Scarpe rosse
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Servizi sociali

Barletta celebra la giornata contro la violenza sulle donne

I messaggi del sindaco Cascella, del presidente Ventola e della consigliera Dascoli

«E' una battaglia civile, culturale e sociale a cui è giusto far sentire tutto il sostegno delle istituzioni». Così il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha salutato le rappresentanze delle associazioni impegnate a tutela dei diritti delle donne ricevute a Palazzo di Città, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, insieme al vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali, Anna Rizzi Francabandiera, al presidente del Consiglio comunale, Carmela Peschechera e alle consigliere Giuliana Damato e Francesca Dascoli, a loro volta impegnate nel sostegno alle donne che si battono per l'affermazione dei propri diritti e della propria dignità.Nell'occasione, è stato confermato, in particolare, che il centro antiviolenza "Giulia e Rossella" finora operante nei locali di piazza Aldo Moro, dal 28 novembre diventerà uno dei centri sovra-ambito della Provincia Bat. Una evoluzione del Centro su scala territoriale più vasta, da consolidare, così come stabilito dalla Regione. Indossando al polso un fiocco rosso donatogli dalle rappresentanze delle associazioni, il sindaco ha voluto dare visibilità alla condivisione personale dell'impegno «a non tollerare e a non rimanere in silenzio nei confronti della violenza alle donne».

«Con l'apertura del Centro Antiviolenza denominato "Futura" - ha affermato il Presidente Francesco Ventola -, la Provincia di Barletta - Andria - Trani celebra la giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne 2013. Il CAV provinciale è pensato come un sistema reticolare che garantirà a tutte le donne del territorio provinciale, a prescindere dalla loro residenza, il diritto agli stessi standard di trattamento e la necessaria continuità assistenziale». Il Centro Antiviolenza avrà due sedi, una a Barletta e l'altra ad Andria, aperte tutti i giorni infrasettimanali sia di mattina che di pomeriggio (nelle fasce orarie 10,00-12,00 e 17,00-19,00) e con reperibilità 24 ore su 24 sia su chiamata al numero verde 1522 che sui numeri 0883\310293 oppure 0883\764901. Importo a carico della Provincia ammonterà a € 80.000,00, € 330.247,33 rivenienti dai fondi stanziati nei Piani Sociali di Zona dagli Ambiti Territoriali Sociali del territorio provinciale e € 50.000,00 quale quota parte del 20% del finanziamento regionale accordato per l'attuazione del Pil. «Per veicolari e diffondere questi messaggi - ha proseguito il Presidente Ventola - l'Assessorato alle Politiche Sociali, Famiglia e Pari Opportunità della Provincia in collaborazione con l'A.T.I. che gestirà il CAV (composta dalla Cooperativa Sociale Oasi 2 e dalle Associazioni Osservatorio Giulia e Rossella e Ri-scoprirsi), in occasione del 25 novembre di quest'anno, sta anche promuovendo, sull'intero territorio provinciale, una serie di iniziative di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno della violenza contro donne e minori, in continuità con quanto già realizzato lo scorso anno con l'iniziativa provinciale "dare voce ai diritti delle donne" e con quella che sarà a breve avviata dalla Regione Puglia, "troppo amore: sbagliato"». Il Presidente Ventola ha voluto «ringraziare l'ex Assessore provinciale alle Politiche Sociali, per la Famiglia e Pari Opportunità Carmelinda Lombardi e il Dirigente del Settore Politiche Sociali, dott.ssa Lisa Pietropaolo, per il lavoro di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti».

