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Legambiente denuncia: «Barletta, città delle agavi»
La nota del circolo cittadino
Barletta - sabato 7 marzo 2026
Comunicato Stampa
Il Circolo Legambiente di Barletta lancia un appello urgente all'Amministrazione comunale affinché riveda i criteri di gestione del patrimonio arboreo e arbustivo cittadino, abbandonando il sistematico ricorso a specie aliene invasive come l'Agave americana in favore di essenze autoctone, del nostro territorio mediterraneo. L'agave manifesta un comportamento invasivo e non fornisce servizi ecosistemici significativi alla fauna locale. Uccelli e insetti impollinatori non trovano in essa alcuna risorsa: il risultato è la creazione di veri e propri "deserti biologici" in giro per la città. Le agavi americane sono dotate di spine terminali rigide ad altezza d'uomo rappresentando un concreto rischio per la sicurezza pubblica visto che molti esemplari sono collocati proprio in aree ad alta frequentazione pedonale (es. via Dante Cioce). Non forniscono alcun contributo alla riduzione delle isole di calore, così come previsto, innanzitutto dal buon senso, e in seconda battuta dalla legge 14 gennaio 2013, n. 10 ("Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani") ad integrazione della legge 113/1992 la quale impone ai Comuni di: - prevedere un albero per ogni nuovo nato o adottato (art. 2); - tutelare il verde esistente e incrementare le aree verdi (art. 3); - adottare bilanci arborei e piani del verde per mitigare le temperature. Particolarmente grave risulta essere l'azione o inazione dell'Amministrazione in occasione della costruzione dei nuovi sottopassaggi di via Andria e via Pertini, realizzati da RFI. Non si è infatti colta l'opportunità di richiedere e ottenere, nell'ambito degli accordi con il gestore ferroviario, la messa a dimora di essenze autoctone adatte al clima mediterraneo, capaci di fornire ombra, abbattere le temperature estive e favorire la biodiversità. Si è optato invece optato per il criterio del "minimo sforzo" e della "pianificazione zero", con la scelta di agavi che non richiedono manutenzione, ma che, al contempo, non offrono alcun beneficio ambientale reale. E sappiamo bene quanto la manutenzione del verde rappresenti un altro tallone di Achille: a titolo di esempio, possiamo citare tutte le essenze messe a dimora nella zona 167 di cui, ad oggi, resta solo uno sfocato ricordo, nonché le rampicanti in via Vittorio Veneto, piantate da Ferrotramviaria, ridotte a legna da ardere.
Non è più accettabile che si continuino a piantare specie aliene prive di valore ecologico, mentre le nostre città soffrono il caldo sempre più intenso delle estati mediterranee. Ogni nuova opera pubblica, ogni intervento di altro ente sul territorio, deve essere un'occasione per migliorare il verde urbano e la bellezza della nostra città. A Barletta, finora, queste occasioni sono state sistematicamente mancate. Il circolo Legambiente resta sempre a completa disposizione per un confronto sul tema e per la condivisione di ogni attività in grado di facilitare il passaggio della gestione del verde con il minimo impegno di risorse a una pianificazione orientata al benessere dei cittadini e alla tutela dell'ambiente.
Non è più accettabile che si continuino a piantare specie aliene prive di valore ecologico, mentre le nostre città soffrono il caldo sempre più intenso delle estati mediterranee. Ogni nuova opera pubblica, ogni intervento di altro ente sul territorio, deve essere un'occasione per migliorare il verde urbano e la bellezza della nostra città. A Barletta, finora, queste occasioni sono state sistematicamente mancate. Il circolo Legambiente resta sempre a completa disposizione per un confronto sul tema e per la condivisione di ogni attività in grado di facilitare il passaggio della gestione del verde con il minimo impegno di risorse a una pianificazione orientata al benessere dei cittadini e alla tutela dell'ambiente.
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