Stendardo di Barletta. <span>Foto Ida Vinella</span>
Stendardo di Barletta. Foto Ida Vinella
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Ricorso per Barletta capoluogo di provincia: «Il tempo è quasi scaduto»

La “Base del Comitato di Lotta Barletta Provincia” si rivolge all'amministrazione comunale

«Sindaco Cannito, rispetto al ricorso per ottenere la "provincia di Barletta con capoluogo Barletta" il tempo stringe!». Questo il titolo della lunga lettera che la Base del Comitato di Lotta Barletta Provincia, in persona di Domenico Vischi ed altri firmatari, con propria nota al Comune Prot. 61607 del 22-08-2022, ha inviato al primo cittadino e all'Avvocatura Comunale. Al centro delle osservazioni vi è l'imminente scadenza per avanzare l'Istanza di Prelievo per il Ricorso al Consiglio di Stato n. 4636/2017, inoltre i firmatari pongono al sindaco attenzione sulle conseguenze che comporterà la prossima creazione del nuovo ospedale ad Andria.

Di seguito il testo integrale della lettera inviata all'amministrazione.

«Spett.le Sindaco di Barletta, Dott. Cosimo Damiano Cannito, Spett.le Avvocatura Comunale,
questi cittadini della Base del Comitato di Lotta Barletta Provincia CHIEDONO di essere da Lei Sindaco ricevuti in udienza – insieme ad altri cittadini – per esporre le proprie tesi, e soprattutto per conoscere i Suoi intendimenti circa gli argomenti ad oggetto. E la odierna nostra Nota di SOLLECITO segue la precedente istanza Prot. n. 55627/gab. introitata dal Comune di Barletta il 21-07-2022, rivoltaLe per il medesimo motivo riferito ad oggetto. Col presente SOLLECITO intendiamo altresì investire del problema – con riferimento alla questione Ricorso al CdS n. 4636/2017 – anche l'Avvocatura Comunale, in quanto "il tempo stringe anche per loro"... ed anche immaginando di propiziare così quell'auspicabile dialogo fra Autorità politico-istituzionale ed Uffici Comunali tecnico-burocratici.

In verità, Sindaco Cannito, analoga nostra istanza Le era già stata rivolta con Nota introitata il 29-07-2021 dal Comune di Barletta – segreteria del Sindaco – con Protocollo n. 54183/gab. Istanza che a sua volta era stata preceduta di un anno dalla analoga nostra Nota introitata il 03-09-2020 dal Comune di Barletta – segreteria del Sindaco – con Protocollo n. 59731/gab.
Istanza poi inoltrata anche al Commissario Straordinario, Francesco Alecci, il 02-11-2021 Prot. n. 77636 del Comune di Barletta.

Sindaco Cannito, nuove insidie alle prerogative di Barletta spuntano all'orizzonte. Vogliamo parlargliene!
Il nuovo Ospedale di Andria – dichiarato come "ospedale del territorio della Prov. di BT, di cerniera fra Bari e Foggia, di Secondo Livello, da 400 posti letto, un Policlinico, un centro universitario..." – qualora vedesse la luce, renderebbe il "Mons. Dimiccoli" di Barletta un poliambulatorio o poco più (in ragione del sistema "hub and spoke").
La concessione ad Andria della Questura della Provincia di BT pone Barletta in una posizione imbarazzante. Il pallino dei politici andriesi è da sempre insidiare, a lungo andare, la Prefettura-UTG di Barletta. Da martedì 27-07-2021 hanno un pretesto in più...

Nulla di tutto ciò sarebbe accaduto se il Ricorso n. 4636/2017 al Consiglio di Stato non fosse stato per lunghi anni a languire senza esito, ma fosse – come dovuto – già stato posto in via incidentale alle cure della Corte Costituzionale. Cancellando Andria e Trani dal "Capoluogo di Provincia" (per come – esso Capoluogo – illegittimamente descritto nella Legge 148/2004), tutti gli esiti favorevoli a Barletta si realizzerebbero a cascata, e senza necessità di altra azione.
Forse il Governo nazionale manterrebbe "in Andria" la Questura se quel Comune smettesse di essere Capoluogo? No ovviamente! In quel fabbricato lascerebbe i poliziotti, ma l'insegna "Questura" sulla facciata sarebbe rimossa, e sostituita con "Commissariato di PS".
Idem per il nuovo Ospedale "in Andria". A che titolo potrebbe giustificarsi quello spreco di denaro pubblico per un Comune "non più Capoluogo"?
Inviare il "Ricorso n. 4636/2017 al Consiglio di Stato" alla Corte Costituzionale, ed ivi vincere, significa risolvere in un colpo solo TUTTI i problemi politico-istituzionali di Barletta. Perchè dunque si è restati per anni a tergiversare??
Nell'augurarLe buon lavoro per la Consiliatura appena iniziata, ci attendiamo da Lei Sindaco che metta mano con celerità all'annosa questione del "Ricorso n. 4636/2017", la quale, entro meno di 180 giorni andrà in ogni caso a soluzione (PERENZIONE del Ricorso) contro gli interessi di Barletta, se Lei non la prenderà di petto.

