Assessore Cilli
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Politica

Presentazione libro Italo Bocchino, Cilli: «La cultura non è di parte»

La nota dell'assessore alla cultura

«Leggendo le dichiarazioni del consigliere comunale di opposizione Carmine Doronzo e del Circolo "Franco Dambra" di Sinistra Italiana, resto colpito da una singolare concezione della democrazia: sono democratici solo i libri che piacciono a loro, sono culturali solo gli eventi che condividono loro, sono degni di patrocinio soltanto gli autori e i relatori che superano il vaglio di una sorta di tribunale ideologico autoproclamato». Così l'assessore alla Cultura, Oronzo Cilli.

«In altre parole, la cultura va bene purché sia di sinistra e piaccia a loro e a quelli come loro. Ciò che più produce ilarità è che si invoca lo scandalo del patrocinio alla presentazione del libro di Italo Bocchino su Giorgia Meloni. La nebbia ideologica offusca la ragione e non consente di vedere che l'evento è promosso dalla Fondazione Giuseppe Tatarella, un'ente riconosciuto dallo Stato e dalla Regione Puglia. La stessa che ha presentato il libro a Bari lo scorso 13 marzo, con la presenza e l'intervento del sindaco Vito Leccese che, non solo compariva sul manifesto, ma ha persino concesso, udite udite, il patrocinio del Comune di Bari, affiancato a quello deli Regione Puglia e Università degli Studi di Bari. Anche loro in odore di fascismo? Anche loro piegati alla propaganda della destra? Quella eletta democraticamente che governa il Paese, moltissime Regioni e la stessa Barletta.

Il libro di Italo Bocchino può piacere o non piacere e si possono condividere o contestare le sue tesi. È esattamente ciò che avviene in una società libera. È una questione di gusti, purché lo si sia letto, anche se forse è chiedere troppo a chi sfoglia un libro solo se in copertina c'è una bandiera straniera o magari un leader sudamericano. Ciò che invece dovrebbe preoccupare è la pretesa di una minoranza politica di decidere quali libri possano essere presentati, quali idee possano essere discusse e quali cittadini possano ascoltare opinioni diverse dalle proprie.

Perché il punto vero non è il libro. Il punto vero è che a qualcuno dà fastidio che esistano idee diverse dalle sue. Fa sorridere sentire parlare di "propaganda" da chi, per decenni, ha considerato normali e meritevoli di sostegno pubblico iniziative, presentazioni, festival, dibattiti e manifestazioni apertamente orientate culturalmente e politicamente, purché collocate nel recinto ideologico della sinistra. In quei casi il pluralismo era una virtù. Oggi, improvvisamente, diventa uno scandalo.

Ancora più curioso è il tentativo di trasformare ogni discussione politica in una caricatura storica. Siamo nel 2026 e c'è ancora chi, non avendo argomenti ritenuti sufficienti o convincenti da opporre al consenso popolare, continua a evocare fantasmi del Novecento come strumento di propaganda quotidiana. È un riflesso condizionato che ormai convince sempre meno persone e che spiega, forse, molte delle sconfitte elettorali accumulate negli ultimi anni.

Sinistra Italiana arriva addirittura a sostenere che la città non dovrebbe essere "vetrina" per determinate idee. Ed ecco il punto più interessante: chi decide quali idee possono entrare nella vetrina della città e quali devono esserne escluse? Sinistra Italiana? Carmine Doronzo? Una commissione politica incaricata di stabilire quali libri siano culturalmente puri e quali invece debbano essere messi all'indice?

Barletta non ha bisogno di censori. Non ha bisogno di sacerdoti del pensiero unico che distribuiscono patenti di antifascismo, di democrazia o di legittimità culturale. Ha bisogno di una cultura libera, aperta, plurale, capace di confrontarsi con tutte le idee senza paura. Colpisce la pretesa, ormai ricorrente, di parlare a nome della città. Ogni volta che una parte politica perde il consenso, scopre improvvisamente di rappresentare il popolo vero, la maggioranza silenziosa e perfino la coscienza morale della comunità.

Esiste però un problema: nelle democrazie occidentali non sono i comunicati stampa a stabilire chi rappresenta i cittadini. Lo stabiliscono le elezioni. E le elezioni, piaccia o no, hanno indicato chiaramente chi i cittadini hanno scelto per governare e chi invece hanno collocato all'opposizione. Giorgia Meloni le elezioni le ha vinte con il voto degli italiani e da quattro anni governa l'Italia, e il suo consenso continua a crescere. Carmine Doronzo, Sinistra Italiana e quei pochi che continuano a tenere toni particolarmente accesi sui social devono farsene una ragione. Forse è questa la realtà che qualcuno continua a non accettare. La realtà che continua a logorare fegati e alimentare gastriti.

L'Amministrazione comunale non ritirerà alcun patrocinio per soddisfare le richieste di chi vorrebbe trasformare il Comune in uno strumento di selezione ideologica. La cultura non è proprietà privata della sinistra e la democrazia non è di parte. E se qualcuno vuole confrontarsi democraticamente e civilmente sul tema, lo aspettiamo a Palazzo San Domenico. Sarà il benvenuto».
  • Oronzo Cilli
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