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Panorama barlettano nell'autunno 2010, centrali a biomasse

Primo intervento dell'ing. Ettore Bergamaschi del Mida. Argomento scottante per tutta la cittadinanza, fra critiche e silenzi

Durante la prima settimana di settembre due questioni hanno tenuto banco nella cronaca della Provincia di Barletta, rompendo la monotonia degli scippi ad anziani, furti e rapine, spaccio di droga a livello industriale: il deciso impegno dell'Amministrazione Comunale contro la possibile realizzazione di impianti industriali energetici sul Territorio, in particolare due centrali a biomasse da 36 e 56 MW proposte da due Aziende private, nonché contro il potenziamento del proprio ciclo combustibile da parte della Cementeria di Barletta. Si apre così l'intervento del'ing. Ettore Bergamaschi del MIDA, di cui pubblichiamo integralmente la prima parte (i successivi approfondimenti saranno pubblicati a breve in uno speciale).


Centrali a biomasse
La cosa non mi stupisce più di tanto, dal momento che, storicamente, la posizione della Sinistra Italiana è sempre stata orientata contro l'iniziativa privata e gli insediamenti industriali che non provenissero dalle Coop. rosse, dalla galassia delle industrie di Stato affidate ai propri Boiardi, dalla compiacente Fiat che incassava gli utili ed addebitava a noi i propri errori, dalle aziende "di area" dalla De Benedetti acquistate, si fa per dire, per pochi soldi, "depurate" degli operai gettati sulla strada e rivendute con utili faraonici mentre per Ospedali, Autostrade o centrali Enel la cosa era ancor più semplice: si applicava il codice "Cencelli", vale a dire si taglieggiavano gli Appaltatori (pena l'incaglio degli stati d'avanzamento) con le tangenti ai Partiti del famigerato "arco costituzionale" secondo precise percentuali (compresi i comunisti, quelli con le "mani pulite").
Se qualcosa non girava nel verso giusto, si mandava tutto a pallino attraverso un Procuratore "di area", come per la centrale policombustibile da 2.650 MW di Gioia Tauro, dove le caldaie ormai pronte per la consegna sono state vendute "a peso" alla Grecia, opere già eseguite per 1.100 miliardi sono state demolite e addebitate all'Utenza mentre un migliaio di operai impiegati nel cantiere sono stati rispediti direttamente alla 'ndrangheta dalla sera alla mattina (19 luglio 1990). Queste ed altre modalità circa il funzionamento dei Partiti ed il reale ruolo dei Consiglieri d'Amministrazione quali meri collettori di tangenti, sono state confermate da un certo Bettino Craxi che sostanzialmente ha pagato, con l'ostracismo e la morte lontano dal Suo Paese, per aver svelato ad un attonito Parlamento il segreto dell'acqua calda.
Quello che invece mi ha francamente stupito è l'atteggiamento delle Autorità Comunali che, essendo per definizione Organi al servizio dei Cittadini e non di una Parte, dovevano affrontare il problema di possibili insediamenti produttivi con serenità e scevre da preconcetti "ideologici", soprattutto al cospetto di una disoccupazione ed una mancanza d'iniziative semplicemente drammatiche per una città come Barletta, oltre che per un elementare rispetto nei confronti delle Imprese proponenti che, soltanto per gli studi preliminari, hanno certamente speso qualche centinaio di migliaia di Euro.


