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Ufficio scolastico provinciale, ci siamo

Al netto delle distinzioni sul metodo, l'istituzione appare molto vicina

Tutti concordi nel merito: la Bat non può più attendere e a quasi 18 anni di distanza dalla legge di istituzione dell'ente è il momento di istituire sul territorio un ufficio scolastico provinciale, quello che un tempo si chiamava provveditorato agli studi. Le lungaggini burocratiche hanno finora impedito l'apertura del presidio ma negli ultimi giorni sono state registrate prese di posizione che hanno riacceso il dibattito sul tema.

Tutto è cominciato con una nota diffusa dal senatore barlettano Dario Damiani. L'esponente di Forza Italia, il 21 dicembre, ha annunciato l'approvazione di un emendamento alla Legge bilancio dallo stesso presentato secondo il quale «la dotazione organica del ministero dell'istruzione è incrementata di un posto di livello dirigenziale non generale. È autorizzata la spesa di euro 133.855,26 a decorrere dall'anno 2022. Per garantire la dotazione strumentale all'Ufficio scolastico provinciale della Bat è autorizzata la spesa di euro 300000 per l'anno 2022». Il testo

Una ricostruzione completamente sconfessata dal consigliere regionale del Partito Democratico Debora Ciliento: «L'emendamento approvato in Commissione bilancio al Senato che stanzia nuove risorse a favore dell'ampliamento degli uffici scolastici provinciali non riporta alcun riferimento al nostro territorio» ha sottolineato seccamente l'esponente dem tranese,
«Restano le rassicurazioni ricevute dall'onorevole Boccia da parte del Ministero per l'istituzione dell'ufficio scolastico della Bat attraverso un apposito decreto ninisteriale, che consentirà al nostro territorio di raggiungere questo importante risultato da sempre rivendicato dal Pd» ha puntualizzato. E proprio l'ex ministro Francesco Boccia ha rincarato la dose: «Durante il Governo Conte 2 avevo sollecitato personalmente il ministero dell'istruzione ad accelerare le procedure ricevendo la totale disponibilità dell'allora ministra Azzolina e degli uffici. L'iter sarà completato, così come da programma, in questi mesi per rendere autonoma la Provincia Bat a partire dall'anno scolastico 2022-2023. Servirà pertanto un semplice provvedimento amministrativo del ministero per completare il percorso di istituzione. Non c'era e non c'è bisogno di alcuna norma» ha spiegato il deputato biscegliese.

Per la senatrice barlettana del Partito Democratico Assuntela Messina «L'approvazione della legge di bilancio 2022 precede il decreto istitutivo del ministero che ufficializzerà il raggiungimento di un obiettivo che il Partito Democratico ha sempre considerato prioritario. Dotare la Bat di un presidio indipendente così importante, perché riguarda le istituzioni scolastiche, significa anche contribuire a completare la presenza degli uffici statali in un territorio che ancora sconta qualche carenza».

Angela Dell'Olio, segretario generale della Flc Cgil Bat, ha dichiarato: «Ora potremo contare su una gestione territoriale delle nostre scuole e del personale scolastico tutto, considerato quanto difficoltosa sia stata in questi anni la gestione del conferimento di ruoli e incarichi, nonché dei trasferimenti, per docenti e personale Ata. Bisogna sicuramente attendere il relativo decreto di attuazione del Miur, e auspichiamo che possa avvenire nel più breve tempo possibile visto che questo territorio ha già atteso troppo».

Il succo del discorso, al netto delle distinzioni, è che le questioni relative agli oltre 50 mila studenti ed agli operatori scolastici in servizio nei 63 istituti dislocati sul territorio dei dieci Comuni saranno finalmente trattate a Barletta anziché a Bari o a Foggia.
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