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App-oressia: tra tecnologia e disturbi alimentari

Lo smartphone diventa dietista prêt-à-porter

Smartphone, tablet e tutti gli inseparabili tecnologici amici dell'uomo del terzo millennio, nascondono impensabili insidie tra i loro numerosissimi vantaggi. Tra queste, le app del fitness e delle diete provocano irreparabili danni a chi ne dovesse abusare. Il nuovo e patologico fenomeno dell'apporessia esaspera il bisogno di controllo calorico attraverso le app, che diventano immediatamente l'ottimale sostitutivo di un prepotente dietista prêt-à-porter. L'identikit dell'apporessico dipinge una sottile figura umana, che controlla costantemente i menu dei ristoranti prima di uscire a cena. L'offerta calorica viene studiata nei minimi dettagli, per ogni momento del giorno, in modo da porre un limite allo spontaneo apporto quotidiano di cibo. I conteggi velocizzati con le app, calcolano le calorie per cocktail, per spuntino, biscotti, frutta e così via. L'apporessico si aggira nei supermercati, cellulare alla mano, con il dito che scorre veloce sullo schermo, in corsa verso la magrezza, il Don Chisciotte new age ha finalmente trovato i suoi mulini a vento. Il display non perdona, troppe calorie nel pane, forse meglio buttarsi sulle zollette di riso.

Di nascosto in quell'angolo dello smartphone dell'apporessico, giacciono colpevoli gli strumenti della maniacale voglia di magrezza, l'intuizione della malattia, serpeggia ancora molto a fondo in qualche parte del cervello, mentre il cuore anestetizzato dalla tecnologia avverte qualche sintomo d'allarme e allora decide di nascondere le prove della sua rovina. Il corpo è ormai ridotto ad un recipiente da riempire con poco cibo e svuotare con il fitness, con precisione matematica. Solitari o social, gli apporessici vivono la virtualità di un'intensa ed estenuante malattia. Servirà molto tempo prima che si rendano conto di essere nel tunnel e che realizzino di aver bisogno d'aiuto.

Attualmente sono circa 300 i forum e i siti pro Ana (favorevoli all'anoressia) in Italia, mentre i soggetti con disturbi alimentari hanno spesso tra i 10 e i 30 anni, con un tasso d'incidenza della malattia che va dallo 0,5 % all'1,5%. Secondo gli ultimi aggiornamenti di dati del Ministero della salute, sarebbero circa 3 milioni gli italiani colpiti dai disturbi alimentari.
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