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Messico e Barletta unite nella lotta contro l’incenerimento dei rifiuti

Le battaglie dei movimenti raccontate in un appuntamento promosso dal Forum Salute & Ambiente

Elezioni Regionali 2020
«La recente sentenza di assoluzione di 8 dei 17 indagati per disastro ambientale attribuito alla Buzzi Unicem - scrivono in un comunicato Sabrina Salerno e Alessandro Zagaria del Forum Salute & Ambiente Barletta - non risolve la grave presenza di un cementifico che brucia rifiuti nel cuore nella nostra città. La notizia rasserena tutti coloro che in questi anni dall'incenerimento dei rifiuti hanno creato un business eticamente deplorevole e la classe politica del territorio non solo complice di tale insostenibile modello economico ma anche sorda alle istanze portate avanti dai movimenti a favore di un cambiamento radicale nel trattamento dei rifiuti. Per noi, difatti, costituirsi parte civile in un processo equivale ad un semplice quanto ingenuo lavaggio di coscienza che non risolve le criticità derivate dal bruciare rifiuti.

Il paradosso è che in una città che ha approvato nel 2016 la delibera di iniziativa popolare Rifiuti Zero (che bandisce l'incenerimento dei rifiuti), mai attuata ma solo sbandierata in campagna elettorale da vari esponenti politici locali, il tessuto economico alza la posta in gioco a proprio favore. Come Forum Salute e Ambiente, nelle scorse settimane, abbiamo denunciato e portato alla luce la nuova autorizzazione rilasciata dalla Provincia Provincia Bat alla Dalena Ecologia per aumentare la capacità di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi al fine di produrre Css (l'ex combustibile da rifiuti). Una nuova autorizzazione rilasciata addirittura senza uno straccio di assoggettamento alla procedura di VIA (valutazione d'impatto ambientale) giustificato con il fatto che si escludono impatti significativi che possano alterare l'attuale situazione. Questo ennesimo scempio, perpetrato ai danni di una città gravata da un disastro ambientale senza precedenti, è passato completamente in sordina con le istituzioni che si sono ben guardate dal dare delle spiegazioni e dal coinvolgere la cittadinanza che, come garantito da norme nazionali e internazionali, dovrebbe essere messa nelle condizioni di partecipare quando le decisioni hanno impatto sulla propria salute e sull'ambiente in cui vive.

Non lo ha fatto una Provincia che ormai è un carrozzone politico dove i cittadini non possono esercitare nessuna forma di controllo e dove i satrapi della politica fanno il bello e il cattivo tempo. Non lo ha fatto il Sindaco di Barletta Cannito nonostante nella scorsa consiliatura abbia appoggiato le due delibere di iniziativa popolare proposte dal Forum su Rifiuti Zero e sul Monitoraggio delle Aziende Insalubri che, se attuate, potrebbero invertire la rotta. Quello che ha fatto invece è adoperarsi per la riapertura della Timac Agro nonostante la mancata bonifica da parte di quest'ultima, decretando ancora una volta i cittadini vittime da sacrificare sull'altare del profitto.

Abbiamo sempre saputo che la nostra battaglia sarebbe stata lunga, che la vittoria a favore dell'intera comunità non può prescindere dalla costruzione di un conflitto sociale fra gli interessi di pochi ed i diritti di molti. Con il tempo abbiamo compreso la necessità di cooperare con gli altri movimenti per tessere una grande e resistente tela di lotte e partecipazione. Ed è ormai da tempo che lo facciamo in tutto il mondo, confrontandoci con le realtà che hanno intrapreso un percorso di reale cambiamento del modello di sviluppo dove i rifiuti rappresentano una grande opportunità per tutta la collettività.

Continuiamo questo percorso ospitando con grande piacere a Barletta (martedì 9 ottobre ore 20.00 presso il Punto Einaudi) Brisa Violeta Carrasco Gallegos, sociologa, professoressa presso la Facoltà di Geografia dell'Università Autonoma dello Stato del Messico, studiosa dei movimenti sociali in Messico e Spagna, e Jorge Tadeo Vargas Juvera, biologo, coordinatore PF Laboratorio di Ricerca e Sviluppo Comunitario LIDECS México, esperto sugli impatti dell'incenerimento dei rifiuti e sulla Strategia Rifiuti Zero. Jorge e Brisa si battono nella loro terra contro tre grandi impianti di proprietà della Holcim, della Cemex e della Fortaleza che nelle città messicane di Apaxco, Atotolinco e Tula inceneriscono rifiuti. Appartengono ai movimenti che nel novembre dello scorso anno hanno ospitato il III° Incontro Internazionale contro l'incenerimento dei Rifiuti. Ricordiamo che il primo si tenne a Barletta nel novembre nel 2014 ed il secondo a Montcada i Reixac (Barcelona) nello stesso mese dell'anno successivo.

I compagni messicani arrivano a Barletta dopo aver visitato i movimenti contro l'incenerimento dei rifiuti nei cementifici di Valencia in Spagna, Volos in Grecia, della Slovenia e di Fanna, Pederobba, Lugagnano e Monselice in Italia. Il loro viaggio in Europa si concluderà a Ponferrada in Castiglia e León, dove parteciperanno alla riunione nazionale delle movimenti spagnoli. Ospitare Brisa e Jorge ci darà la possibilità di essere aggiornati sulla situazione europea e centro americana, rinsalderà un legame tra movimenti lontani geograficamente ma uniti dallo stesso concetto di giustizia sociale e ambientale. È dal rapporto fra disuguaglianze sociali e degrado ambientale che nascono le nostre iniziative ed i nostri progetti, finalizzati a creare un mondo migliore, eticamente giusto, basato sul rispetto della madre terra e dei popoli che la abitano in sintonia con essa.

Ospitare Brisa e Jorge significa anche tenere accesi i riflettori sull'America Latina. Secondo il rapporto congiunto del quotidiano britannico "The Guardian" e dell'Ong indipendente Global Witness inerente agli omicidi di attivisti difensori dell'ambiente in tutto il mondo durante il 2017, l'America Latina detiene il primato con il Brasile al primo posto, la Colombia al secondo ed il Messico che in un anno passa dal quattordicesimo posto al quarto con 15 morti. In questo caso sono chiaramente responsabili le numerose leggi emanate negli ultimi 3 anni dal presidente, Enrique Peña Nieto, finalizzate a liberalizzare lo sfruttamento delle risorse minerarie, agricole ed energetiche del paese da parte del capitale straniero. Anche in questo paese il crescente saccheggio di territori rurali ha determinato conflitti e resistenza da parte della popolazione locale, con conseguente crescita di violenza e omicidi».
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