Rievocazione della Disfida di Barletta. <span>Foto Ida Vinella</span>
Rievocazione della Disfida di Barletta. Foto Ida Vinella
La città

La Disfida di Barletta tra passato, presente e futuro: una riflessione di Michele Grimaldi

L'intervento dello storico e archivista

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dello storico e archivista Michele Grimaldi sulla Disfida di Barletta.

«In occasione delle celebrazioni del 523° anniversario della storica Disfida di Barletta, venerdì sera la città potrà gustarsi uno spettacolo inedito, che avrà luogo nel bellissimo Teatro Curci. Più che un semplice spettacolo, l'iniziativa vestirà i panni di un ponte tra le gesta del passato e le sfide del domani, con la conduzione di Renato Ciardo. Le bandiere e gli scudi araldici dei tredici cavalieri italiani sono pronti a sventolare ancora una volta tra le strade della Città.

Lo spettacolo di quest'anno si sposta dal piano puramente rievocativo a quello sociale. In un mondo segnato da conflitti, la Disfida di Barletta viene reinterpretata come un duello metaforico per la tutela dell'esistenza e della pace tra i popoli. La serata si trasformerà in un momento di comunione tra amministrazione, cittadini e le associazioni che da anni tengono vivo questo marchio identitario.

Per il Sindaco di Barletta la giornata di venerdì rappresenta un ideale ponte tra il passato memorabile e un futuro di programmazione turistica. Mi piace questa immagine del ponte tra passato e futuro al contrario della rivoluzione copernicana che si era tentato di attuare, qualche anno fa, nei confronti della Disfida di Barletta ed ancor di più faccio mie le considerazioni dell'Assessore alla Cultura Oronzo Cilli, che ha sottolineato come questo spettacolo alternativo e originale sia il giusto ringraziamento a chi ha reso grande la Disfida negli anni.

Questa considerazione si veste da ringraziamento a mons. Giuseppe Damato e il Cav. Cosimo Damiano Daddato che 61 anni fa, il 1965, dettero vita al "Comitato religioso Madonna della Disfida" che si "inventò" la rievocazione prima e il certame cavalleresco poi (1967) accaduti 462 anni prima, con il pieno sostegno della giunta targata Carlo Ettore Borgia Sindaco e Vittorio Grimaldi Assessore al Turismo. Naturalmente, questo ripasso storico, non vuole essere un assegnare meriti o medaglie a qualcuno, bensì far comprendere come in tante occasioni gli amministratori comunali, così spesso denigrati se non peggio, assumono decisioni e appoggiano iniziative che, nel tempo, diventano dei veri e propri capisaldi per la storia di una Città.

Ovviamente quanto specificato è utile a comprendere come i tasselli di un mosaico siano tutti indispensabili per rendere importante l'intera opera. E a "rinforzo" di tale tesi non bisogna, anzi, si deve ricordare chi, in ordine di tempo ha avuto la felicissima idea di ricordare in grande stile lo scontro tra i tredici italiani e i pari numero francesi. Mi riferisco al 400° anniversario del fatto d'arme (1903) e ai preparativi intrapresi ben cinque anni prima dai sindaci di Barletta Mario Scelza nel 1898 e l'ingegner Milano nel 1903, con l'ausilio del più importante conoscitore di Storia barlettana, Savino Loffredo.

Nel 1898 il Sindaco Scelza inviava ai "Figli più illustri di Barletta" l'invito a far parte del comitato per commemorare il IV Centenario della Disfida di Barletta "…contribuendo così, con la saggezza dei suoi consigli e con il prestigio e l'autorità del suo nome, a rendere più solenne la patriottica cerimonia". Formato il Comitato, toccò, per avvicendamento alla conduzione della Città, all'ing. Milano attuare una serie di iniziative culturali e non, di quell'incredibile 400° anniversario. Non basterebbero pagine e pagine per raccontarle tutte ma, tra le più significative, la pubblicazione del Numero Unico "In Memoria del IV Centenario della Disfida di Barletta. 13 Febbraio 1903", un vero gioiello di Storia locale il cui originale si trova tra i documenti conservati dall'Archivio di Stato di Barletta.

La conclusione ovvia è che questa nuova e gradita propensione a non dimenticare il passato ma a costruire un ponte che unisca chi ci ha preceduto con quelli che verranno dopo di noi, porta inevitabilmente a sperare che, quando c'è una celebrazione annuale della Disfida, chi ci amministra dovrebbe attuare un coinvolgimento "popolare" che veda protagonisti le scuole con i nostri ragazzi e soprattutto i docenti "dispensatori" di Storia locale troppo spesso e colpevolmente dimenticata. E dunque, è un processo che sollecita una presa di responsabilità, che richiede un'attenzione speciale a chi ha cuore ed intelligenza per la propria comunità, a chi ha interesse al suo sviluppo, a chi è preoccupato per il suo futuro».
  • Disfida di Barletta
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