Giulianova-Barletta
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Calcio

Giulianova-Barletta: una partita che è già storia

Attesa, delusione, speranza, sconforto, e infine il trionfo. I mille stati d’animo di una partita epica.

Per prima cosa un grande, grande applauso al Giulianova, che nell'arco dei 180 minuti di questa drammatica ed emozionantissima semifinale di Coppa Italia si è dimostrato avversario degnissimo, e che al pari del Barletta avrebbe meritato di accedere alla finalissima di Firenze.

Quanto alla agonica qualificazione del Barletta all'atto conclusivo della Coppa Italia Dilettanti, che dire? E' stata una partita che entrerà di diritto nel novero di quelle partite che ti segnano a vita: come l'11 luglio 1982 o come il 9 luglio del 2006; come Italia-Germania 4-3, oppure, giusto per tornare a una dimensione prettamente barlettana, come Sorrento-Barletta del 7 giugno 1987.

C'è stato di tutto tra andata e ritorno in Giulianova-Barletta: dal gol del pareggio beffa subito da Di Filippo al 93' (a proposito di Italia-Germania 4-3) nella gara di andata, alla doppia micidiale stilettata degli abruzzesi firmata Donatangelo-Carbonelli; dai due rigori (entrambi nettissimi) firmati da Strambelli, al palo colpito su punizione dallo stesso "numero diez" barlettano, complice il portiere abruzzese Boccanera apparso in più circostanze tutt'altro che una saracinesca.

Il problema però è che la storia del calcio, a qualsiasi livello lo si guardi, è piena di esempi di portieri di livello medio basso passati agli annali come micidiali para rigori: basta, ahinoi, ricordare l'argentino Goycoechea a Italia '90, portiere che passò nel giro di pochi mesi da svincolato in Colombia alla finale di Coppa del Mondo con l' "albiceleste" di Maradona. Una storia che a noi barlettani di una certa età è sembrato di rivivere, con Boccanera implacabile aguzzino dei poveri rigoristi Lattanzio e Giambuzzi.

A quel punto, dopo due rigori falliti, e con il Giulianova che invece aveva fatto tre su tre, tutti noi tifosi e addetti ai lavori che abbiamo a cuore le sorti del Barletta, eravamo già rassegnati all'ineluttabilità di una malinconica sconfitta che avrebbe paradossalmente chiuso senza infamia e senza lode, una stagione condotta per mesi e mesi da padroni assoluti con una promozione in D praticamente già in tasca prima di Natale.

Ma tornando agli illustri precedenti calcistici sopra citati, non avevamo calcolato che questa volta il portiere argentino della situazione ce l'aveva proprio il Barletta.
Ed è così che, fermo restando l'errore esiziale dal dischetto di Finizio, il portiere biancorosso Agustin Staropoli da Buenos Aires, ha pensato bene di emulare i suoi decisamente più illustri connazionali Sergio Goycoechea e "Dibu" Martinez per portare il Barletta alla finalissima di Firenze contro la Rovato-Vertovese, e di entrare così in pianta stabile nell'olimpo degli eroi biancorossi.

Un grande applauso, oltre che ai soliti encomiabili supporters barlettani presenti in gran numero anche al "Rubens Fadini" di Giulianova, va infine alla tifoseria abruzzese: in primis per il calore e l'attaccamento alla propria squadra; e poi per il bellissimo omaggio alla memoria di Gaetano Gentile - figlio di Antonio, storico tifoso barlettano, nonché tra i decani dei gruppi organizzati -, il giovane tifoso tragicamente scomparso lo scorso 13 ottobre.

Grazie Giulianova anche per questo. Grazie Barletta per la finale. Ci vediamo a Firenze.
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