Il team del progetto Oltre le mura
Il team del progetto Oltre le mura
La città

Barletta si rigenera: ecco l’idea di quattro giovani architetti

Il progetto “Oltre le mura” vince il bando MiBACT: più aree pedonali, meno traffico

Andare "oltre". Oltre il presente, oltre le aspettative, per riavvicinare ciò che ora è lontano, per stringere nuovi legami, per guardare al futuro senza dimenticare il passato. È questo lo spirito del progetto "Oltre le mura", primo classificato al concorso "Periferie 2017", dietro cui si nascondono le visioni smart di quattro giovani architetti, tutti under 35, due baresi, un bitontino e un barlettano. Il concorso di idee, lanciato dal MiBACT e dal Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, puntava alla raccolta di proposte per la riqualificazione di dieci aree urbane periferiche in tutt'Italia, tra cui era presente anche Barletta, grazie alla candidatura avanzata dall'amministrazione comunale.

Area centrale ma al contempo periferica, visto lo stato di abbandono in cui attualmente versa, oggetto della progettazione è stata tutta la zona che va da Piazza Marina fino al Paraticchio, percorrendo le antica Mura del Carmine.

Avevamo già mostrato i prospetti elaborati dai giovani progettisti: ora abbiamo deciso di incontrarli per conoscere più da vicino la loro proposta per la città. Abbiamo intervistato Massimiliano Cafagna, Vincenzo Salierno, Mariacristina Agnello e Maria Rosario Bruno.

In cosa consiste il vostro progetto?
«Il bando prevedeva una proposta di riqualificazione che comprendesse Piazza Marina, la pavimentazione delle Mura del Carmine e i sistemi di risalita, per ricollegare la litoranea al centro cittadino. Le direttive sono state fornite dal Comune di Barletta, nell'obiettivo di intercettare finanziamenti dalla Regione Puglia – pari a 5 milioni di euro – più ulteriori fondi dal Ministero. Noi abbiamo scelto di andare "oltre", includendo anche l'area circostante il Paraticchio e tutto il parco che al momento versa nel degrado più totale. Nel P.I.R.P. era già prevista una bozza di riqualificazione, ma abbiamo deciso di integrare tutta l'area verde nel nostro progetto, in modo da creare un percorso integrato e coerente dal punto di vista urbanistico ed estetico, con una visione d'insieme più organica».

Quali sono stati gli elementi di ispirazione per il vostro progetto?
«Per quanto riguarda la pedonalizzazione, la nostra idea guarda all'Europea e alla conformazione urbanistica dei principali centri storici europei, e non solo. Abbiamo tenuto in considerazione anche esempi di grandi città del centro-sud italiano, ad esempio la muraglia di Bari, vista la caratteristica peculiare di questi centri, valida anche per Barletta, ossia la forte relazione con il mare».

Nel vostro progetto piazza Marina diventa pedonale. Che conseguenze ci sarebbero sul traffico cittadino?
«Rispetto al bando abbiamo fatto una scelta che potremmo definire "coraggiosa" e che avrebbe potuto penalizzarci dal punto di vista del risultato, ovvero la chiusura pedonale della strada che affianca la chiesa del Carmine, visto che nella proposta del Comune di Barletta basata sull'attuale PRG quella strada c'è, ma mantenerla così sarebbe stato incongruente rispetto alla nostra idea di riqualificazione. Nel PRG infatti era previsto l'abbattimento dell'ultima parte delle mura. Per noi invece l'obiettivo è preservare le strutture storiche, così come vogliamo preservare tutti gli alberi e il verde presente attualmente nel parco: nel nostro progetto infatti non è previsto alcun abbattimento a discapito del verde, proprio perché siamo partiti da un principio di valorizzazione e preservazione dell'attuale stato delle cose, cercando di unire recupero storico e sistemi integrati poco invasivi. Per la viabilità, il progetto prevede un unico senso di marcia sulle mura del Carmine, in modo da alleggerire il sistema carrabile e quindi facilitare la chiusura al traffico della strada che costeggia la chiesa. Non sarebbe stata possibile una chiusura totale al traffico per la necessità di non isolare la sede della Guardia di Finanza nonché la Prefettura, per le quali è indispensabile consentire il passaggio dei loro mezzi».

