Sciannimanico
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Angolo amarcord: mister Sciannimanico racconta Catanzaro-Barletta

Il tecnico barese nel 2010 perse i playoff di C2 contro i calabresi

Eleganza e compostezza fuori dal comune. Mai una parola fuori posto, e per questo spesso può sembrare antipatico, ma la sua grande umanità l'ha sempre contraddistinto, sia dentro che fuori dal campo. Per Barletta è un doppio ex, all'ombra di Eraclio è stato sia giocatore che allenatore. Mister Arcangelo (Lello) Sciannimanico, attualmente privo di panchina, ha da sempre un rapporto intenso con la Città della Disfida, e si concede volentieri ai microfoni di Barlettalife per ricordare la sua sfortunata partita contro il Catanzaro, vinta dai calabresi contro un Barletta fin troppo incerottato. Che i ricordi siano un buon viatico a pochissimi giorni dall'esordio ufficiale in campionato al "Ceravolo" proprio contro la squadra ora allenata da Francesco Cozza?


Mister Sciannimanico, lei è stato l'ultimo allenatore che sedeva sulla panchina del Barletta in occasione dell'ultimo Barletta-Catanzaro. Che ricordi ha di quei match alla vigilia dell'esordio in campionato che vedrà di nuovo opposti i biancorossi e i giallorossi? Non saranno ricordi positivi…
I ricordi più belli sono legati ai tifosi, con i quali conservo un rapporto davvero buono: alcuni di loro mi chiamano ancora ora. Era un rapporto che andava anche al di là dei risultati. Per il resto, non ho ricordi negativi: più che altro ci sono rimpianti per quella gara, considerando che forse siamo arrivati ai playoff nel momento peggiore della stagione. Contro il Catanzaro, come potrete ricordare, siamo scesi in campo senza alcuni titolari, con altri giocatori in condizioni precarie. Nonostante tutto ce la siamo giocata. C'è anche da dire che all'epoca il Catanzaro era una corazzata costruita per il salto di categoria, mentre noi eravamo una squadra con alcuni under. In campionato, invece, in casa riuscimmo a vincere giocando una grande partita, mentre fuori casa perdemmo, pur giocando davvero bene. Uscimmo dal "Ceravolo" a testa alta.

In molti ricordano che quel Catanzaro poteva annoverare grandi nomi: Longoni, Montella, Mosciaro. Una squadra costruita per vincere. È forse stata quella la tappa più importante della sua carriera da tecnico? Ha qualche rimpianto in merito? Sarebbe cambiato qualcosa se il suo Barletta fosse ripartito dalla C1?
Il Catanzaro era una grande squadra, ma non credo che una partita possa condizionare la carriera di un allenatore, anche perché l'anno dopo ripartimmo sempre dalla C1. Certo il ripescaggio ci ha fortemente penalizzati, siamo partiti in forte ritardo e abbiamo lasciato per strada le 4-5 partite iniziali.

Ritornando all'attualità, come vede questo Barletta "giovane"? Conosce i giovani che si sono messi in mostra in questo pre-campionato biancorosso, i vari Dezi, Dall'Oglio, gli stessi Vacca e Carretta che già facevano bene quando lei sedeva sulla panchina biancorossa?
A Barletta credo che il ds Pavone sia una garanzia, e i tifosi possono dormire sonni tranquilli: i giovani che sceglie sono tra i migliori sulla piazza. Sono ragazzi che ho già visto giocare nelle categorie inferiori o nelle giovanili, e hanno buone prospettive. Il Barletta è una squadra giovane che farà bene. Poi mister Novelli è uno che con i giovani ci sa fare. Certamente saprà far girare al meglio i meccanismi di questa squadra.

Parlando del "suo" presente, ha da poco lasciato la panchina del Matera in serie D dopo un'esperienza poco felice. Cosa non è andato nella Città dei Sassi? Si troverebbe bene ad allenare una squadra ricca di giovani come il Barletta disegnato dal direttore sportivo Pavone?
A Matera sono andato via con rimorso, ma io so fare l'allenatore, non altro. Quando non ci sono più le condizioni per allenare è meglio andare via. Ognuno ha una dignità, e io preferisco salvaguardare la mia dignità. Sono andato via da Matera perché ormai mancavano alcune condizioni importanti, ma ho lasciato i ragazzi con la consapevolezza che quella è probabilmente la squadra più forte del girone. Per quel che riguarda una squadra di giovani senza dubbio mi troverei bene, ne ho già allenate tante in passato, è una mia caratteristica che conoscono tutti.

Mi piacerebbe fare un breve passaggio sul Bari. Tra le fila dei galletti milita attualmente un ex Barletta che lei ha lanciato nel 2010: parliamo di Nicola Bellomo, che tanto bene sta facendo nella sua Bari tanto da attirare le attenzioni di squadre importanti. Lei ha "scoperto" Bellomo, che ora sta deliziando la platea barese, considerando anche che quest'anno indossa anche la maglia numero 10, non proprio un numero facile da portare…
C'è da dire che io non ho scoperto nessuno. Nicola in quella stagione veniva da un'esperienza sfortunata a Lucca e io decisi di portarlo con me a Barletta scommettendo sulle sue grandi doti tecniche. Ho creduto in lui in un periodo non facile, spero possa far bene anche a Bari.

In chiusura, anche se visto il periodo è poco saggio parlare di pronostici, le chiederei quanto secondo lei può terminare Catanzaro-Barletta.
Non conosco molto da vicino il Catanzaro, ma l'ho affrontata l'anno scorso ed è una squadra che non segue la politica degli Under. Credo che un pareggio rispecchi i reali valori espressi sul campo, anche se io tifo Barletta.

Le chiedo infine di salutare tutti i tifosi del Barletta Calcio e i lettori di Barlettalife che hanno avuto modo di apprezzare il suo operato quando sedeva sulla panchina biancorossa.
Saluto e ringrazio tutti i tifosi del Barletta Calcio che sono straordinari. Con loro ho avuto un rapporto speciale, e difficilmente riuscirò a dimenticarli.

La speranza di tutti è quella di rivedere mister Sciannimanico al timone di qualche squadra importante. Barletta gli sarà sempre riconoscente per quanto fatto, sia in campo che da allenatore.
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