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Servizi sociali

Asl Bt, interviene Spinazzola: «Un risultato che ha ben poco di trionfale»

Il coordinatore dell'area dirigenza Ssn della Fp Cgil Bat commenta il documento

"La ASL BT 2018-2021 Evoluzione e visione", intervento coordinatore area dirigenza del Ssn della Fp Cgil Bat
Domenico Spinazzola: "Ricordiamo che da luglio scorso è in corso uno stato di agitazione dei dipendenti del comparto e della dirigenza"

«Abbiamo appreso dagli organi di stampa della pubblicazione da parte del Commissario Straordinario della Asl Bt del documento "La ASL BT 2018-2021 Evoluzione e visione", in cui è riassunto tutto quello che è stato realizzato negli ultimi 3 anni nella Azienda sanitaria locale della provincia di Barletta-Andria-Trani. Vorremmo sottolineare che, invece di condividere, riflessioni e strategie con le organizzazioni sindacali, si mostri un risultato che a nostro avviso ha ben poco di trionfale». Così Domenico Spinazzola, coordinatore della dirigenza medica, sanitaria e PTA della Fp Cgil Bat commenta il documento pubblicato dalla Asl.

«Nel piano si parla di svariati milioni di euro finanziati dai FESR (fondi europei per lo sviluppo regionale) e dai fondi previsti dall'art. 20 della Legge 67/1988. I nostri dubbi a questo punto sorgono laddove si spendono tanti soldi per smantellare e ricostruire reparti di un ospedale che dovrà essere dismesso per costruirne uno nuovo e laddove si acquista un robot per circa 12 milioni con dubbi se sia stata eseguita correttamente o meno la HTA (Health Technology Assessment), atteso che su quest'ultima tecnologia gravano due allerte della Food Drug Administration Usa e non v'è nessuna evidenza di superiorità ed efficacia clinica rispetto ad altre tipologie di chirurgia mini invasiva, anzi vi è qualche evidenza di minore sopravvivenza per interventi oncologici sulla pelvi femminile, senza considerare il sottoutilizzo delle sale operatorie per gli alti tempi d'intervento ed i costi per la manutenzione ordinaria.

Non solo, la gestione di tutte queste risorse e di tali tecnologie risulta vana se svincolata dalla qualità del lavoro delle risorse umane e da nuovi modelli organizzativi finalizzati a migliorare l'assistenza sanitaria per i cittadini; ciò andava fatto semplicemente rispettando le buone prassi delle relazioni sindacali, che non sono un orpello o una perdita di tempo ma servono a migliorare la qualità del lavoro e dei servizi sulla scorta delle indicazioni che vengono da chi materialmente opera sul campo. Si sottolinea che nel periodo di gestione di questa direzione sono aumentati notevolmente i procedimenti disciplinari per i lavoratori, nonostante il periodo d'emergenza sanitaria con elevato rischio biologico, alti carichi di lavoro e forte rischio stress lavoro correlato«, osserva Spinazzola.

«E proprio nel periodo emergenziale invece di intensificare il dialogo nell'interesse del servizio offerto sono mancati i riscontri su tutte le segnalazioni fatte, per esempio non è mai stato noto il modello organizzativo seguito per la composizione dell'unità di crisi che ha gestito e continua a gestire l'emergenza, la mancanza di alcune procedure per la salute e sicurezza del lavoro, in particolare nella gestione dei rischi da agenti biologici e da stress lavoro-correlato, la previsione di un'organizzazione con percorsi misti Covid e no Covid nei presidi ospedalieri di Andria e Barletta, l'aver previsto la chiusura delle attività nei Distretti socio sanitari sul territorio per le visite specialistiche ambulatoriali e delle attività di riabilitazione neurologica del Dipartimento sovradistrettuale, che potevano essere idoneo filtro per gli accessi in ospedale e di fondamentale importanza per i cittadini con problemi di salute importanti, non afferenti l'infezione virale. Inoltre, siamo ancora in attesa di comprendere quando i lavoratori di questa Asl dovranno essere sottoposti ai tamponi di controllo, nonostante una nota ne annunciasse da tempo l'esecuzione e la periodicità. Da luglio scorso è, infatti, lo ricordiamo in corso uno stato di agitazione dei dipendenti del comparto e della dirigenza. Queste sono solo alcune delle questioni che abbiamo già avuto modo di sollevare e sulle quali non abbiamo ancora avuto riscontro», conclude Domenico Spinazzola.
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