Crollo di via Roma
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Cronaca

Crollo di Barletta, conclusa la requisitoria del processo di secondo grado

Per alcuni reati è maturata la prescrizione: ecco le richieste di condanna

La Procura Generale presso la Corte d'Appello di Bari ha concluso la requisitoria del processo di secondo grado sul tragico crollo della palazzina di via Roma del 3 ottobre 2011 chiedendo la condanna di tutti gli imputati a pene che tengano conto, da un lato, dell'intervenuta prescrizione di alcuni reati e, dall'altro, dell'appello promosso dalla Procura della Repubblica di Trani avverso 3 imputati: i vigili urbani Giovanni Andriolo ed Alessandro Mancini (assolti in primo grado dalle più grave accuse di crollo di costruzioni, omicidio colposo plurimo e lesioni personali) nonché l'architetto Giovanni Paparella.

Queste, nel dettaglio, le richieste di condanna: 4 anni di reclusione per Andriolo; 5 anni per l'ingegner Pietro Fortunato Ceci; 4 anni per Salvatore Chiarulli, legale rappresentante dell'impresa esecutrice dei lavori per la demolizione dell'edificio e la bonifica dell'area attigua a quella crollata, nonché per i fratelli-dipendenti Andrea e Giovanni Chiarulli; 3 anni e 6 mesi per il dirigente a scavalco dell'Ufficio Tecnico Comunale di Barletta Francesco Gianferrini; 4 anni per Cosimo Giannini, legale rappresentante dell'omonima Srl proprietaria del suolo adiacente la palazzina di Via Roma dove si stavano eseguendo lavori edili ritenuti causa del crollo; 3 anni per il maresciallo di polizia municipale Mancini; 5 anni e 9 mesi per l'architetto Paparella, ritenuto direttore dei lavori dell'area Giannini; 1 anno e 6 mesi per Antonio Sica, incaricato della sorveglianza del cantiere Giannini Srl; 2 anni e 6 mesi per il funzionario del Comune di Barletta Valeria Valendino; 4 anni per il geometra Vincenzo Zagaria. Il procuratore generale ha chiesto la conferma delle pene comminate dal Tribunale agli altri 3 imputati: l'ingegnere comunale Rosario Palmitessa (4 anni di reclusione); il geometra comunale Roberto Mariano (2 anni di reclusione col beneficio della sospensione della pena) e la Srl Giannini condannaata in primo grado alla sanzione amministrativa pecuniaria di 480mila euro.

Poi è stata la volta delle conclusioni delle parti civili e delle arringhe dei difensori di 2 imputati. Gli avvocati Giuseppe Bufo e Mario Malcangi, difensori rispettivamente del geometra Mariano e dell'ingegner Ceci, hanno concluso con la richiesta di assoluzione "perché il fatto non sussiste" o "perché il fatto non costituisce reato". Si torna in aula il 2 marzo con le arringhe dei difensori degli altri 13 imputati.
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