Dario Damiani
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Politica

Modifiche allo statuto Bar.S.A., Damiani: «Scelte di basso profilo»

«Il sindaco è stato ostaggio della sua maggioranza»

«Si sarebbe potuto incidere con maggior vigore approvando le modifiche allo Statuto dell'azienda Bar.S.A., e dispiace che non sia stata colta questa opportunità, una occasione persa per la città e per la politica cittadina - scrive Dario Damiani, consigliere di opposizione, a commento delle recenti decisioni prese in consiglio comunale - Se per un verso, infatti, non possiamo che esprimere soddisfazione per la volontà espressa dal sindaco Cascella con un atto di indirizzo di ridurre i componenti del CdA da tre a un amministratore unico, da sempre auspicato dal centrodestra e proposto in sede di deliberazione consiliare, dall'altra prevale la delusione perché questa Amministrazione ancora una volta non ha saputo e voluto dare forma a scelte lungimiranti che guardano al futuro di questa città, come sempre prevalgono scelte di basso profilo che pensano solo alla cura del proprio orticello politico. Mi riferisco alla mancata separazione tra il servizio di igiene urbana e tutti gli altri del global service (manutenzioni, illuminazione, verde pubblico, sorveglianza, pulizia, gestione immobili comunali etc), liberalizzando finalmente questi ultimi in favore delle imprese del nostro territorio. Alla luce delle recenti normative nazionali ed europee, già oggetto di pronunce di merito dei TAR e del Consiglio di Stato, l'affidamento di attività di global service non potrà più avvenire a favore delle società in house, ma dovrà essere appaltato attraverso regolare procedura ad evidenza pubblica. Basta menzionare una recente sentenza del Consiglio di Stato (n.2291 del 7 maggio 2015) che ha stabilito proprio questo principio, riformando la decisione del TAR Puglia, sez. Lecce, nell'ambito di un procedimento riguardante l'affidamento diretto in house dei servizi di pulizia.

Per questo motivo, essendo in scadenza fra pochi mesi questi servizi, la nostra proposta era più radicale: affidare alla Bar.S.A. come unica mission societaria l'igiene urbana, dalla A alla Z, dalla raccolta porta a porta del rifiuto alla chiusura del ciclo stesso dei rifiuti, collocando in tale ambito tutti i 280 dipendenti, a salvaguardia dei livelli occupazionali; investire sull'impiantistica, facendone un'azienda modello nella sua specificità, in modo da renderla un riferimento sull'intero territorio. Invece, non avendo statuito in tal senso, il Comune di Barletta potrebbe trovarsi esposto a breve al rischio di sentenze che impongano tale direzione non potendo così affidarsi in house questi servizi, con conseguenti ripercussioni negative sui posti di lavoro del global service. Purtroppo, per sua stessa ammissione, il sindaco Cascella ha dovuto dichiarare in sede di consiglio comunale di aver arretrato rispetto al suo progetto originario per la Bar.S.A. annunciato in campagna elettorale che andava appunto in questa direzione. Un vero peccato non aver osato, preferendo rimanere ostaggio della sua maggioranza e continuare a vivere alla giornata in attesa degli eventi».
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