Deposito dov'è conservata la collezione
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La città

Collezione Diviccaro, il giallo sbiadisce ma i dubbi rimangono

Ritrovati i dipinti in altri scatoloni

A metà dicembre è balzata agli onori della cronaca locale il misterioso giallo della scomparsa di parte di una collezione ormai di proprietà comunale donata da Luigi Diviccaro alla città di Barletta, come vi abbiamo raccontato dettagliatamente in seguito alla conferenza stampa del Sindaco, perfezionata solo nel 2012 alla morte della moglie Doronzo. Oggi, a distanza di circa un mese, dopo che le indagini dei carabinieri continuano ad andare avanti, una notizia pare portare importanti novità: un'ispezione dei dipendenti comunali, su incarico della dirigente, riguardante l'intero patrimonio custodito nei "magazzini" del castello di Barletta come già annunciato dalla stessa dottoressa Scommegna, ha portato al ritrovamento di una buona parte del patrimonio della collezione ritenuto scomparso. Questo è quanto emerso in seguito al sopralluogo effettuato ieri mattina dalla Commissione Consiliare Cultura, presieduta dal consigliere Carmine Doronzo, con il vice presidente Gennaro Cefola, i consiglieri Di Paola, Desario, Damato.

Il materiale era semplicemente collocato in contenitori diversi rispetto a quelli a cui si riferivano gli elenchi in possesso del Comune, tuttavia non tutto il materiale è stato ancora rinvenuto, ma le verifiche sono ancora in atto. Una relazione dovrebbe essere girata ai carabinieri, che già prima di Natale pare avessero caldeggiato questo tipo di verifica. Dunque notizia che potremmo definire buona, ma gli interrogativi che questa strana situazione ha sollevato fin dal primo momento, non riusciamo proprio a diradarli. L'ex assessore alla cultura, Giusy Caroppo ci ha ribadito la sua più totale estraneità alla decisione di realizzare una mostra proprio sulla collezione Diviccaro, che si sarebbe dovuta tenere nel periodo natalizio, dunque indetta in poco tempo visto che l'assessore si è dimesso nel mese di ottobre. La collezione non era mai stata vista da nessuno fisicamente, conosciuta solo attraverso l'elencazione e le fotografie in possesso degli uffici comunali. Infatti, la stessa commissione incaricata di organizzare la mostra ha dovuto procedere di fatto all'apertura degli scatoloni. Altra stranezza, visto che non risulta un nominativo di chi ha ricevuto dalla ditta esperta nel settore l'intera collezione, e che dunque avrebbe dovuto procedere secondo la prassi all'apertura degli stessi in quel momento.

Dunque, il mistero che pare si vada risolvendo, lascia in realtà alcuni dubbi, ma anche evidenzia delle necessità come quella di porre immediatamente ordine a tutte le collezioni in possesso del Comune, conservate nei depositi del Castello. Inoltre, per l'occasione, il Sindaco aveva nominato una commissione interna per indagare su dipendenti e sulle loro eventuali responsabilità, presieduta dall'ex segretario comunale Vincenzo Lullo. Ci piacerebbe sapere se questa commissione è addivenuta a qualche risultato.

Quasi tutto il materiale costituito da dipinti è stato rinvenuto, mancano all'appello ancora le collezioni di monete, di francobolli e alcuni pezzi di argenteria, ma chissà che non vengano ritrovate anche queste. Dunque falso allarme, non un'ottima figura per gli uffici comunali alla cultura di allora che sicuramente sono almeno colpevoli di imperizia e disordine.
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