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Gesù, un re paradossale

Il brano evangelico odierno spiegato da Don Vito Carpentiere

Dal Vangelo secondo Luca: "

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

La festività odierna, che ci fa concludere l'anno liturgico, è relativamente recente; istituita il 1925, in tempi di totalitarismi di diversa estrazione, per ribadire la sovranità universale di Cristo, con la riforma liturgica ha perso il peso "politico" ed ha assunto un significato decisamente più spirituale. Anzi, dalla lettura del brano evangelico di Luca oggi proposto, evinciamo una regalità paradossale rispetto alla logica mondana: Gesù come re è ritratto sul trono della croce, circondato da due discepoli atipici, i ladroni. Nel brano delle tentazioni nel deserto leggiamo che il diavolo se ne andò per tornare al momento opportuno. E il momento opportuno è proprio questo della crocifissione, quando Gesù è stato tentato a compiere qualcosa di straordinario, di eclatante, per mostrare il suo potere, da parte del potere religioso, del potere politico e di uno di quelli che subiva la sua stessa condanna! "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" né quello che dicono, sarà la risposta di Gesù, mentre all'altro ladrone risponderà prontamente: oggi con me sarai nel paradiso! Quegli aveva chiesto: ricordati di me quando verrai nel tuo Regno! Ecco l'atto di supremazia totale di Gesù: non promette qualcosa, ma spalanca le porte del suo regno a chi sommessamente gli si è rivolto! Il ladrone aveva visto un condannato come lui e aveva riconosciuto un re, aveva visto un uomo sofferente come lui e gli aveva chiesto semplicemente di ricordarsi nel momento del suo regno, aveva visto un uomo ed aveva riconosciuto Dio! Per questo di lui si può dire che è stato coerente fino in fondo, in quanto ha rubato il paradiso! Che il Signore Gesù ci doni la grazia di abbandonare i "segni del potere" per riconoscere il "potere dei segni". E ci doni la comunione con Lui!

Buona domenica!

don Vito
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