E per quanto riguarda la fontana cinquecentesca al centro di Piazza Marina? È stata scoperta ben nove anni fa e da allora non è stata mai davvero riqualificata: ad oggi funziona solo come rotatoria…
«Occorre un restauro a parte, perché nella richiesta originale non è previsto un lavoro specifico per la fontana, che necessita non solo di una semplice valorizzazione ma anche di un vero e proprio recupero archeologico. Nella nostra idea abbiamo integrato la fontana quale centro della zona pedonale di Piazza Marina, ma sicuramente sarebbe necessario integrare questa nostra proposta con un lavoro di recupero storico».

Un elemento molto caratteristico di "Oltre le mura" è la presenza di strutture in legno. Come mai questa scelta?
«Le parole chiave per noi sono state riconoscibilità e rimovibilità. Abbiamo iniziato gli studi per questo bando con un'accurata ricerca storica basata su antiche mappe e materiale fotografico. Quando il mare lambiva i piedi delle mura, nel '900, venivano installate delle passerelle in legno per permettere ai barlettani di raggiungere la spiaggia, come si vede in alcune foto storiche. Abbiamo voluto riprendere questo antico sistema e abbiamo puntato su sistemi di risalita leggeri e il meno invasivi possibili rispetto alle antica mura: sono in tutto tre risalite, di cui solo una in cemento, in corrispondenza dell'attuale scalinata in pietra che permette il collegamento pedonale tra le mura e la litoranea. Quest'ultima verrà eliminata e sostituita con una struttura più conforme al progetto, pur mantenendo la stessa collocazione. Le restanti strutture in legno sono collocate nel parco e a Piazza Marina, su cui poi occorre installare sistemi di copertura rimovibili per riparare il percorso dal sole».

Avete dedicato uno spazio anche al Paraticchio, uno dei simboli più trascurati di Barletta, oggetto di vicissitudini edilizie e di annosa incuria che l'hanno tagliato fuori dai percorsi turistici. Come si integra nel vostro progetto?
«In quella zona abbiamo previsto un sistema di risalita che facilita il collegamento tra le mura, la litoranea e l'attuale area attrezzata all'angolo con via San Samuele. E soprattutto è prevista la valorizzazione del Paraticchio, attualmente in totale degrado, con la realizzazione di un belvedere che renda finalmente accessibile l'antica struttura a tutti, per farla diventare centro delle passeggiate e della mobilità pedonale. Il nostro è solo uno spunto, visto che il finanziamento non coprirebbe quell'area, ma speriamo vivamente che possa venire integrato nel progetto ed essere oggetto di una meritata riqualificazione».

Adesso quale sarà l'iter che si prospetta davanti a voi?
«La nostra è e rimane un'idea, una proposta progettuale. Ora occorre trasformare l'idea in un progetto preliminare. Seguirà una fase di progettazione step by step in cui capire la fattibilità ed effettuare riscontri sul campo. Sicuramente il primo passo è quello di consolidare le mura del Carmine, che è un'azione urgente e preliminare rispetto a ogni intervento successivo».

Il rischio è che tutte queste bellissime propositività finiscano dimenticate in un cassetto. Tutti ricordiamo infatti il piano "Ambasz" e il "frontemare"… Ambizioso, prestigioso, ma mai realizzato.
«La nostra speranza è chiaramente quella che l'idea non venga messa da parte. C'è l'impegno concreto delle istituzioni a sostegno del progetto, nonché la nostra volontà a realizzare il meglio per la città. Qualora il Comune di Barletta decida di proseguire su questa strada, in base alla convenzione e al bando, c'è un vincolo che accorda l'affidamento "obbligatorio" del progetto preliminare ed esecutivo ai vincitori, così come previsto dal bando: "I Sindaci dei Comuni nel cui territorio ricadono le aree selezionate e ammesse al concorso, hanno assunto, in sede di selezione, l'impegno di affidare i successivi livelli di progettazione ai vincitori del concorso, ai sensi del comma 6 dell'art. 156 del Codice". Speriamo che il Comune faccia seguito a questo impegno, contribuendo a trasformare in realtà un'idea premiata e riconosciuta da una giuria esterna, che ci auguriamo piaccia anche alla cittadinanza».
Oltre le mura, dalla storia al progettoOltre le mura, dalla storia al progettoOltre le mura, dalla storia al progetto
5 fotoEcco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"
Ecco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"Ecco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"Ecco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"Ecco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"Ecco come appare Barletta secondo il progetto "Oltre le mura"
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