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La città

I racconti del crollo in via Canosa, un caso di "edilizia malata" a Barletta

Il senatore Ruggiero Quarto punta il dito sul Piano urbanistico Generale (PUG)

Ore 6.45 del 16 settembre del 1959. Era un normalissimo mercoledì mattina quando il palazzo di quattro piani in via Canosa al numero civico 7, si sgretolò come fosse pietra spezzando 58 vite.

I giornali nazionali scrissero di quell'implosione come uno dei casi di mala edilizia più incresciosi della storia. Ma erano gli anni '50 e nessuno poteva sapere che avremmo assistito a eventi ugualmente atroci. Il tempo passa e il ricordo di quell'alba sembra sia sempre più labile. Per questo Nino Vinella, del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, ha organizzato insieme al Gruppo di lavoro Via Canosa Barletta 1959 composto dalle famiglie delle vittime, un incontro pubblico proprio laddove il massiccio cavalcavia ha preso il posto di quel palazzo. In quanto redattrice di BarlettaViva ho avuto il piacere di intervistare, durante la conferenza pubblica, il signor Teodoro Dibenedetto di 93 anni, l'ultimo testimone oculare dei fatti. Quel giorno Teodoro era di servizio al passaggio a livello in via Canosa e vide la palazzina spezzarsi a metà. Il ricordo è ancora nitido e lo si percepisce dai suoi occhi. «Ero fuori dalla cabina, quando ho intravisto il mio collega Nino Gambino. Come sempre l'ho chiamato perché smontava alle 6,30 e spesso ci fermavamo per chiacchierare. Quella mattina volle rientrare a casa. Sapete come è finita. È morto».

«Avevo 7 anni quando Barletta perse 58 cittadini e tra questi vi erano i genitori di alcuni miei amici – racconta il senatore Ruggiero Quarto, unica figura politica presente alla commemorazione. È naturale rivolgere lo sguardo alle 5 vittime del crollo di via Roma avvenuto nel 2011. Una tragedia che avremmo potuto evitare qualora ci fosse stato un vero Piano urbanistico Generale (PUG), perché non sarebbe stata consentita nessuna demolizione e successiva costruzione della palazzina adiacente causa - come è stato evidenziato - di quel disastro».

I documenti del '59, racchiusi presso il Tribunale, sono andati distrutti ma nell'archivio di Stato restano le tracce di quella vicenda. Michele Grimaldi, responsabile della sezione di Barletta, afferma: «un archivio non è altro che la memoria storica di una comunità cittadina, in quanto i documenti conservati sono fotografie degli anni che passano. Barletta ha cambiato il suo volto nel giro di poco. Erano gli anni in cui si costruivano i primi palazzi di 5 o 6 piani e via Canosa era inserita nell'area che fu definita Barletta 2».

La conferenza pubblica è terminata con la visione del video-documentario "Barletta 16 settembre 1959, una tragedia italiana in prima pagina". I titoli delle cronache di quei giorni parlarono del crollo come di un caso di "edilizia malata"; una definizione che disgraziatamente traccia tuttora l'odierna realtà urbanistica italiana. Credete che qualcuno abbia imparato nonostante le morti?
9 fotoCrollo in via Canosa, 58 le vittime a Barletta
Crollo di via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via CanosaCrollo in via Canosa
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