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Tumulazione illegale al Camposanto di Barletta?

Extumulata anzitempo una salma da una nicchia perpetua. Al cimitero non si costruiscono nicchie e le “ coabitazioni” delle salme diventano necessarie.

E'durata a lungo, a partire dalle 14 di ieri, l'atmosfera concitata all'ingresso del monumentale cimitero di Barletta. A reclamare l'applicazione del regolamento in materia di tumulazione sono stati molti dei rappresentanti delle imprese di pompe funebri di Barletta, che come controparte avevano i custodi e responsabili comunali del sacro e non profanabile camposanto. Ma perché l'inusuale e rumorosa agitazione? «Si tratta di vedere osservato e ben interpretato il regolamento della tumulazione, ci racconta un imprenditore del settore, lasciando intendere che la concorrenza era sul punto di compiere dimostrabili inadempienze. «Siamo stati informati -ha proseguito l'imprenditore offrendoci la sua interpretazione dell'accaduto- che nella mattinata si stava provvedendo alla extumulazione di una salma già presente in una nicchia a concessione perpetua e quindi arguiamo di proprietà. Tale procedimento sarebbe stata ratificata dal dirigente al ramo del Comune».

Il nostro interlocutore chiarisce: « Tale procedimento avrebbe consentito la tumulazione di altra salma di un congiunto, nella stessa nicchia, deceduto in questi giorni e del quale proprio nel pomeriggio si sarebbero tenuti i funerali. In buona sostanza l'extumulazione eseguita non sarebbe conforme alla legge perché non trascorso il tempo per la mineralizzazione della salma e che la stessa risultava di fatto inamovibile da quella nicchia e nessun altra salma avrebbe potuto essere contenuta dalla nicchia».

Il racconto prosegue: « Abbiamo trovato, invece, la salma extumulata e riposta in una cassa di zinco anziché in una cassa di quelle previste per i resti mortali. Questa era lunga 1,80 cm ma più bassa delle misure omologate proprio per consentire l'alloggiamento di una'altra salma. E le domande che i rappresentanti delle imprese di pompe funebri si sono posti è questa:" In quella cassa ci sono dei resti mortali?". Se si, la legge prevede che possano essere riposti in una cassa di zinco più piccola che contenga la salma completamente mineralizzata come prevede la legge e quindi deve andare sotto terra e non in un loculo con altra salma. Quindi si tratta di una salma non ancora mineralizzata e per la quale occorrono da 25 a 30 di permanenza nella nicchia e quindi inamovibile. Sono i preposti a verificare l'avvenuta effettiva mineralizzazione e non le imprese di pompe funebri», afferma ancora eccitato dall'inadempienza, l'imprenditore.

Nella fattispecie gli chiediamo se quanto in procinto di accadere sia una agevolazione per un defunto degli organi competenti o è dovuto alla mancanza di loculi?

« Non posso pensare che sia stato fatto per favorire qualcuno, non posso affermarlo con certezza, so solo che sono arrivato sul posto con i miei colleghi e anziché trovare una cassa di zinco piccola confacente per una coabitazione nella nicchia perpetua una volta avvenuta la mineralizzazione della salma, ne abbiamo trovata altra di dimensioni più grandi ma più bassa per consentire impropriamente la duplice impropria tumulazione».

Ma qual è il vostro interesse nella fattispecie, cosa reclamate?


« Abbiamo interesse che le cose vengano svolte con regolarità, lavorando a stretto contatto con chi opera in questo settore e con chi deve valutare con scrupolo il processo di mineralizzazione. Vogliamo capire come si procede in questi casi. Se tutto è regolare e quanto deve essere osservato è stato osservato. Se un domani dovesse accadere analoga situazione ad un mio cliente che ha un parente tumulato in una nicchia ad uso perpetuo e mi chiede la stessa operazione, devo essere certo delle rassicurazioni che gli offro».

Questa situazione che ci rappresenta induce a pensare che ci siano analoghe inadempienze nel cimitero?

« Io su questo argomento non posso rispondere, so solo che oggi qui è visibile una cassa di zinco diversa da quella prevista dalla legge».
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