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Scuola e Lavoro

«I commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori definiti “non essenziali” non sono untori»

Le Strade dello Shopping scrivono ai sindaci della provincia Bat

I commercianti della sesta provincia pugliese scrivono una lettera aperta ai sindaci del territorio. «Le norme che non consentono ad una parte di piccoli imprenditori e artigiani di lavorare sono offensive», scrivono. Di seguito la nota firmata da Strade dello Shopping.

Inefficaci

Sono le attuali norme per contrastare i contagi. Sono talmente tante le regole anti contagio e talmente tante le eccezioni che consentono di aggirarle, che le zone rosse nate per contrastare i contagi non contrastano proprio nulla. Ovunque, anche nelle zone rosse - solo di nome - la vita lavorativa scorre tranquilla per tutti, tranne che per le poche categorie costrette a restare chiuse.

Offensive

Sono le norme che NON consentono ad una parte di piccoli imprenditori e artigiani di lavorare. Solo pochi sono ormai fermi, spesso disperati, trattati come untori e come interruttori della luce, spenti e accesi a piacimento e condannati alla morte economica e sociale da decisioni prese senza alcuna consapevolezza delle conseguenze che avrebbero creato.

Dannose e inutili

Sono le innumerevoli regole emanate, cambiate, aggiustate, modificate, contestate tra gli stessi amministratori (non dimentichiamo la diatriba a colpi di sentenze del TAR tra Ministro dell'Istruzione e Presidenti di Regioni sull'apertura o chiusura delle scuole) in un anno e senza aver raggiunto risultati concreti. La Politica ha fallito, e oggi solo alcuni imprenditori dei settori del commercio, del turismo, degli eventi e della cultura, individuati come pietra sacrificale, ne pagano le conseguenze economiche, pur essendosi tempestivamente adeguati alle norme dettate dai protocolli di sicurezza. Migliaia di famiglie sono ormai sul lastrico, migliaia di piccole imprese cesseranno di esistere.

Iniqua e ingiusta

È la disparità di trattamento che lo Stato sta attuando tra cittadini, garantendo dopo un anno di pandemia da una parte eguale reddito a tutto il settore pubblico, che nessun danno economico ha subìto dalla pandemia, e dall'altra impoverendo drammaticamente solo una piccola parte del settore privato, tessuto di primaria importanza economica, grazie al quale centinaia di migliaia di famiglie traggono il loro reddito di sostentamento. L'ultima beffa è il recente DL Sostegni che si è dimostrato completamente inadeguato a dar respiro alle imprese ormai stremate e che hanno diritto a ristori che ripaghino le effettive perdite subìte.

L'art. 3 della Costituzione italiana recita così: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale". I commercianti e i piccoli imprenditori a cui oggi viene negato il sacro diritto al lavoro, non hanno parità sociale rispetto a tutti gli altri italiani ai quali è stato garantito in pieno il lavoro e la tenuta del loro reddito. La chiusura dei nostri negozi e delle tante imprese artigiane ha generato enormi danni, i ristori devono essere veri, pari alle perdite subìte e immediati.

Pericolosa

È la perseveranza con cui si continua a sbagliare con una politica che decide e non decide. Le chiusure dovevano essere decretate per tutti e non solo per pochi, come nel lockdown del 2020 che è stato vero ed efficace. Tant'è che i dati parlano chiaro e dopo 25 giorni di zona rossa rinforzata, l'unica cosa che si è rinforzata sono i dati negativi del contagio.

L'incapacità di prendere decisioni drastiche ha generato innumerevoli concessioni di apertura, innumerevoli occasioni di aggirare i divieti di uscita, e da ultimo la naturale impossibilità di controllare i cittadini che non rispettano le regole anti contagio, essendo infinite le possibilità di uscire di casa.

Veloce ed efficace

Dovrà essere d'ora in poi la campagna vaccinale, unico vero strumento per contrastare e vincere la pandemia e per salvare vite umane.
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