Luminarie dei Santi Patroni di Barletta
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Festa Patronale di Barletta 2020, come la festeggeremo?

Il settore degli eventi popolari è in crisi, ne parliamo con la ditta Illuminazioni Defazio

Elezioni Regionali 2020
Le immagini della Madonna dello Sterperto e di San Ruggiero che camminano tra la folla, illuminati a giorno dalle caleidoscopiche luminarie che creano spettacolari corridoi di luce tra le strade cittadine, a poca distanza dal chiasso delle bancarelle profumate e degli schiamazzi del luna park vista mare. La Festa Patronale di Barletta si odia e si ama, c'è chi fugge dalla città per scappare al baccano e chi non vede l'ora di tuffarsi nel groviglio animato della festa.

Tuttavia, con l'emergenza COVID-19 che non ci lascia tregua, l'orizzonte è molto oscuro per il mondo delle feste patronali, Barletta compresa. In una recente intervista rilasciata a Teleregione il sindaco di Barletta Cosimo Cannito ha anticipato la cattiva notizia: non potrà esserci festa patronale quest'anno, o almeno non ci sarà così come siamo abituati a viverla.

Sull'argomento abbiamo parlato con Savino Defazio, rappresentante della storica ditta barlettana di luminaria Illuminazioni Defazio, che dagli anni '60 ad oggi portano avanti una pluridecennale attività a Barletta e nelle città limitrofe, abbellendo le feste di piazza con palchi, addobbi e soprattutto luminarie, quelle luci che sono oggi diventate vero simbolo della Puglia nel mondo.

«Il nostro settore è in crisi – ci spiega Defazio – nessuno ci sta chiamando perché non si riesce ancora a capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Gli eventi non sono confermati e noi attendiamo inermi, abbastanza turbati da ciò che ci riserverà questa estate, solitamente ricchissima di lavoro».
12 fotoDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni Defazio
Dagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni DefazioDagli anni 60 ad oggi, il lavoro della ditta barlettana Illuminazioni Defazio
Quali soluzioni si potrebbero prospettare per questo settore che un po' condensa i colori e la vivacità delle estati pugliesi? «Stiamo provando a costituire una associazione a livello pugliese così da portare avanti tutti uniti le istanze della nostra categoria» spiega Defazio.

Nel frattempo la IV Commissione regionale sta affrontando proprio in questi giorni l'argomento, per garantire un futuro lavorativo per una filiera preziosa, fatta soprattutto di artigiani e aziende che hanno mantenuto vive negli anni queste immancabili tradizioni.

L'assessore all'Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, vuole promuovere "un provvedimento specifico di sostegno" – si legge in un comunicato stampa - che prevede una serie di azioni: tavolo tecnico con Anci (interlocutore pubblico) e Cei Pugliese (per quel che concerne i riti religiosi che ispirano le feste); confronto con gli operatori del sistema, spesso volontari, linfa dei comitati cittadini; reperimento delle risorse finanziarie necessarie in questa fase per mantenere viva la tradizione più che perpetuarla; stesura di un protocollo sulla falsariga di quanto avvenuto per altri settori.

"C'è da salvare molto di questo patrimonio sottratto da aprile alla Puglia delle feste patronali: luminarie e casse armoniche, fuochi d'artificio, bande e spettacoli viaggianti, complessi musicali e folkloristici, artisti di strada, servizi ed agenzie di eventi, commercianti ambulanti. Difficile quantificare quanti siano. Per loro è pronta anche una proposta di legge che l'assessore Capone accetta di condividere purché strumento più rapido per sostenere i custodi della tradizione, imprese e lavoratori".
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