La Stampa locale, nettamente squilibrata in quanto a spazio da riservare alle opposte tesi (tanto per usare un elegante eufemismo), in data 6 settembre 2010 riporta un intervento del Consigliere Regionale Franco Pastore, dal quale stralcio un periodo che mi ha particolarmente colpito e che riporto letteralmente: "Inizialmente le centrali a biomasse erano state concepite per risollevare un settore in crisi, quello agricolo ,usando lo scarto della filiera agricola stessa, quella locale. Poi ,invece, si scopre che si usano olii e scarti vegetali provenienti da altri continenti. Allora bisogna decidere cosa ne deve essere della nostra terra: se deve essere impalata (sic! N.d.R.) coltivata per usare i suoi prodotti in ciminiere o se deve continuare a produrre le uve ed i vigneti che danno i vini e gli olii più buoni del mondo, il grano più dorato, i frutti più profumati ed i fiori più colorati, dal Gargano al Salento".
Capisco che il Consigliere, appartenente al Partito "Sinistra, Ecologia e Libertà" si riporti al pensiero del Fondatore e Governatore Nichi Vendola per il quale la Puglia deve rispettare il ruolo assegnatoLe da Bossi e cioè quello di pittoresca, simpatica e ruspante produttrice di mozzarelle e di olio (da far commercializzare ad Altri), di vino (da far "tagliare" da Altri), di frutta (per fare arricchire Altri), deliziando semmai i turisti con la "pizzica" e le "tarantate" salentine, le lugubri processioni dei "Flagellati" alla festa dei "Perdoni", le rappresentazioni grottesche, quando non demenziali ed offensive dei Banfi o degli Abatantuono: ma a tutto c'è un limite!
La Puglia, che solo l'insipienza di un pugno d'incapaci ha graziosamente consegnato alla Sinistra, non è quella rappresentata dagli umilianti stereotipi della sceneggiata napoletana: la nostra Città è fatta di Gente con le palle, che ha dato dodici medaglie d'oro alla Patria, che ha creato dal nulla duecento industrie tessili e duecento industrie calzaturiere oltre al relativo indotto, che ha realizzato la più grande Cementeria del Mezzogiorno, che ha inventato la Fiera del Levante (poi scippata da Bari),
che ha creato decine di Aziende industriali Leader nel proprio settore, un Porto che movimenta merci per un tonnellaggio che lo pone tra i primi dieci d'Italia, un'Agricoltura che sopravvive malgrado i Politici che dovrebbero custodirla e difenderla, di Gente che parla le lingue e viaggia per il Mondo per rimediare ai guasti prodotti da una Classe Politica incompetente ed inerte di fronte ai guasti della c.d. "globalizzazione":
pensino piuttosto, i Poeti e gli improbabili ecologi nostrani, a convincere i propri "Compagni comunisti" cinesi a smetterla di schiavizzare un miliardo di lavoratori e contadini, privati di qualsiasi dignità e tutela e soggetti al più rozzo e brutale sfruttamento capitalista che si sia mai visto, perpetrando un'insostenibile concorrenza sleale nei confronti delle nostre aziende!
Ma torniamo alla delicatezza bucolica del nostro Consigliere Regionale.
Primo: le centrali a biomasse non sono state concepite per risollevare un bel niente. Si tratta semplicemente di utilizzare in modo economico ed appropriato gli scarti di lavorazione agricola, cogliendo un'opportunità secondo regole di elementare buon senso; invece di gettar via la produzione marginale, vediamo di utilizzarne il (modesto) carico energetico, come fanno tutti i Paesi ove questa opportunità si presenta, dall'Austria alla Svezia. Per risollevare l'Agricoltura ci vuole ben altro: una Politica di valorizzazione degli eccellenti prodotti locali, lo sviluppo ed il finanziamento delle infrastrutture logistiche, l'incentivazione della frigoconservazione, il risparmio energetico, la serricoltura, la florovivaistica, la sicurezza nei campi oggi alla mercè di torme di sciacalli: tutte misure che una Regione come la Puglia ben avrebbe potuto, come potrebbe, adottare se è vero come è vero che si permette di spendere decine di milioni in "notti bianche" appaltate ai soliti amici, parenti, amanti (tutti rigorosamente "di area"), che si permette di liquidare con quattrocentomila euro (tanto pudicamente da farlo in Agosto) un componente di primo piano della Giunta di Sinistra, noto per aver concesso appalti in cambio di prestazioni da "escort": pensate cosa passa per la testa di un Contadino che, dopo un anno di fatiche, deve vendere l'uva a 20 – 30 centesimi di euro al Kg e vede un tangentista che non ha mai lavorato "liquidato" con cifre che nessun lavoratore vedrà mai nel corso di un'intera vita!
Secondo: l'autarchia energetica applicata alle fonti, così disinvoltamente invocata dal Consigliere, costituisce un'assoluta amenità: mi pare del tutto ovvio che gli olii vegetali a basso costo non possano che provenire dalle enormi aree dell'Africa o del Brasile dove il clima ne consente lo sviluppo, come dire che dovremmo respingere le banane perché non crescono a Spinazzola!
D'altronde il petrolio proviene dal Medio Oriente e dal Venezuela, il gas dall'Uzbekistan e dall'Olanda, il carbone dalla Cina e dall'Australia: con cosa alimentiamo le nostre industrie e le nostre case: con le poesie, con le tarantate salentine, con le "diversità" esibite come referenza culturale?
Cosa fanno i politici più pagati del Mondo (in un Paese con gli insegnanti meno pagati del Mondo) per rispettare e remunerare i poveracci che, alzandosi alle quattro di mattina e sperando nel favore della Natura, producono "il vino e l'olio migliori, il grano più dorato, i fiori più colorati, i frutti più profumati"?: sostanzialmente nulla, umiliandoli anzi con il loro esibizionismo da riccastri "parvenus" e con l'auto blu alla porta!!
Secondo quale aberrante logica si collega il dovuto rispetto per l'Agricoltura e l'Ambiente con il negare, senza peraltro fornire alcuna giustificazione tecnica, la realizzazione di centrali funzionanti a biomasse? Come mai la più forte e qualificata agricoltura del Mondo, quella francese, produce i vini più apprezzati, i formaggi più sofisticati, le carni più tenere, letteralmente sotto le ciminiere di settanta centrali nucleari? (…..altro che biomasse!).
Cosa dicono l'ineffabile "Sinistra di lotta e di Governo", il Consigliere Pastore, il Governatore Vendola, il Collettivo Rosa Luxemburg, l'ARCI, Gad Lerner, l'Onorevole Di Pietro, la Marrazzo & Frisullo SpA, la Parietti, la Famiglia Tulliani & Co., Fanghiglia Cristiana, gli intellettuali di Sinistra reduci dalle fatiche di Capalbio e Panarea? Perché, magari in occasione delle loro visite culturali dans la ville lumière, non chiedono a Sarkozy (con l'intervento, ça va sans dire, della Prémière Dame de France Madame Carlà, già del Collettivo proletari per il Comunismo, se non ricordo male) di chiudere le centrali nucleari o di sospendere la produzione agricola "inquinata"? E se poi l'ometto (l'amour c'est l'amour!) ascolta Carlà e Vendola e chiude le centrali nucleari, chi ci vende l'energia elettrica?
Che il campionario di banalità, omissioni, cattiva informazione, violenza alle leggi della matematica, della fisica, dell'economia, messe in campo per osteggiare un'iniziativa industriale qualificata e qualificante per il Territorio, venga posta in essere da una Parte Politica, ci può anche stare: anche se mi sfuggono le vere ragioni di questo insensato ed autolesionistico ostracismo, ciascuno può battersi per quello in cui crede, soprattutto i Giovani dei vari "Coordinamenti" che, proprio perché giovani, sono sicuramente in buona fede ed operano alla luce del sole propugnando le proprie idee (mentre i loro "cattivi maestri" non si espongono e stanno, ben mimetizzati, nelle loro tane dorate dell'Università, della Burocrazia, del Sindacato: quando il solito imbecille o la solita invasata tirano un candelotto o peggio in faccia a qualcuno, c'è già pronta la difesa d'ufficio che s'inventarono per Cesare Battisti, l'efferato assassino dell'orefice di Milano il cui figlio vaga in carrozzella, definito bonariamente "un compagno che sbaglia").
Ma quello che mi ferisce, come cittadino, è invece l'atteggiamento pilatesco delle Istituzioni che, sotto l'egida di una sapiente azione mediatica (Il Foglio locale, come noto, brilla per imparzialità: basta vedere come idee, legittime quanto inconsistenti, vengono spacciate come verità acquisite e condivise; la delirante equazione centrale a biomasse = danni all'ambiente, all'agricoltura ed alla pesca ne è la riprova più evidente!) non presentano il problema nei corretti ed asettici termini tecnici ed economici atti a consentire un divisamento in cognizione di causa: sostanzialmente ingannano la Cittadinanza.


