Acerrana. <span>Foto Tuttocampo.it</span>
Acerrana. Foto Tuttocampo.it
Calcio

Real Acerrana-Barletta: nessun precedente, ma alcune grandi storie da raccontare

Avversaria dei biancorossi una piccola realtà di provincia, che deve i suoi colori al Grande Torino, e che ha visto Maradona...

Real Acerrana-Barletta è sfida totalmente inedita, il cui maggiore motivo di interesse, oltre all'ovvio proposito di portare a casa i tre punti, salvo imprevisti sarà senza dubbio l'esordio in biancorosso di Giancarlo Malcore. Ma per quanto il pedigree storico dell'Acerrana possa essere sicuramente meno prestigioso di quello del Barletta, non mancano di certo illustri storie calcistiche riguardanti la città della maschera di Pulcinella.

L'attuale denominazione ufficiale di Taurus Acerrana 1926, con la figura del toro presente nel logo societario di color granata è tutt'altro che figlia di un vezzo o di una scelta a caso.

La Polisportiva Acerrana, società sportiva fondata nel 1926, aveva in origine come colori sociali il nero con stella bianca.

La svolta storica avviene il 17 dicembre 1947, circa un anno e mezzo prima della tragedia di Superga, quando in occasione del match di Serie A che avrebbe visto il Grande Torino impegnato a Napoli nel vecchio stadio del Vomero, Valentino Mazzola e compagni disputarono nei giorni precedenti una partita amichevole di preparazione proprio ad Acerra contro la squadra locale, che in quegli anni (così come nei decenni a venire) disputava i campionati regionali campani.

Fu proprio a partire da quello storico evento risalente a quasi ottant'anni fa che la Polisportiva Acerrana adottò i colori granata.

Il momento migliore per la Polisportiva Acerrana è racchiudibile nei 13 anni che vanno dal 1982, anno della promozione nel Campionato Interregionale (l'attuale Serie D), fino alla retrocessione in Eccellenza della stagione 1994/95.

Durante questi anni caratterizzati dalla gestione del presidente Mario Esposito, il picco fu raggiunto nella stagione 1987/88, quando trascinata dai gol del bomber Capasso, l'Acerrana si piazzò al quarto posto nel girone I del Campionato Interregionale.
Ma l'altro evento caratterizzante della storia calcistica della città di Acerra (dove l'Acerrana c'entra però obiettivamente poco), risale al marzo del 1985 con la celeberrima e a tatti iconica "partita del fango" che vide protagonista Sua Maestà Diego Armando Maradona, in una partita amichevole tra il Real Santa Lucia e una parvenza di Napoli (il presidente Ferlaino non aveva concesso ai suoi calciatori il permesso di disputare la partita) capitanato dall'immenso Diego, da capitan Bruscolotti e dall'acerrano doc Pietro Puzone, ideatore e promotore dell'evento finalizzato alla raccolta di fondi per poter permettere un delicato intervento all'estero di chirurgia maxillo-facciale ad un bambino del posto.

Una partita che fu disputata proprio nel vecchio terreno di gioco in terra battuta dove 38 anni prima si era disputata la celebre amichevole con il Grande Torino.

Oltre allo storico bomber della prima metà degli anni Ottanta Capasso, un altro calciatore che in quel periodo si mise in evidenza in maglia granata fu il centrocampista offensivo Sandro Sciarappa, di lì a poco approdato in Serie C/1 con la maglia del Campania Puteolana.

Nativo di Acerra è infine anche l'ex portiere Salvatore Soviero, che ha nel curriculum 18 presenze in A con la maglia della Reggina guidata da Walter Mazzarri.

Dopo la retrocessione in Eccellenza del 1995, l'Acerrana, come ogni piccola realtà calcistica di questo scalcagnato paese, è passata tra una miriade di fallimenti, retrocessioni, cessioni e acquisizioni di questo o quel titolo sportivo.

Tutto questo fino al 2024, l'anno in cui l'attuale Real Acerrana ha ritrovato la Serie D dopo 29 anni di pressoché totale anonimato.

Unico filo che collega la storia del Barletta a quella della Real Acerrana, è a conti fatti l'approdo in biancorosso di Fabio Laringe, dopo un ottimo campionato proprio con i granata campani, un campionato conclusosi con il tredicesimo posto e con la salvezza.
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