Comune di Barletta
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Politica

La politica a Barletta è altra cosa: Forza Italia (non) entra in maggioranza

A Barletta di civico è rimasto solo il numero di Palazzo di città

Confusione appare, ma confusione non è. La politica a Barletta è tutto e il contrario di tutto e il recentissimo approdo della lista civica Scelta Popolare nelle fila del partito politico Forza Italia non può che confermarlo, tinteggiando con i colori del centro destra un'amministrazione comunale, con a capo un socialista, che ha fatto del civismo la sua arma vincente nelle elezioni amministrative 2018.

Mettiamo un po' di ordine, ne è proprio il caso. Che la maggioranza del buon governo a guida Cannito non fosse un esempio di menti provenienti dalla società civile, bensì da partiti politici è risaputo. La stessa lista Forza Barletta, di cui fanno parte i consiglieri comunali Giuseppe Losappio e Stella Mele, è stata un'operazione battezzata dal senatore di Forza Italia Dario Damiani.

Proprio per questo non si spiegano le dichiarazioni rese nella conferenza stampa di venerdì scorso, quella con cui Forza Italia dava il benvenuto a Scelta Popolare. Nell'occasione, infatti, è stato chiarito come, dopo questo passaggio politico, nulla sarebbe cambiato in Consiglio comunale. Non ce ne sarebbe neanche il bisogno, sembra di capire, dal momento che esiste già un intergruppo all'interno del Consiglio comunale. Eppure, l'incontro era stato chiaramente annunciato come un allargamento del gruppo politico consiliare di Forza Barletta con l'ingresso dei consiglieri di Scelta Popolare, Pier Paolo Grimaldi e Michele Maffione. Si saranno sbagliati.

La politica a Barletta è altra cosa

A passare in Forza Italia, inoltre, anche il vicesindaco Marcello Lanotte che, a questo punto, ben potrebbe essere espressione della rivendicata rappresentanza in Giunta di Forza Barletta, la lista che ha lamentato una mancata presenza nell'esecutivo cittadino. Il ragionamento non farebbe una piega. Ma se, come dichiarano i diretti interessati, le cose non stessero così, bisognerebbe attendersi una nuova rivendicazione da parte di Forza Barletta. Paradossalmente, allora, la lista potrebbe ritrovarsi con due assessori. Da un lato quello futuro, potenzialmente concesso dal sindaco; dall'altro Marcello Lanotte di Forza Italia che però non sarebbe espressione della lista Forza Barletta, perché continuerebbe a far riferimento alla lista Scelta Popolare, nonostante quest'ultima sia confluita in Forza Italia, il partito del senatore Damiani, padre della lista Forza Barletta.

La risposta, purtroppo, è solo una ed è stata chiaramente fornita. L'accordo di Scelta Popolare e di Marcello Lanotte con Forza Italia è mirato esclusivamente alla corsa per le elezioni regionali del 2020, per cui Lanotte potrebbe essere candidato. Una risposta che non fa che avvalorare la tesi per cui la politica a Barletta è altra cosa. Insomma, a farla breve, si è civici in Consiglio comunale e di Forza Italia in campagna elettorale.

Due partiti in una sola lista

Ma tutto ciò non basta. Ad aggiungere confusione alla confusione è un ulteriore dato. Nella lista del senatore Damiani milita anche la consigliera di Fratelli d'Italia Stella Mele. Due partiti in un'unica lista, quindi. Forza Italia e Fratelli d'Italia, per quanto entrambi di una coalizione che a livello nazionale esiste nella sconfitta e perde il pezzo della Lega nella vittoria, coesistono in Forza Barletta.

Anche il partito di Giorgia Meloni, però, scenderà in campo per le elezioni regionali. E qui il corto circuito: è chiaro, infatti, che Stella Mele di Forza Barletta non sosterrà la candidatura di Marcello Lanotte di Forza Italia. Fratelli d'Italia correrà nel 2020 insieme con Direzione Italia, il movimento politico di Raffaele Fitto che a livello locale trova rappresentanza nel consigliere regionale Francesco Ventola e nei consiglieri comunali Riccardo Memeo e Luigi Antonucci, eletti nella terza lista civica di questa intricata telenovela, Noi con Barletta. La mossa più coerente, alla luce di un quadro simile, sarebbe stato il naturale passaggio di Stella Mele in Noi con Barletta. Un passo programmato, sul quale però sembra sia stata fatta retromarcia.

In conclusione, a Barletta di civico è rimasto solo il numero di Palazzo di città. D'altro canto, l'occasione di salvaguardare l'ultimo strato di colla civica che legava la maggioranza è andata persa dopo l'epocale tradimento subito dal sindaco Cosimo Cannito alle ultime elezioni provinciali, in cui parte della sua stessa maggioranza ha votato altrove. La risposta è sempre la stessa: la politica a Barletta è altra cosa.
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