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Associazioni
Inchiesta su presunti episodi corruttivi nella Bat, Libera: «Serve tolleranza zero»
Il presidio di Barletta e Trani dell’associazione contro le mafie interviene dopo la notizia dell’indagine che coinvolge il presidente della Provincia
Barletta - sabato 10 gennaio 2026
18.55 Comunicato Stampa
"Serve tolleranza zero verso la corruzione e un cambio di passo della politica". Così Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, che interviene sulle notizie riguardanti il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, sindaco di Margherita di Savoia, "indagato per concorso in corruzione insieme al suo ex vicepresidente Lorenzo Marchio Rossi, già segretario provinciale del Partito Democratico, e al consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, anch'egli ex esponente PD, che hanno rimesso le deleghe al partito su richiesta del commissario e senatore Diego Parrini. Il presunto corruttore è un imprenditore della zona".
"Le notizie che riguardano presunti episodi corruttivi legati ad appalti e amministratori locali sono gravissime e impongono una riflessione seria e ferma. La corruzione, quando tocca le Istituzioni, provoca gravi danni diretti ai cittadini, al territorio, alla fiducia pubblica e alla democrazia; è una piaga sociale e le sue ricadute sono concrete ed evidenti a tutti: strade dissestate costruite con materiali scadenti, infrastrutture poco sicure e diritti messi in pericolo dalla privazione di una concorrenza libera e meritocratica".
"Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione di innocenza, è doveroso ribadire il principio che chi amministra risorse pubbliche deve essere al di sopra di ogni sospetto e deve lavorare per il bene comune e non per l'interesse privato. Le strade, i servizi, il denaro pubblico appartengono alla collettività e non possono diventare terreno di lucro, scambio e favori".
"Trasparenza, legalità e un cambio di cultura devono affermare una responsabilità morale, prima ancora che penale. Le azioni di contrasto alla corruzione e alla mafia devono partire anche dal basso, facendo rete, puntando sul 'noi' e sensibilizzando la comunità della nostra provincia alla legalità e alla giustizia sociale. Solo così si può ripristinare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni".
"Le notizie che riguardano presunti episodi corruttivi legati ad appalti e amministratori locali sono gravissime e impongono una riflessione seria e ferma. La corruzione, quando tocca le Istituzioni, provoca gravi danni diretti ai cittadini, al territorio, alla fiducia pubblica e alla democrazia; è una piaga sociale e le sue ricadute sono concrete ed evidenti a tutti: strade dissestate costruite con materiali scadenti, infrastrutture poco sicure e diritti messi in pericolo dalla privazione di una concorrenza libera e meritocratica".
"Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione di innocenza, è doveroso ribadire il principio che chi amministra risorse pubbliche deve essere al di sopra di ogni sospetto e deve lavorare per il bene comune e non per l'interesse privato. Le strade, i servizi, il denaro pubblico appartengono alla collettività e non possono diventare terreno di lucro, scambio e favori".
"Trasparenza, legalità e un cambio di cultura devono affermare una responsabilità morale, prima ancora che penale. Le azioni di contrasto alla corruzione e alla mafia devono partire anche dal basso, facendo rete, puntando sul 'noi' e sensibilizzando la comunità della nostra provincia alla legalità e alla giustizia sociale. Solo così si può ripristinare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni".
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