Le équipe, costituite da personale esperto nel settore, si coordineranno con i servizi sociali e sanitari del territorio per rendere il sostegno efficace e funzionale ad una reale interruzione delle violenze nel pieno rispetto della libertà delle donne, senza alcuna discriminazione relativa all'orientamento religioso, politico, sessuale, né alla nazionalità o appartenenza etnica. Il sistema provinciale prevede anche l'attivazione di sportelli di prossimità in tutti i comuni valorizzando una vastissima rete di partner che, coordinati e affiancati dagli operatori del CAV, renderanno il contrasto alla violenza tema generatore nelle comunità territoriali di una cultura altra, nonviolenta, capace non solo di resistere alla violenza, ma di contribuire a modificare un pensiero violento, incapace di riconoscere la dignità e i diritti dell'altro e, soprattutto, dell'altra. Perché, ne siamo convinti, la violenza nasce nelle pieghe della quotidianità, quando ci si lascia fagocitare da stigmi e pregiudizi che imprigionano la libera e creativa affermazione di ciascuna in quanto persona, delle bambine, delle ragazze, delle donne. In particolar modo, quest'anno ci si rivolgerà alle nuove generazioni, incubatrici dei modelli socio-culturali futuri, coinvolgendo le Scuole Secondarie di II° grado nell'adesione alla Campagna Nazionale "Posto occupato", mediante l'esposizione in un'aula oppure in un corridoio oppure nell'auditorium degli istituti del cartello appositamente creato per la campagna di comunicazione. A questo si aggiungerà la presenza degli operatori specializzati del Centri Antiviolenza che animeranno momenti di discussione con gli alunni ed approfondimento sul tema, ponendo particolare attenzione sui modi in cui viene percepita/letta/interpretata/riconosciuta la violenza di genere. Saranno, altresì, distribuiti volantini informativi che contengono, oltre alle indicazioni dei servizi a cui rivolgersi o segnalare situazioni di maltrattamento, anche informazioni importanti sul modo in cui la violenza può manifestarsi e sui luoghi comuni che contribuiscono a rendere invisibile e sottaciuto tale fenomeno.

«Solo nei primi sei mesi del 2013 sono stati 65 i femminicidi Compiuti in Italia e lo scorso anno ne abbiamo contati uno ogni due giorni. Ne abbiamo parlato, continuiamo a parlarne a costo di tediare coloro che ci ascoltano, Molto spesso sorridendo sarcasticamente di fronte al nostro dire». Sul tema caro soprattutto alle donne è intervenuta anche la consigliera di opposizione Francesca Dascoli, che continua: «Sebbene però se ne parli ampiamente, l'Italia non ha ancora adottato tutte le misure previste dal consiglio d'Europa per contrastare la violenza di genere. Esistono molti dati che abbiamo a disposizione , a tutti i livelli: dai Pronto Soccorso, dai tribunali, dalle case rifugio, dai servizi sociali, ma essi non parlano tra loro, non fanno rete. Quando si raccolgono i dati sulla violenza ogni servizio fa la propria scheda con i dati delle donne aiutate , ma tutte con parametri diversi per cui difficilmente comparabili. Servirebbe una cabina di regia , un sistema informativo standardizzato che ci porti a modelli comuni di intervento . Bisogna adottare su tutto il territorio nazionale dei modelli di assistenza e sostegno alle vittime attraverso reti operative territoriali che forniscano risposte integrate più efficaci. L'altra arma che abbiamo a disposizione è la creazione di un cambiamento culturale profondo. In vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il presidente Vendola e l'assessora al Well far Elena gentile hanno presentato le azioni previste dalla regione per lottare contro la violenza di genere. Si sta predisponendo una bozza di disegno di legge che detta "norme per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere" Che, dopo un iter di concertazione in ogni provincia a partire dal 10 dicembre a Lecce, approderà in consiglio regionale. Una legge regionale che sia molto più efficace di quella nazionale che ha solo un taglio repressivo. Assieme alla consigliera di parità si procederà all'ascolto delle vittime attraverso le associazioni. Verranno promossi percorsi di educazione e formazione con 215.000 studenti e 236 istituti superiori coinvolti in un concorso di idee attraverso l'ufficio scolastico regionale. Si è parlato anche dell'urgenza di perfezionare il sistema dei centri antiviolenza e delle case rifugio; Basti pensare che dei 19 centri antiviolenza attivi, solo sei sono a titolarità pubblica, Mentre 13 sono gestiti da associazioni di volontariato. Delle sei case rifugio attive, solo una ha titolarità pubblica con gestione coperta da cofinanziamento degli Ambiti territoriali. E a Barletta che succede? Una sola realtà e attiva per arginare questo fenomeno sociale gravissimo: l' Osservatorio Giulia e Rossella; Un'associazione che opera in forma di volontariato senza alcun contributo reale che consenta loro di essere ancora più forti e accoglienti sul territorio. Mi auguro che l'amministrazione intervenga il prima possibile e non abdichi al suo ruolo sociale , affinché non si perda anche quest'unica mano tesa verso quelle donne che pensano di aver ormai un destino segnato di solitudine e silenzio. Anziché continuare noiosamente a celebrare questo 25 novembre con parole od eventi inutili, cerchiamo di far sì che arrivi questa maledetta primavera e che per queste donne non sia mai più sempre inverno».
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