Aldo Musti via dei Muratori
Aldo Musti via dei Muratori
La città

«La “pazzia” di un imprenditore: chiedere che le regole valgano anche per chi amministra»

La nota di Aldo Musti

«Un quotidiano ha raccontato come una "pazza idea" la lunga battaglia di un imprenditore per il completamento di via dei Muratori. Ma qual è, davvero, questa pazzia? Chiedere che un'opera pubblica già progettata venga completata? Chiedere che gli indirizzi politici e le sentenze producano finalmente atti concreti? Chiedere che le regole valgano non soltanto per i cittadini, ma anche per chi amministra? Per rendere comprensibile la vicenda anche a chi la conosce poco, conviene partire da un punto preciso: il 2011». Così l'imprenditore Aldo Musti.

«In quell'anno il Consiglio comunale impartì all'Amministrazione l'indirizzo di completare i tratti non realizzati di un'opera pubblica per la quale esisteva già un progetto definitivo ed esecutivo risalente al 2004/2007. In termini semplici: non si chiedeva di inventare una nuova strada, ma di completare ciò che era stato già progettato. Eppure, appena un anno dopo, nel corso di un giudizio davanti al TAR, gli uffici tecnici comunali comunicarono che la previsione di quel tratto viario - compreso un tratto già visibile e già realizzato a servizio di insediamenti produttivi - era stata eliminata per una "scelta consapevole".

È questo il primo paradosso che anche il lettore più distratto può comprendere: nel 2011 il Consiglio comunale chiede di completare una strada pubblica; nel 2012 gli uffici dichiarano al giudice che la previsione di quella stessa strada, anche nelle parti già materialmente realizzate, era stata eliminata. Non si tratta di una questione astratta. Quel tratto era già riconoscibile sul territorio, con opere viarie e urbanizzazioni realizzate con risorse pubbliche, anche regionali e comunali, a servizio di permessi di costruire rilasciati negli anni precedenti. La domanda, allora, è inevitabile: come può una previsione risultare eliminata dopo che una parte dell'opera è stata già realizzata e dopo che il Consiglio comunale ne ha chiesto il completamento?

Il secondo passaggio conduce direttamente alle sentenze più recenti. Dopo gli indirizzi consiliari e dopo le pronunce del TAR, l'Amministrazione avrebbe potuto scegliere di completare il procedimento. Ha invece deciso di appellare il giudizio di ottemperanza. Nella relazione trasmessa all'Avvocatura, il settore competente scrive testualmente: "L'appello deve mirare a trasformare la 'colpa' dell'inerzia in un 'dovere' di correttezza procedimentale". È una frase che non richiede particolari interpretazioni: invece di superare l'inerzia attraverso gli atti necessari, si è tentato di attribuirle una diversa qualificazione processuale.

Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta cautelare e ha condannato il Comune alle spese. A quel punto la domanda non è più se l'Amministrazione debba agire, ma perché continui a rinviare e quante altre risorse pubbliche debbano essere impegnate prima di dare esecuzione a ciò che è già stato stabilito. Nel corso degli anni la vicenda ha generato decine di procedimenti giudiziari, molti dei quali conclusi con esiti favorevoli. Il dato numerico, però, non è il cuore della questione. Il punto vero è che, per ottenere chiarezza, accesso agli atti e rispetto delle decisioni, è stato necessario ricorrere ripetutamente ai giudici. Non ho mai chiesto favori, scorciatoie o trattamenti particolari. Ho chiesto coerenza tra progetto, indirizzi politici, atti amministrativi e sentenze. Ho chiesto che ogni scelta sia motivata, documentata e riconducibile a un interesse pubblico. Se questa è pazzia, allora è la pazzia di chi continua a credere che la buona amministrazione non debba essere un'eccezione, ma la regola».
  • Aldo Musti
Altri contenuti a tema
Via dei Muratori, Musti: «Dopo la sentenza ora serve il tempo della buona amministrazione» Via dei Muratori, Musti: «Dopo la sentenza ora serve il tempo della buona amministrazione» La nota dell'imprenditore
«Il costo del tempo nella pubblica amministrazione» «Il costo del tempo nella pubblica amministrazione» La nota di Aldo Musti
«Partecipazione e trasparenza: quando le parole chiedono di diventare fatti» «Partecipazione e trasparenza: quando le parole chiedono di diventare fatti» La nota dell'imprenditore Aldo Musti
«Il valore dell'ascolto: dal ripensamento sul cimitero alla proposta per la villa del Castello» «Il valore dell'ascolto: dal ripensamento sul cimitero alla proposta per la villa del Castello» La nota dell'imprenditore Aldo Musti
Via dei Muratori, Aldo Musti: «Quando il silenzio continua anche dopo Roma» Via dei Muratori, Aldo Musti: «Quando il silenzio continua anche dopo Roma» La nota dell'imprenditore
«Oltre il veliero: Barletta ha il coraggio di progettare il proprio futuro?» «Oltre il veliero: Barletta ha il coraggio di progettare il proprio futuro?» La nota dell'imprenditore Aldo Musti
«Villa del Castello, richiesta la riapertura del cancello lato mare nelle ore mattutine» «Villa del Castello, richiesta la riapertura del cancello lato mare nelle ore mattutine» La richiesta dell'imprenditore Aldo Musti
«Bene comune e dovere di verifica» «Bene comune e dovere di verifica» La nota dell'imprenditore Aldo Musti
© 2001-2026 BarlettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BarlettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.