Tanto per riportarci alla cronaca, prima contestano che il Comune di Barletta non è stato invitato tempestivamente alla Conferenza dei Servizi disposta dalla Regione (scaricando "more solito" una diatriba, semmai tutta interna alla Regione ed al Comune di Barletta, sull'incolpevole Collettività) poi adottano decisioni emozionali e gravissime quali quelle apparse sulla Gazzetta del 10 settembre "Maffei: mai le biomasse a Barletta" ammettendo addirittura che una decisione riguardante decine di milioni di euro d'investimento nell'area di Barletta, con notevoli ricadute occupazionali, è stata adottata "non appena la delegazione del Coordinamento no alle biomasse ed agli inceneritori, è stata ricevuta dall'intera Giunta Comunale riunita per il Consiglio Comunale, quale tempestività e quale rispetto,complimenti!"
Personalmente non ho la minima idea di chi siano le Aziende Proponenti le due iniziative industriali ma osservo che, nello Stato di Diritto, dovrebbe esser consentito tutto ciò che non è espressamente vietato: per quelle che sono le scarne informazioni sul versante propositivo, risulta che i Proponenti abbiano semplicemente avviato l'iter procedurale presso la Regione, cui "ex lege" spetterebbe l'approvazione, per la valutazione dell'impatto ambientale. Come dire che un'Impresa, prima di metter mano all'esecuzione di un investimento, sottopone il Progetto all'Autorità competente per verificarne la fattibilità al cospetto delle Leggi, prime fra tutte, ovviamente, quelle volte alla tutela della salute dei Cittadini.
Mi pare un percorso ineccepibile: d'altronde chi sarebbe tanto irresponsabile da rischiare decine di milioni di euro in un impianto "contra legem" che mai potrebbe avviare? E come fa il Comune, che lamenta di non aver potuto partecipare alla seconda Conferenza di Servizi in quanto non tempestivamente avvisato dalla Regione (mentre alla prima Conferenza, pur tempestivamente invitato, non ha partecipato), a valutare negativamente l'impatto ambientale se non ha avuto contezza degli elaborati, presumibilmente complessi ed articolati? Quali Esperti si sono pronunciati su tale progetto e se si sono espressi l'hanno fatto "inaudita altera Parte"? Dove sono, se ci sono, gli Atti della Commissione? Come, quando, dove si è svolto il contraddittorio a livello tecnico ed amministrativo?

Ettore Bergamaschi
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