Cementeria
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Cronaca

Inquinamento ambientale a Barletta, ecco i risultati del biomonitoraggio

Adesso il Forum Salute e Ambiente chiede che sia organizzato un incontro pubblico

Sono 366 i bambini di Barletta coinvolti nello studio eseguito dal dott. Agostino Di Ciaula e pubblicato su Exposure and Healt. Si tratta di un biomonitoraggio sulle unghie di alcuni bambini residenti a Barletta per valutare lo stato di salute dell'ambiente e della città in cui vivono.

Lo studio

«I risultati principali - spiega Di Ciaula - dimostrano che nelle aree di maggior ricaduta degli inquinanti prodotti dal cementificio, che ospitano case e scuole, c'è una maggiore concentrazione atmosferica di PM10 rispetto alle aree controllo, con livelli di esposizione superiori ai limiti annui indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità; i bambini maggiormente esposti alle emissioni dell'impianto hanno un maggiore bio-accumulo di Nickel, Cadmio, Mercurio e Arsenico rispetto a chi è invece prevalentemente esposto al solo inquinamento da traffico veicolare; un pattern differente di bio-accumulo è rilevabile nei bambini prevalentemente esposti a traffico veicolare (bio-accumulo di Bario)».Copia del lavoro è stato inviato agli amministratori di Barletta e alla dirigenza dell'Asl Bt. Ecco le conclusioni principali: «Chi frequenta scuole e vive nelle aree di maggior ricaduta degli inquinanti emessi dai cementifici è esposto a maggiori concentrazioni di inquinanti atmosferici e accumula cronicamente metalli potenzialmente tossici, specie per organismi in fase di sviluppo. Impianti industriali inquinanti non dovrebbero essere localizzati in aree densamente urbanizzate, in prossimità di scuole e abitazioni nelle quali vivono soggetti particolarmente vulnerabili. Sia l'inquinamento da impianti industriali che quello da traffico veicolare richiedono grande attenzione in termini di misure di prevenzione primaria, soprattutto per tutelare i soggetti più fragili»

Forum Salute e Ambiente: «La scienza convalida il nostro impegno»

«Nel 2011 il cementificio Buzzi Unicem riceveva parere positivo prima dalla provincia Barletta-Andria-Trani (amministrazione Ventola) sulla Valutazione di Impatto Ambientale poi dalla Regione Puglia (amministrazione Vendola) sull'Autorizzazione Integrata Ambientale per co-incenerire 65.000 tonnellate di rifiuti l'anno». Inizia così l'intervento di Sabrina Salerno e Sandra Parente del Forum Salute e Ambiente.

«Questo - proseguono - accadeva nella totale indifferenza del Comune di Barletta (amministrazione Maffei), della Asl Bat (direzione Gorgoni) e delle altre istituzioni, dotate del potere di esprimere parere vincolante, rispetto alle istanze del movimento territoriale (Collettivo Exit, Associazione Beni Comuni, Circolo Arci Cafiero e singoli cittadini) che veniva formandosi e rivendicava una gestione dei rifiuti in linea con la Strategia Rifiuti Zero e priva delle pratiche di incenerimento e conferimento in discarica.

In 10 anni la parte della comunità sensibile alle tematiche relative a Salute e Ambiente si è riunita in un Forum portando avanti innumerevoli iniziative: sit-in, manifestazioni, incontri e conferenze stampa, frutti di studio e continuo confronto con altre realtà italiane e internazionali impegnate sugli stessi fronti. I momenti salienti di questo decennio di lotta che ci preme ricordare sono: la raccolta firme a sostegno della Legge nazionale di iniziativa popolare "Rifiuti Zero", l'incontro internazionale contro l'incenerimento dei rifiuti del 2014, la raccolta firme per sottoporre al consiglio comunale due proposte di deliberazione di iniziativa popolare su "Rifiuti Zero" e "Monitoraggio ambientale legato alle aziende insalubri" del 2015 e la manifestazione per fermare il Disastro Ambientale del gennaio 2016.

Tappe fondamentali di un percorso che piano piano ha visto aumentare il sostegno da parte della popolazione locale sempre più consapevole dei rischi connessi ad attività prive di qualsivoglia giustificazione, se si parla di etica e logica, perché aventi come risultati il profitto a vantaggio di pochi e costi ambientali, sanitari e sociali ricadenti sulle comunità residenti.

Oggi la scienza convalida il nostro impegno e la nostra visione grazie ai risultati dello studio a cura del dott. Agostino Di Ciaula sul Bioaccumulo di metalli pesanti nelle unghie dei bambini esposti all'inquinamento urbano e alle emissioni dei cementifici, pubblicato su "Exposure and Health"».

«Si organizzi un incontro pubblico per informare la città»

«Gli impianti industriali inquinanti - proseguono ancora Salerno e Parente - non dovrebbero essere localizzati in aree densamente urbanizzate, in prossimità di scuole e abitazioni nelle quali vivono soggetti particolarmente vulnerabili. Dato che l'inquinamento da impianti industriali e quello da traffico veicolare richiedono grande attenzione in termini di misure di prevenzione primaria, soprattutto per tutelare i soggetti più fragili, chiediamo all'amministrazione comunale Cannito di organizzare nell'anfiteatro dei giardini del Castello un incontro pubblico affinché la popolazione del territorio venga debitamente informata e resa più consapevole dei rischi ai quali è sottoposta, presentando accuratamente i risultati del Biomonitoraggio su 366 bambini residenti a Barletta.

Ci auguriamo siano coinvolti i soggetti che nel 2019 hanno sottoscritto con noi il Protocollo propedeutico allo Studio in oggetto e che si sono adoperati affinché tutte le fasi fossero portate avanti con serietà e professionalità: ASL BAT, Ordine dei Medici della provincia BAT, Istituzioni scolastiche operanti nel territorio comunale di Barletta (scuole elementari Musti-Dimiccoli, Pietro Paolo Mennea, Modugno e Girondi), Legambiente, GEPA guardie eco zoofile e ISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) nella persona del dott. Agostino Di Ciaula, responsabile scientifico dello studio, che, siamo sicuri, supporterà ancora una volta chi crede che una forma alternativa di progresso in grado di coniugare lavoro, salute e ambiente non solo sia possibile ma anche necessaria e improcrastinabile. Questo traguardo lo dedichiamo a Tamara Sarli, attivista del Forum, scomparsa troppo presto a causa di un male incurabile».
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