1. Questione SANITÀ.
La questione "sanità" è stata da noi ri-proposta con Nota già rivolta a Lei Sindaco Cannito, introitata il 18-08-2020 dal Comune di Barletta – segreteria del Sindaco – con Protocollo n. 56824/gab; sempre richiamata nelle note susseguenti, compresa l'odierna.
Nota altresì spedita lo stesso 18-08-2020 con Raccomandate A/R alle seguenti Istituzioni:
a) al MINISTRO DELLA SALUTE, On. Roberto Speranza, ed ai Dirigenti del Ministero;
b) ai Dirigenti della REGIONE PUGLIA – Dipartimento promozione della Salute.

Sinteticamente. L'Ospedale "Mons. Dimiccoli" di Barletta fu edificato pro tempore con uno solo dei padiglioni previsti – a fronte dei tre originariamente previsti da progetto – per contenere il dispendio di denaro pubblico. I barlettani accettarono di buon grado una decisione improntata sulla "parsimonia". Qualora i tre padiglioni fossero stati all'epoca realizzati, oggi non ci sarebbe più alcuno spazio di manovra per Andria per esigere il "suo" Ospedale (di II Livello... ecc...).
Il sacrificio di Barletta di allora nel ridurre le proprie aspettative, dà oggi la stura alle pretese faraoniche andriesi. I politici di Andria non hanno altro scopo se non soffiare a Barletta i suoi DIRITTI.
Le risorse economiche che Andria pretende dalla Regione Puglia per edificare il "suo" Ospedale, sono da "senza vergogna".
Ergo, se si è deciso di dotare la Provincia di Barletta di un Ospedale di II Livello, questo deve essere ubicato a Barletta. E per conseguirlo sarà sufficiente edificare i due padiglioni ancora mancanti al "Mons. Dimiccoli". La superficie nelle adiacenze c'è ed e congrua; è solo una questione di volontà politica. Con ciò si avrebbe altresì un notevole risparmio di denaro pubblico.

Le chiederemo in udienza se Lei Sindaco Cannito "condivide" le iniziative della Base del Comitato di cui alla Nota Prot. 56824/gab, e se condividendole intende conseguentemente farsene promotore in tutte le sedi istituzionali.

2. Questione "Provincia di Barletta":
Ricorso n. 4636/2017 pendente dinanzi alla V sez. del Consiglio di Stato, inoltrato dal Comune di Barletta.

Trattasi del giudizio di secondo grado pendente dinanzi al Consiglio di Stato, teso ad ottenere "definitivamente" la SEDE LEGALE provinciale al CAPOLUOGO UNICO Barletta. Sede Legale assegnata provvisoriamente – ed in sfregio della Costituzione – dallo Statuto provinciale al Comune di Andria, per macchinazioni poliche.
Basterebbe citare l'Art. 133 della Costituzione, ed il Parere del Consiglio di Stato n. 716/1992 reso dalla I sez. per "demolire quella scelta politicamente scellerata e giuridicamente illegittima". Tutte le Delibere Comunali e Regionali, propedeutiche all'Istituzione della Provincia di Barletta investono Barletta e solo Barletta del titolo di CAPOLUOGO della Provincia: nulla di ciò possono vantare Andria e Trani. Nè possono contendere a Barletta la sua Prefettura-UTG, ed il ruolo di "capofila" della Provincia di Barletta! E di certo nulla possono esibire Andria e Trani per quanto attiene alla c.d. "democrazia diretta". Due dei cittadini che si premurano di inoltrarLe la presente Istanza – Domenico Vischi e Savino Dibenedetto – sono anche co-protagonisti e co-promotori, insieme ad altri barlettani, di una iniziativa popolare, annunciata pro tempore in Gazzetta Ufficiale, che ha portato alla raccolta di 30.000 (trentamila) firme di cittadini italiani, su una proposta di Legge – poi depositata alla Camera dei Deputati nella XVII Legislatura come Petizione Popolare n. 361, ai sensi dell'Articolo 50 della Costituzione – per ottenere la "Sede Legale Provinciale al CAPOLUOGO BARLETTA".

