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La città
Migranti e cura degli spazi comuni, Ambulatorio Popolare: «Non solo assistenza, ma partecipazione e responsabilità»
Al centro dell’incontro, le nuove modalità organizzative per la distribuzione di alimenti, indumenti e beni di prima necessità
Barletta - lunedì 7 settembre 2026
14.09 Comunicato Stampa
Si è svolta, davanti alla sede dell'Ambulatorio Popolare di Barletta ODV in Piazza Plebiscito 56, l'assemblea con le persone migranti che usufruiscono quotidianamente dei servizi dell'associazione. Numerosa la partecipazione. Al centro dell'incontro, le nuove modalità organizzative per la distribuzione di alimenti, indumenti e beni di prima necessità, ma soprattutto il tema della responsabilità condivisa nella cura degli spazi comuni, a partire dalla stessa Piazza Plebiscito.
Nel suo intervento, il presidente dell'Ambulatorio Popolare Cosimo D. Matteucci ha richiamato con chiarezza la necessità di tenere insieme diritti e responsabilità. «L'Ambulatorio continuerà a difendere la dignità di chi viene sfruttato nei campi, di chi vive in condizioni difficili e di chi troppo spesso viene raccontato soltanto come un problema. Ma la dignità cammina insieme alla responsabilità. Pulizia della piazza, rispetto degli spazi, collaborazione e capacità di intervenire quando qualcuno sbaglia non sono imposizioni dall'alto: sono condizioni necessarie per essere parte di una comunità».
Il confronto è stato seguito con grande attenzione dalle persone presenti, che hanno partecipato alla discussione e mostrato disponibilità ad assumersi direttamente l'impegno della cura degli spazi e del rispetto delle regole condivise.
«È questo il modello che vogliamo costruire – sottolinea l'Ambulatorio Popolare –. Non persone ridotte al ruolo passivo di destinatari di assistenza, ma uomini e donne chiamati a partecipare, discutere, assumersi responsabilità e difendere insieme a noi gli spazi che tutti utilizziamo».
Nel corso dell'assemblea è stato affrontato anche il clima crescente di ostilità nei confronti delle persone migranti.
«Viviamo un tempo nel quale una parte della destra prova a costruire consenso sulla paura dello straniero e sul disprezzo per chi è povero. Per questo abbiamo detto ai ragazzi con la massima franchezza: non regaliamo a nessuno pretesti per alimentare il razzismo. Un rifiuto lasciato a terra, una lite o un comportamento sbagliato non possono diventare l'alibi per criminalizzare un'intera comunità. A chi semina odio bisogna rispondere anche con più rispetto, più responsabilità e più cura dei luoghi che condividiamo».
Per l'Ambulatorio Popolare, l'assemblea rappresenta un passaggio importante verso un modello di mutualismo che non si limiti alla distribuzione di beni e servizi, ma costruisca partecipazione, relazioni e responsabilità reciproche.
«È una strada più difficile, ma è l'unica che ci interessa percorrere».
Nel suo intervento, il presidente dell'Ambulatorio Popolare Cosimo D. Matteucci ha richiamato con chiarezza la necessità di tenere insieme diritti e responsabilità. «L'Ambulatorio continuerà a difendere la dignità di chi viene sfruttato nei campi, di chi vive in condizioni difficili e di chi troppo spesso viene raccontato soltanto come un problema. Ma la dignità cammina insieme alla responsabilità. Pulizia della piazza, rispetto degli spazi, collaborazione e capacità di intervenire quando qualcuno sbaglia non sono imposizioni dall'alto: sono condizioni necessarie per essere parte di una comunità».
Il confronto è stato seguito con grande attenzione dalle persone presenti, che hanno partecipato alla discussione e mostrato disponibilità ad assumersi direttamente l'impegno della cura degli spazi e del rispetto delle regole condivise.
«È questo il modello che vogliamo costruire – sottolinea l'Ambulatorio Popolare –. Non persone ridotte al ruolo passivo di destinatari di assistenza, ma uomini e donne chiamati a partecipare, discutere, assumersi responsabilità e difendere insieme a noi gli spazi che tutti utilizziamo».
Nel corso dell'assemblea è stato affrontato anche il clima crescente di ostilità nei confronti delle persone migranti.
«Viviamo un tempo nel quale una parte della destra prova a costruire consenso sulla paura dello straniero e sul disprezzo per chi è povero. Per questo abbiamo detto ai ragazzi con la massima franchezza: non regaliamo a nessuno pretesti per alimentare il razzismo. Un rifiuto lasciato a terra, una lite o un comportamento sbagliato non possono diventare l'alibi per criminalizzare un'intera comunità. A chi semina odio bisogna rispondere anche con più rispetto, più responsabilità e più cura dei luoghi che condividiamo».
Per l'Ambulatorio Popolare, l'assemblea rappresenta un passaggio importante verso un modello di mutualismo che non si limiti alla distribuzione di beni e servizi, ma costruisca partecipazione, relazioni e responsabilità reciproche.
«È una strada più difficile, ma è l'unica che ci interessa percorrere».
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