Tavolo tecnico porto di Barletta
Tavolo tecnico porto di Barletta
Territorio

5 milioni per il porto di Barletta, il resoconto del tavolo tecnico

«Pronti ad appaltare i lavori per una piccola stazione croceristica nel porto di Barletta, che da giugno sarà operativa»

Finalizzare un progetto che il porto di Barletta attende da anni per la sua valorizzazione, non solo commerciale ma anche turistica. Con tale intento si è tenuto ieri mattina, venerdì 10 gennaio, in sala Giunta a Palazzo di Città, un incontro convocato dal senatore di Forza Italia Dario Damiani sul finanziamento di 5 milioni di euro inserito nella legge di Bilancio 2020 a seguito di un suo emendamento. Al tavolo tecnico-istituzionale sono stati invitati i soggetti direttamente coinvolti, ovvero il sindaco di Barletta Cosimo Damiano Cannito, il presidente della Provincia Barletta-Andria-Trani Bernardo Lodispoto e il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi, oltre ai tecnici dei rispettivi enti.

"Con questo parziale finanziamento possiamo gettare le basi per un progetto che dovrà risolvere alcune criticità, prima fra tutte il dragaggio che limita la capacità funzionale di attracco del nostro porto, ma anche l'abbattimento dei silos, l'ammaloramento della banchina 3, la fornitura acqua potabile ai pescatori e la ristrutturazione del faro murattiano, per il quale abbiamo sollecitato la Sovrintendenza. La proposta di allungare i moli risale al 2007 e finalmente possiamo dire che a breve potrà essere realizzata", ha dichiarato il sindaco Cannito. Tempi brevi confermati anche dal Direttore generale dell'Autorità portuale Tito Vespasiani: "Siamo pronti ad appaltare i lavori per una piccola stazione croceristica nel porto di Barletta, che da giugno sarà operativa. Poter promuovere il porto avrà ricadute sicuramente benefiche sull'economia cittadina". L'aspetto più complesso della questione riguarda i fondali, ma anche questi problemi sono in via di superamento. L'escavo va portato a meno 8 metri di profondità ma purtroppo è emerso che un certo quantitativo di sedimenti, pari a 27 mila metri cubi, non potrà essere conferito in mare bensì in discarica; soluzione che farà lievitare i costi da 3 a 9 milioni di euro, per i quali tuttavia la Regione Puglia ha già assicurato la copertura. In tal modo, "l'esecuzione di tutti questi lavori consentirà di mettere in sicurezza il porto di Barletta per almeno 30 anni". Nello specifico, cosa si potrà realizzare con i 5 milioni di euro intercettati dall'emendamento del sen. Damiani? "Con 5 milioni si può realizzare un molo di 230 metri, diamo merito a chi ha lavorato per raggiungere questo importante risultato. Per completarlo ne servono 9, per cui sarà necessaria la collaborazione di altri soggetti. Subito daremo l'incarico per la progettazione preliminare, in conformità col vecchio piano regolatore, così entro fine anno potremo avere l'approvazione dell'esecutivo", ha concluso il direttore generale Vespasiani fissando il cronoprogramma.

Soddisfatto per questo primo incontro il sen. Dario Damiani, che intende "bruciare tempi e tappe, perché questi fondi sono già disponibili. Ora è importante finalizzare il progetto, spostando le somme dal bilancio statale al bilancio dell'Autorità portuale. Nei prossimi giorni mi confronterò con il Ministero delle infrastrutture per capire se vi è disponibilità di altri finanziamenti. Il dragaggio si è protratto troppo a lungo nel tempo, se ne parlava già quando ero assessore provinciale nel 2011". Importante, infine, dare continuità al tavolo inaugurato oggi, per seguire con costanza le varie fasi del progetto, anche attraverso la riproposizione della Commissione speciale per il porto, che avrà il compito di tenere alta l'attenzione sulla questione.

"Credo sia stato fatto un buon lavoro di cooperazione tra enti, che ci permette di guardare con fiducia a un nuovo porto di Barletta, trasformato, che permetterà di attrarre nuova economia. Il dragaggio deve essere accompagnato però da interventi sulle infrastrutture, come il consolidamento delle banchine e l'abbattimento dei silos, assecondando una nuova vocazione turistica. Non è più un libro dei sogni quello di cui parliamo, ma opere con progetti e finanziamenti che si tradurranno in realtà in tempi brevi", ha concluso il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi.
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