Dal 23-06-2017 pende dinanzi al Consiglio di Stato, V Sez., il suddetto RICORSO (Appello avverso Sentenza del TAR-Ba), NRG 201704636, inoltrato dal Comune di Barletta. Ricorso finalizzato a far dichiarare l'illegittimità dello Statuto Provinciale e della scelta della Sede Legale della Provincia di BT, nonché la dichiarazione di incostituzionalità di parti della Legge 148/2004.
Detto Ricorso n. 4636/2017 al Consiglio di Stato è stato per lunghi anni a languire senza esito, invece di essere – come avrebbe dovuto – già stato posto in via incidentale alle cure della Corte Costituzionale. Cancellando Andria e Trani dal "Capoluogo di Provincia" (per come – esso Capoluogo – illegittimamente descritto nella Legge 148/2004), tutti gli esiti favorevoli a Barletta si realizzerebbero a cascata, e senza necessità di altra azione.
Si otterrebbe – e definitivamente – la Provincia per cui si sono battuti i nostri Padri:
la PROVINCIA DI BARLETTA, con Capoluogo Unico BARLETTA, tutti gli Uffici a BARLETTA, e nessun Ufficio fuori di BARLETTA.
La NEGLIGENZA degli Amministratori barlettani che si sono susseguiti in merito al ridetto Ricorso n. 4636/2017 al CdS – ed alla questione PROVINCIA DI BARLETTA (BT) in genere – è costata cara alla nostra Città. Spiace doverlo rimarcare.
I CINQUE ANNI dal deposito al CdS del Ricorso decorrono dal 23-06-2017, perciò entro lo scorso GIUGNO 2022 si è compiuto il quinquennio.
Compiuti i CINQUE ANNI, vi sono di lì in avanti ancora altri 180 GIORNI per depositare al CdS la necessaria ISTANZA DI PRELIEVO. Spirati inutilmente quei 180 giorni, il Ricorso n. 4636/2017 al CdS andrà in PERENZIONE, cioè si estinguerà A DANNO DI BARLETTA.
È persino superfluo ribadirle quanto noi della Base del Comitato di Lotta Barletta Provincia ci aspettiamo da Lei Sindaco Cannito, ossia che dia disposizione affinchè entro e non oltre i detti 180 giorni sia fatta la necessaria ISTANZA DI PRELIEVO.
Sindaco: consulti l'Avvocatura Comunale! Dirigenti dell'Avvocatura Comunale: allertate il Sindaco!

Con tutte queste ragioni giuridiche, fattuali, storiche documentabili per tabulas, come non fare la dovuta ISTANZA DI PRELIEVO??
Si rimarca: il citato Ricorso n. 4636/2017 pende da ormai cinque anni dinanzi al Consiglio di Stato, senza che vi sia all'orizzonte un approdo in vista. Alcune note tecniche.
Il CdS nell'esaminare quel Ricorso "non dovrà portarlo a Sentenza"; una Sentenza del Giudice amministrativo, pur favorevole a Barletta, non otterrebbe alcun apprezzabile e definitivo risultato, poiché uno Statuto illegittimo può essere sostituito da un nuovo statuto, altrettanto illegittimo. Il problema dei problemi insiste nella stessa Legge n. 148/2004 istitutiva della "Provincia di Barletta-Andria-Trani". La Legge 148/2004 infatti è affetta da incostituzionalità, in quelle disposizioni che propongono "il capoluogo uno e trino", e "la Sede Legale da stabilirsi nello Statuto". È una legge sbagliata, che va "ripulita"!
Cosa deve fare il CdS perchè Barletta ottenga il risultato che desidera, e non un palliativo? Deve emettere una "Ordinanza di Rimessione alla Corte Costituzionale". I Giudici della Consulta sono gli unici abilitati a dichiarare l'incostituzionalità di una Legge (o parte di essa) – quindi, nel nostro caso, a rimuovere quei due vulnus di cui la Legge 148/2004 è portatrice.

Le chiederemo in udienza, Sindaco Cannito, di conoscere i suoi intendimenti circa la ridetta Istanza di Prelievo, e di conoscere eventuali altri dettagli a noi non noti sulla procedura relativa al Ricorso n. 4636/2017 pendente al CdS.

La presente nota verrà divulgata a mezzo stampa.
Restiamo in attesa di venir convocati.

Firmato:
Domenico Vischi; Savino Dibenedetto; William Antonucci; Giovanni Dileo; Cosimo Damiano Cervello; Pasquale Nasca».

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