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Attualità

Riutilizzo degli imballaggi: l'Unione europea va verso il sì

Sempre più attuale il tema della sostenibilità ambientale

Il tema della sostenibilità è fondamentale da rispettare al giorno d'oggi, poiché gli effetti dell'impatto ambientale si stanno mostrando con sempre più prepotenza in tutta la loro negatività. Le società di tutto il mondo, in particolar modo l'Unione europea, stanno cercando di pianificare delle contromisure ideali alla situazione piuttosto grave nella quale si vive. Ci sono state già delle leggi promulgate e attualmente in vigore per tentare di marginare il suddetto problema, tuttavia l'obiettivo è instaurare dei modelli comportamentali per ispirare i cittadini a vivere nel rispetto dell'ambiente. Ciò tocca da vicino anche il sistema di logistica, poiché troppe volte vengono prodotti rifiuti mal smaltiti, e si sta dunque riflettendo sulla possibilità di riutilizzare gli imballaggi.

In ambito comunitario si sta cercando di limitare in maniera significativa l'utilizzo della plastica, dunque è ovvio che la politica del riuso – che però non sempre è applicabile a tutti i contesti (gli imballi per spedizioni in cartone, ad esempio, si prestano meglio al riciclo) – sia strettamente legata alla volontà di avvicinarsi all'obiettivo di un mondo 'Plastic Free'. Chiaramente, gli inviti alle popolazioni devono essere tramutati in normative col passare del tempo, così da assicurarsi il pieno rispetto della sostenibilità nell'ambito logistico. Per saperne di più su come si sta ponendo attualmente l'Unione europea sul riutilizzo degli imballaggi: ecco un approfondimento a riguardo.

L'attuale posizione dell'Unione europea sul riutilizzo degli imballaggi


In seguito alle discussioni avvenute all'interno del Parlamento europeo, con l'attenta Commissione Ambiente a presentare le proprie argomentazioni, il verdetto sul riutilizzo degli imballaggi sembra positivo. Attualmente si va verso il sì, invertendo la rotta precedentemente negativa, con ben 56 voti favorevoli, in contrasto con i 23 contrari ed i 5 astenuti. La normativa riguardo il riutilizzo degli imballaggi, dopo che la proposta avrà superato l'esame della plenaria del Parlamento europeo, verrà redatta dal Consiglio Ue, il quale vede protagonisti i vari governi nazionali e la Commissione Ambiente.

Ma in cosa consiste il testo approvato proprio dalla Commissione Ambiente? L'intenzione è di vietare la vendita di quei sacchetti di plastica inferiori a 15 micron, e i ristoranti dovranno far a meno delle stoviglie monouso. L'obiettivo dei deputati è fissare delle specifiche percentuali di riduzione dei rifiuti per gli imballaggi in plastica, raggiungendo il 20% entro il 2040. Ciò significa che la parte in plastica presente negli imballaggi deve presentare una percentuale minima di materiale riciclato, basandosi sulla tipologia di imballaggio e sul relativo obiettivo da conseguire entro il 2030 o il 2040. Infine, le varie nazioni europee dovranno garantire la raccolta differenziata del 90% dei materiali da imballaggio entro il 2029, anche se il vino resta l'unica bevanda alcolica esclusa dalle quote descritte.

La situazione in Italia circa il riutilizzo degli imballaggi

L'Italia, con tutte le probabilità del caso, si troverà parecchio in difficoltà in seguito alla normativa europea sul riutilizzo degli imballaggi. Questo perché il nostro territorio ha fondato la maggioranza delle sue politiche, sia ambientali che industriali, principalmente sul riciclo di due materiali degli imballaggi: il vetro e la plastica. Tuttavia, sono i Paesi che hanno scelto la via del riutilizzo a venire premiati dalla promulgazione della suddetta normativa, mentre altri si trovano nelle medesime condizioni dell'Italia.

Per ampliare il discorso, si possono riportare i dati forniti dal Consorzio nazionale imballaggi, secondo cui sono 7.200 le aziende italiane coinvolte e 110mila gli impiegati nell'ambito. Proprio per questa ragione, il governo italiano sta tentando in tutti i modi di convincere la Commissione Ambiente ad adottare una correzione, ma al momento non sembrano esserci i presupposti. L'unico dato a favore dell'economia italiana riguarda il vino, mentre per il resto il modello nostrano sembra essere stato condannato.

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