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Disfida di Barletta 2021: sogno di un turista di fine estate

Immaginare una rievocazione immersiva, di grande impatto

Il mese di settembre, è a Barletta un mese tanto malinconico per fin troppo ovvi motivi balneari (e se vogliamo anche scolastici), quanto particolarmente atteso da noi barlettani perchè da sempre è il mese della rievocazione della celebre Disfida: "l'evento" per eccellenza che ogni anno va a chiudere in la stagione estiva della nostra città, e che purtroppo in questo traumatico 2020 non avrà luogo per le ben note cause di forza maggiore. Naturalmente insieme alla Disfida mancheranno le polemiche su organizzazione, sui registi, sull'interprete del Fieramosca, sui figuranti, ecc. che ogni rievocazione dei "fatti d'arme" del 13 febbraio 1503 porta inevitabilmente con sé, e gli immancabili paragoni con altre manifestazioni a carattere storico-culturale delle città limitrofe e non solo. Polemiche che talvolta sarebbero anche ben motivate se solo si avesse ogni tanto il buon gusto di alternare la protesta alla proposta. Ma del resto si sa, la vita del semplice cittadino è oggi, e che è già troppo tardi per soffermarsi su ciò che è stato ieri.

E allora proviamo noi cronisti a chiudere gli occhi e ad immedesimarci in un turista di fine estate 2021 che si trova a Barletta per assistere al ritorno in grande stile della rievocazione del duello fra Ettore Fieramosca da Capua e il capitano francese Charles de Torgue, meglio conosciuto come Guy de la Motte. Immaginiamo innanzitutto i giorni della Disfida in un centro storico completamente chiuso al traffico, ove il personale di pub, pizzerie e ristoranti accoglie in abiti d'epoca una clientela composta anche da visitatori provenienti da tutta Italia (e non solo). Tutto questo con Via Cialdini che torna ad essere la "Strada delle Carrozze", Corso Cavour che torna ad essere "Via del Cambio", Corso Garibaldi che torna ad essere "Via della Sellerìa" e corso Vittorio Emanuele che torna ad essere "Via della Cordonerìa". Percorsi storici della nostra città su cui magari in un futuro non lontanissimo non sarebbe affatto male riportarci il basolato e, perché no, magari una fedele ricostruzione almeno dell'antica Porta San Leonardo. Sarebbe bellissimo inoltre poter illuminare per l'occasione l'intero nucleo originario della nostra città con la luce delle sole fiaccole, come del resto accadeva per la Disfida di qualche decennio fa, ma ci rendiamo perfettamente conto che tutto ciò non può essere possibile, vuoi per questioni di sicurezza, vuoi perché, pur essendo questo un sogno, i recenti atti vandalici nei pressi dell'aula consiliare ci ricordano che Barletta è una città dove purtroppo l'imbecille di turno non manca mai.

Ma questo è pur sempre un sogno, e nei sogni è sempre meglio lasciare spazio alla bellezza, la bellezza delle nostre antiche chiese sempre aperte durante i giorni della rievocazione, la bellezza delle nostre specialità culinarie da poter degustare accompagnate dai nostri vini per le vie della "marineria", la bellezza del nostro castello interamente bardato da bandiere spagnole con all'interno figuranti e guide turistiche, naturalmente tutti in abiti d'epoca. E poi naturalmente il certame, il Te Deum di ringraziamento nell'attuale chiesa di San Domenico (ove effettivamente si tenne all'epoca dei fatti), e poi ovviamente il gran finale con il corteo trionfale e lo spettacolo pirotecnico. Il tutto abbinato magari ad una lotteria i cui proventi – premi a parte, of course – andrebbero a contribuire in parte al finanziamento della rievocazione successiva.

Ok, si sta fantasticando, e non sarebbe il caso visto che chi scrive è decisamente più vicino alla mezza età che alla pubertà, ma alle volte ci piace ricordare una celeberrima frase di Walt Disney: "Se puoi sognarlo puoi farlo". Ed è proprio a partire da questa frase che il papà di Topolino ha costruito quel che ha costruito.

Naturalmente noi umili e sgraziati scribi di provincia non osiamo neanche immaginare di ambire a cotanta gloria, ci piace però pensare che ogni tanto il nostro "sognare" sia preso anche in minima parte in considerazione da chi in questa città viene eletto per "fare".
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