Il 2021 di Barletta
Il 2021 di Barletta
La città

Barletta: storia di un difficile 2021

La nostra città dà il commiato a un anno tra i più complicati della sua storia recente

Non è stato un anno dei più luminosi per la città di Barletta quello che andrà a concludersi alla mezzanotte di sabato, da qualunque prospettiva lo si guardi. Covid, crisi politica, bullismo, vandalismo, criminalità, sono stati purtroppo di gran lunga i temi dominanti e più dibattuti all'ombra di Eraclio in questo difficile 2021.

L'anno che va a concludersi è iniziato all'insegna dell'emergenza Covid, che per il secondo anno consecutivo ha messo a durissima prova la nostra città sia dal punto di vista sanitario, con il virus che in termini di decessi stavolta ha picchiato duro anche dalle nostre parti, sia dal punto di vista economico economico, dove l'alternanza tra zone rosse e arancioni, prolungatasi sino a maggio inoltrato, ha messo a durissima prova la pazienza (e la tasca) di tanti artigiani e commercianti barlettani.

Dal punto di vista politico, che il 2021 sarebbe stato un anno piuttosto travagliato era fin troppo facile da immaginare. Già a fine 2020, infatti, l'amministrazione Cannito si muoveva letteralmente in un campo minato, tra le polemiche riguardanti la spinosa vicenda LIDL, e soprattutto una maggioranza variopinta e sempre più ballerina, tra assessori e vice sindaci che andavano e venivano e fastidiosi mal di pancia ora di questo, ora di quel gruppo consiliare.

Quel che è accaduto nei mesi successivi è la storia di un uomo, Cannito, sempre più solo e rassegnato a quel che sarebbe stato il traumatico epilogo della sua sindacatura. Di qui forse le parole al vetriolo rivolte dal sindaco a consiglieri (comunali e, soprattutto, regionali…) e presidenti di assemblea, negli infuocati consigli comunali d'estate. Un'estate dove i grattacapi per Cannito non sono solo di origine politica. La sera del 16 giugno, infatti, Barletta rivive in Via Roma l'incubo del 2011, quando una fuga di gas causa il crollo di una palazzina, che solo grazie a fortunatissime circostanze non causa vittime, limitando il bilancio a sei feriti e ad alcune famiglie sfollate.
Allo scampato dramma di via Roma, si aggiunge poi il "dramma" sportivo del 13 giugno, quando la macchina perfetta, impersonata dal super Barletta di mister Francesco Farina, si inceppa dinanzi al Corato nella prima gara di play-off, mandando letteralmente gambe all'aria progetti e ambizioni della società guidata da Mario Dimiccoli. Ma non è tanto la pur cocente sconfitta sul campo a fare male, quanto l'ormai insopportabile e mortificante esilio dal "Puttilli" a cui il Barletta calcio è costretto ormai da sei lunghissimi anni e che, regole alla mano, non consente neppure di presentare domanda di ripescaggio in Serie D, vista tra l'altro la situazione di perdurante incertezza economica dovuta al Covid. Una situazione a dir poco esplosiva che - vista la annosa e stucchevole alternanza tra roboanti annunci di riapertura, e il continuo spuntare di intoppi tecnico-burocratici che continuavano (e continuano) a procrastinare i tempi di consegna dello stadio - culmina nel famoso battibecco in sala giunta tra il sindaco Cannito e l'ex capitano biancorosso Savino Daleno, coi due che non se le mandano certo a dire.

Ma detto della situazione politica e sanitaria (dal punto di vista Covid) di Barletta, in questo 2021 è la situazione dell'ordine pubblico a gettare ombre sempre più inquietanti sulla nostra città. Soprattutto dal punto di vista del bullismo, della devianza e della microcriminalità giovanile.

L'anno ha inizio subito con tre gravi atti vandalici: il primo ai danni di un locale del centro storico, il secondo ai danni della pensilina del nuovo sottopassaggio ferroviario di Via Fracanzano, e il terzo immortalante due ragazzini in Via Vitrani intenti a spaccare gli specchietti delle auto in sosta. Tutto ciò non è che l'antipasto di un fenomeno di vandalismo misto a bullismo della peggior specie, che forse mai come quest'anno ha raggiunto tali vette di parossismo, tra ragazzini che lanciano pietre contro passanti e addirittura vigili urbani, giovani che durante il black-out distruggono sedie e tavolini nel centro storico, furti in larga scala di carrelli per la spesa, giovanissimi (e giovanissime) che picchiano coetanei senza alcun motivo, e l'ignobile aggressione a colpi di pietre a due fratelli di Via delle Belle Arti che ha portato la nostra città all'attenzione di "Chi l'ha visto".

Episodi di bullismo, atti vandalici, ma soprattutto tanti, troppi fermi per possesso ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti che vedono protagonisti giovani e giovanissimi barlettani. Un fenomeno, come abbiamo più e più volte fatto notare, tanto preoccupante quanto colpevolmente sottovalutato dalle istituzioni a tutti i livelli, soprattutto nazionale, dove in materia di giovani, droga e delinquenza si continuava (e si continua) a filosofeggiare e a dare precedenza (senza per altro riuscire a legiferare) a tutt'altre "emergenze".

Droga, bullismo, microdelinquenza. Fenomeni che da anni infestano Barletta tra il totale disinteresse delle classi dirigenti e di tanti, troppi cittadini, almeno fino a quando i tragici fatti di fine ottobre, con l'assurdo assassinio di Claudio Lasala, non ci hanno sbattuto in faccia la realtà di una città civicamente, moralmente e socialmente allo sbando più totale.

Questa è la Barletta che si appresta a dare il benvenuto al 2022. Una città posta dinanzi all'ennesimo bivio della sua travagliatissima storia recente, con una campagna elettorale che si annuncia quanto mai tesa.

Una campagna elettorale dove, se da un lato gli alibi per chiunque uscirà vincitore stavolta sono davvero finiti, dall'altro lato sarebbe anche ora che i cittadini, prima di recarsi al seggio, per una volta pensino con coscienza al futuro dei propri figli, e non, seppur inconsciamente, a quello di chi gli chiede il voto.

Buon 2022 a tutti.
  • BarlettaViva
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