Bambino gioca col tablet
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Insegnare la gentilezza ai più piccoli, anche online

I dieci concetti del Manifesto della comunicazione non ostile per bambini

Con l'avanzamento delle tecnologie digitali, diminuisce anche l'età anagrafica dei primi fruitori di smartphone e computer. Solo per gioco, anche i neonati si avvicinano ai dispositivi digitali comprendendone subito l'utilizzo: ancora prima della parola viene l'immagine e la routine meccanica che permette di scattare una foto, specchiarsi nella fotocamera frontale, ascoltare una ninna nanna o guardare un cartone animato su Youtube

Secondo una ricerca curata nel 2018 dal Centro per la Salute del Bambino onlus e dall'Associazione Culturale Pediatri in Italia, 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno.

Il rischio in cui si incorre più spesso è la criminalizzazione delle tecnologie digitali: ma cioè che occorre normare e controllare è l'abuso di questi strumenti, potenti, ricchi di fascino e potenzialità anche per l'apprendimento in tenera età. Da questi presupposti è nato il libro "Parole appuntite, parole piumate", manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni, scritto da Anna Sarfatti, illustrato da Nicoletta Costa ed edito da Franco Cosimo Panini Editore. Il volume verrà presentato in anteprima alla Fiera del Levante di Bari venerdì 30 novembre durante l'evento "Parole a Scuola", la giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell'ostilità nei linguaggi organizzata dall'Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica, Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con MIUR e Corecom Puglia.

Sono dieci i concetti principali che compongono il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni:
  1. (Virtuale è reale) La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!
  2. (Si è ciò che si comunica) In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Se dici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo.
  3. (Le parole danno forma al pensiero) Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi.
  4. (Prima di parlare bisogna ascoltare) Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici.
  5. (Le parole sono un ponte) Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo!
  6. (Le parole hanno conseguenze) Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici!
  7. (Condividere è una responsabilità) La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti hanni hai, dove abiti.
  8. (Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare) Qualche volta non si va d'accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te.
  9. (Gli insulti non sono argomenti) Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare.
  10. (Anche il silenzio comunica) Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta.
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