di via Ferdinando d'Aragona 143 e lo sportello comunale in piazza Roma 16, al primo piano.
Accanto all'accoglienza, un ruolo centrale è svolto dalla prevenzione. Il centro collabora con scuole e associazioni del territorio e promuove iniziative rivolte ai giovani, tra cui il concorso "Di pari passo", dedicato al tema del rispetto nelle relazioni. È inoltre attivo uno sportello specifico contro il cyberbullismo.
Il messaggio finale è rivolto a tutte le donne: «Siate sensibili e consapevoli. Denunciare non significa necessariamente sporgere una denuncia penale: vuol dire anche chiedere supporto a centri specialistici».
I dati emergono in occasione della Giornata internazionale della donna e offrono uno spaccato significativo anche dal punto di vista anagrafico. Tra le 158 donne accolte nel 2025, una aveva meno di 18 anni; 30 avevano tra i 19 e i 29 anni; 35 tra i 30 e i 39; 44 tra i 40 e i 49; 37 tra i 50 e i 59; 8 tra i 60 e i 69 e 3 avevano più di 70 anni.
«Rispetto a quando abbiamo iniziato – spiega Capurso – si è abbassata l'età di chi chiede aiuto. Oggi la fascia con più richieste è quella tra i 30 e i 49 anni, mentre in passato era soprattutto tra i 55 e i 70 anni. Questo indica una maggiore consapevolezza da parte delle generazioni più giovani e fa sperare in un'uscita più precoce dal ciclo della violenza».
Secondo la referente dell'osservatorio, alla crescita delle richieste di aiuto contribuisce anche una maggiore informazione: «Media, social e chi promuove le nostre attività aiutano a far conoscere i servizi disponibili». L'attività dei centri parte dall'accoglienza delle donne che trovano il coraggio di chiedere aiuto, spesso sostenute da familiari o persone vicine. Dopo i primi colloqui con educatrice e assistente sociale, viene avviato un percorso che può includere sostegno psicologico, informativo e legale, oltre a supporto educativo per la tutela dei figli.
A Barletta il servizio è attivo in due sedi: la sede storica di via Ferdinando d'Aragona 143 e lo sportello comunale in piazza Roma 16, al primo piano.
Accanto all'accoglienza, un ruolo centrale è svolto dalla prevenzione. Il centro collabora con scuole e associazioni del territorio e promuove iniziative rivolte ai giovani, tra cui il concorso "Di pari passo", dedicato al tema del rispetto nelle relazioni. È inoltre attivo uno sportello specifico contro il cyberbullismo.
Il messaggio finale è rivolto a tutte le donne: «Siate sensibili e consapevoli. Denunciare non significa necessariamente sporgere una denuncia penale: vuol dire anche chiedere supporto a centri specialistici».
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