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Malati soli in ospedale: visite dei parenti? Meglio la prudenza

L'Asl Bt sta valutando la possibilità di consentire ai padri di assistere al parto naturale delle proprie compagne

La solitudine dei malati nei loro letti ospedalieri, soprattutto se anziani o non autosufficienti, mette a dura prova. I consulti telefonici con i medici rende impotenti e aumenta la distanza con gli affetti abituati ad essere assistiti nelle mura domestiche dai propri familiari.

L'Italia che tenta di venir fuori dal picco dell'emergenza sanitaria è un'Italia in cui si torna a ballare in discoteca, ma in cui non si può far visita ai parenti ricoverati nelle strutture ospedaliere. È l'Italia della movida e degli aperitivi. È l'Italia dei paradossi, quella che ci accompagnerà in una fase che non è dato sapere quanto durerà, ma è anche l'Italia della prudenza.

Ci vorrà ancora un po' prima che anche gli ospedali tornino ad aprire le loro porte e i loro corridoi agli affetti dei pazienti ricoverati. "È un diritto dell'essere umano – scriveva ieri una nostra lettrice – che in ospedale chi è ricoverato possa avere il conforto e il supporto di almeno una persona cara".

Riattivati gradualmente alcuni servizi sanitari che erano stati sospesi nella fase più acuta dell'emergenza, le linee guida regionali non consentono ancora alle aziende ospedaliere di riaprire gli ingressi alle visite esterne. Non sono i singoli nosocomi, infatti, ad avere discrezionalità in tema di riapertura, ma è necessario che si attengano alle indicazioni regionali. Il tema, comunicano dall'Asl Bt, sarà affrontato (e lo è già) avviando un dialogo con la Regione Puglia affinché ci sia omogeneità di condotte anche in queste riaperture.

Intanto, in questi giorni, è oggetto di discussione da parte dell'Asl Bt la valutazione di possibili misure da adottare per consentire ai padri di assistere al parto naturale (non al parto cesareo) delle proprie compagne. Un piccolo, ma significativo passo verso un ritorno alla normalità che passerebbe dalla partecipazione alla nascita di una vita. È la pandemia che ha cambiato il mondo, ripristinando l'ordine naturale di priorità delle cose e ponendo in cima proprio la tutela della salute e della vita umana.

Sebbene i dati siano confortanti, il virus continua a circolare nella popolazione e il rischio di una seconda ondata potrebbe avere conseguenze non calcolabili. È per questo motivo che bisogna accogliere l'invito degli esperti a mantenere la prudenza massima, soprattutto – evidenziano dall'Asl Bt – in contesti delicati come quelli ospedalieri. Luoghi esposti al pericolo anche prima dell'arrivo del Covid-19 e che, con tutta probabilità, l'epidemia contribuirà a cambiare definitivamente.

Bisogna evitare di concedere occasione di ripetersi a quanto accaduto nei mesi trascorsi. Nonostante questa consapevolezza, il paradosso al quale abbiamo fatto riferimento in apertura continua a fare rabbia a quanti, nonostante fuori la vita abbia ripreso a scorrere come se nulla fosse, si vedono negata la possibilità di stare accanto ai propri cari in momenti di difficoltà e sofferenza, dovendosi accontentare dello schermo di uno smartphone o di un tablet.

L'unica strada praticabile, tuttavia, continua ad essere quella della massima prudenza. Quello che si vede in giro, invece, è «uno schiaffo e una mancanza di rispetto per chi non c'è più» ha detto questa mattina il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.
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