
La città
Via dei Muratori, Aldo Musti: «Quando il silenzio continua anche dopo Roma»
La nota dell'imprenditore
Barletta - giovedì 18 giugno 2026
18.05 Comunicato Stampa
«C'è una domanda semplice che ogni cittadino dovrebbe potersi porre: è possibile conoscere gli atti che riguardano una decisione del proprio Comune? Nel mio caso, ottenere una risposta non è stato semplice. Per acquisire documentazione relativa a una vicenda amministrativa, ho presentato una regolare richiesta di accesso agli atti al Comune di Barletta. La risposta non è arrivata. Si è formato il silenzio amministrativo». Così l'imprenditore Aldo Musti.
«Per questo motivo sono stato costretto a rivolgermi alla Commissione per l'Accesso ai Documenti Amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, organismo che tutela il diritto dei cittadini ad accedere alla documentazione detenuta dalle pubbliche amministrazioni. La Commissione ha esaminato il ricorso e ha invitato l'Amministrazione comunale a riesaminare la richiesta di accesso. Sembrava il passaggio decisivo per chiudere la vicenda. Invece il problema è rimasto aperto. Dopo la decisione della Commissione ho reiterato la richiesta, ho inviato ulteriori comunicazioni e una formale diffida, segnalando il permanere della situazione. Ad oggi, tuttavia, la documentazione richiesta non risulta ancora integralmente accessibile. Non entro nel merito degli atti e non discuto il contenuto delle decisioni amministrative. La questione che pongo riguarda un principio generale: il diritto del cittadino di conoscere gli atti della pubblica amministrazione. La trasparenza non si misura soltanto nelle dichiarazioni di principio o durante le campagne elettorali. Si misura nella capacità delle istituzioni di rispondere alle richieste dei cittadini, soprattutto quando tali richieste seguono procedure previste dalla legge e vengono sottoposte al vaglio degli organismi di garanzia. Per questo motivo ritengo che la vicenda meriti una riflessione pubblica. Non tanto per il singolo caso, quanto per una domanda che riguarda tutti: Che valore ha il diritto di accesso agli atti se un cittadino, dopo il silenzio dell'amministrazione, dopo il ricorso accolto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dopo ulteriori diffide, continua ad attendere una risposta che non arriva?».
«Per questo motivo sono stato costretto a rivolgermi alla Commissione per l'Accesso ai Documenti Amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, organismo che tutela il diritto dei cittadini ad accedere alla documentazione detenuta dalle pubbliche amministrazioni. La Commissione ha esaminato il ricorso e ha invitato l'Amministrazione comunale a riesaminare la richiesta di accesso. Sembrava il passaggio decisivo per chiudere la vicenda. Invece il problema è rimasto aperto. Dopo la decisione della Commissione ho reiterato la richiesta, ho inviato ulteriori comunicazioni e una formale diffida, segnalando il permanere della situazione. Ad oggi, tuttavia, la documentazione richiesta non risulta ancora integralmente accessibile. Non entro nel merito degli atti e non discuto il contenuto delle decisioni amministrative. La questione che pongo riguarda un principio generale: il diritto del cittadino di conoscere gli atti della pubblica amministrazione. La trasparenza non si misura soltanto nelle dichiarazioni di principio o durante le campagne elettorali. Si misura nella capacità delle istituzioni di rispondere alle richieste dei cittadini, soprattutto quando tali richieste seguono procedure previste dalla legge e vengono sottoposte al vaglio degli organismi di garanzia. Per questo motivo ritengo che la vicenda meriti una riflessione pubblica. Non tanto per il singolo caso, quanto per una domanda che riguarda tutti: Che valore ha il diritto di accesso agli atti se un cittadino, dopo il silenzio dell'amministrazione, dopo il ricorso accolto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dopo ulteriori diffide, continua ad attendere una risposta che non arriva?».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Barletta .jpg)
.jpg)





j.jpg)
