Cronaca

Barletta e provincia al 53° posto nella classifica reati del Sole24Ore

Preoccupano i dati parziali: i furti d’auto restano una "eccellenza" del nostro territorio

Come ogni anno, oltre a quella sulla qualità della vita, il Sole24Ore pubblica la classifica sull'incidenza dei reati nelle 107 province d'Italia. Spesso e volentieri di questi tempi, giornalisti, opinionisti, politici e commentatori vari sono usi a sventolare questa o quella graduatoria (da quella sulla corruzione, a quella sulla libertà di stampa ecc.) più che altro per denigrare l'avversario politico di turno. Una moda che ha iniziato a spopolare a partire dall'anno di grazia (o di disgrazia, a seconda dei punti di vista) 1992, quando gli italiani passarono nel giro di una tragica estate dall'essere un popolo di 60 milioni di CT della Nazionale di calcio, all'essere un popolo di 60 milioni di Pubblici Ministeri.

Tornando più umilmente ai fatti di casa nostra, proveremo in questa sede ad analizzare ed interpretare soprattutto i dati parziali riferiti alle singole tipologie di reato che messe insieme collocano la nostra provincia al 53° posto. Esattamente a metà graduatoria, il che non è poco in una regione che vede la presenza della cosiddetta "quarta mafia" ( la Sacra Corona Unita), della mala barese, e soprattutto la pericolosa ascesa delle organizzazioni malavitose foggiane e garganiche.A proposito di malavita organizzata, la BAT (ventottesima nella classifica del Sole 24 ore per reati di mafia) fino a qualche anno fa, grazie soprattutto alle grandi inchieste giudiziarie degli anni Novanta, poteva tutto sommato essere considerata quasi un isola felice. Oggi invece sulle rive d'Ofanto e dintorni si vive un momento di particolare tensione, visti i gravi fatti di sangue registrati negli ultimi tempi a Trani, a Canosa, a Trinitapoli, a Barletta, e soprattutto ad Andria. Certo non siamo ancora ai livelli di fine anni Ottanta, ma l'attuale situazione non può e non deve assolutamente consentirci di vivere di rendita dei passati successi investigativi dei Michele Emiliano e dei Domenico Seccia.

Perché se da un lato l'incidenza di reati tipicamente mafiosi come usura (62°posto) e soprattutto estorsione (48° posto) pare ancora essere tutto sommato a livelli "fisiologici", dall'altro, per esempio, non ci fa certo onore il primato assoluto nei furti d'auto. Una delle "eccellenze" non solo della BAT, ma della Puglia in particolar modo , se si considera che sei dei primi quindici posti di questa triste graduatoria sono occupati dalle nostre province. Inoltre - come già citato in un nostro articolo di qualche tempo fa - molto preoccupante è la diffusione dello spaccio di sostanze stupefacenti (29° posto ma con trend in crescita costante). Una tipologia di reato che unita a quella delle rapine (20° posto), a prescindere dalle graduatorie del giornale di Confindustria, è quella di gran lunga più inquietante, dato che sempre più spesso vede al centro delle cronache giovani e giovanissimi del nostro territorio.

Non certo lusinghieri sono infine, il sesto posto per reati di riciclaggio e la "new entry" (ma neanche tanto visto il 7° posto in graduatoria) della scorsa estate: gli incendi.

Meno allarmante che in altre zone d'Italia è invece la frequenza di reati come furti con destrezza (82° posto), furti in appartamento (95° posto), truffe informatiche (106° posto), violenza sessuale (96° posto).

Aggregando tutti questi dati viene fuori il quadro di una provincia, la Barletta-Andria-Trani, caratterizzata da gruppi criminali, come già detto, "altamente specializzati" soprattutto in furto di automezzi e traffico di droga ma che tutto sommato non hanno ancora fatto il cosiddetto "salto di qualità". Una situazione tutto sommato ancora sotto controllo, ma in rapida e pericolosa evoluzione e sulla quale sarebbe folle ed esiziale abbassare la guardia.
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